Cos'è
Sabato 9 maggio 2026, alle ore 11.00, nel Chiostro del Carmine aperto in occasione della tappa oristanese di Monumenti Aperti, il Consorzio UNO ospiterà Andrea Bonaccorsi per la presentazione del suo “In The Knowledge of Humanities” (Brepols, 2025).
Professore ordinario di Ingegneria Gestionale all’Università di Pisa, tra i massimi esperti europei di politiche della ricerca e valutazione accademica, Andrea Bonaccorsi arriva in Sardegna con una tesi netta e controcorrente: le discipline umanistiche non sono un lusso culturale né un accessorio dell’economia, ma producono conoscenza scientifica.
LE HUMANITIES COME SCIENZA
Nel dibattito contemporaneo, segnato dalla crescita dell’intelligenza artificiale e dalla centralità delle discipline STEM, le humanities vengono spesso difese per il loro impatto economico: turismo, industria culturale, valorizzazione del patrimonio.
In questo scenario, Bonaccorsi, sposta radicalmente il piano della discussione. Nel suo lavoro, infatti, costruisce un’epistemologia comparata di discipline come storiografia, critica letteraria, storia dell’arte e dell’architettura, dimostrando che producono conoscenza scientificamente valida attraverso metodi rigorosi e sistemi di prova propri: diversi dall’esperimento controllato, ma non inferiori.
LA SFIDA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Nel confronto con l’AI, le discipline umanistiche sono spesso indicate come le più esposte al rischio di sostituzione. La posizione di Bonaccorsi in questo senso è opposta: i modelli linguistici operano sul già esistente, rielaborano il già detto. Il linguaggio umano, invece, è uno spazio complesso fatto di ambiguità, allusioni, relazione tra chi parla e chi ascolta. La risposta non è produrre più contenuti, ma produrre più unicità. Ed è una capacità che le humanities esercitano in modo sistematico.
SARDEGNA COME LABORATORIO DI PENSIERO
Il tour, oltre Oristano la presentazione si terrà a Cagliari, Sassari e Nuoro, nasce da un dialogo consolidato con il contesto culturale sardo e con le esperienze promosse negli anni da Sardegna 2050. Nel suo libro, Bonaccorsi richiama la lingua sarda come esempio emblematico: una lingua che, fin dalle origini, esprime con grande ricchezza i diversi modi del pensare - dall’indicativo al congiuntivo fino al condizionale - e che permette di muoversi con naturalezza tra ciò che è, ciò che potrebbe essere e ciò che si può immaginare. In un territorio come e la Sardegna, che oggi si confronta con spopolamento, identità e traiettorie di sviluppo, questo non è solo un elemento linguistico, ma una risorsa cognitiva capace di trasformare il possibile in progetto.
Gli incontri, a ingresso libero e senza prenotazione, sono promossi da Sardegna 2050 insieme a Fondazione di Sardegna, Università degli Studi di Cagliari, Università degli Studi di Sassari, Consorzio UNO, Isola di MAN e CIS Group.
A chi è rivolto
cittadini