Cos'è
Una moderna tragedia tra mito e Storia – venerdì 26 febbraio alle 20.30 – con “Elettra 1944”, con drammaturgia e regia di Giancarlo Nicoletti, nell'interpretazione di Pamela Villoresi e Giulio Corso, accanto a Francesco Foti, Alice Spisa, Cristina Todaro e Giacomo Andrea Faroldi, con scene di Alessandro Chiti e costumi di Giuseppe Ricciardi, musiche di Mario Incudine, disegno luci di Giuseppe Filipponio, aiuto regista Giuditta Vasile (produzione Altra Scena e L'Altro Teatro, in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi).
Sulle tracce dell'“Orestea”, Giancarlo Nicoletti mette in scena il conflitto fra genitori e figli, in tempo di guerra, quando le ideologie spezzano i legami di sangue e il dramma esplode tra le mura domestiche: in una Roma occupata, un inatteso ritorno rompe il fragile equilibrio costruito su verità taciute o rimosse, preludio a una necessaria catarsi. In “Elettra 1944” lo scontro tra fascisti e partigiani, in un'Italia dilaniata, tra l'eco dei bombardamenti, delle rappresaglie e delle stragi, esaspera la naturale dialettica tra visioni politiche opposte: la pièce racconta l'intrecciarsi tra le singole esistenze e il destino dei popoli, con l'inesorabile incedere della Storia che stravolge certezze e consuetudini, mettendo a confronto carnefici e vittime.
«Il ciclo degli Atridi... non parla soltanto di colpa o di vendetta, ma di ciò che succede quando una comunità, dopo essersi consumata nell’odio, decide di trasformare la violenza in legge, il destino in scelta, il passato in memoria condivisa» – sottolinea Giancarlo Nicoletti –. «Quel passaggio – dalle Erinni alle Eumenidi, dalla foga del sangue al tribunale – è uno dei gesti più rivoluzionari della storia del pensiero umano».
A chi è rivolto
cittadini