In Consiglio comunale salta l’esame delle osservazioni al Piano Urbano del Traffico. L’Assessore all’Urbanistica e alla viabilità Paolo Angioi ha ritirato l’argomento spiegando che è necessaria una revisione degli elaborati per aggiornare e correggere il Piano.
“Il testo della proposta è superato in parte da nuovi elementi – ha detto l’Assessore -. A titolo di esempio: la deliberazione della Giunta comunale del 12 agosto 2026 sulla gestione del servizio dei parcheggi a pagamento, che non risulta integrata negli elaborati del Piano e la relazione illustrativa generale presenta refusi e alcune rappresentazioni non corrette o non aggiornate. A titolo esemplificativo e non esaustivo le errate indicazioni relative alla ZTL, con riferimenti non corretti agli orari e alle aree interessate; la mancata indicazione dell’area pedonale urbana; l’assenza dell’analisi relativa all’ingresso di Brabau; dati non aggiornati sull’offerta di sosta e sui parcheggi a pagamento; l’indicazione di un parcheggio a pagamento in via Ghilarza che, secondo quanto riferito in aula, non esiste; e l’errata localizzazione della biblioteca comunale. Sono state inoltre segnalate incongruenze nella rappresentazione della configurazione del trasporto pubblico urbano e diversi refusi nella toponomastica, con esempi relativi a via Arrigo Boito e vicolo Antonio Garrao”.
Un ulteriore elemento riguarda l’aggiornamento complessivo del Piano. L’assessore Angioi ha richiamato l’articolo 36 del Codice della Strada, sottolineando l’obbligo del PUT per i Comuni con popolazione superiore ai 30 mila abitanti e la necessità di procedere al suo aggiornamento con cadenza biennale. In questo quadro, è stata evidenziata la necessità di verificare l’attualità dell’elaborato anche sotto il profilo dei dati utilizzati nelle analisi, che in alcuni casi fanno ancora riferimento in maniera significativa ai dati ISTAT del 2011.
Angioi ha richiamato anche le motivazioni di carattere politico-amministrativo già affrontate e verbalizzate nel corso della Commissione Urbanistica del 24 settembre ed emerse nel confronto con i componenti della commissione. Alla luce delle diverse esigenze di aggiornamento e correzione, l’assessore ha quindi chiesto che la proposta venga restituita alla dirigente del Settore Sviluppo del territorio, Servizi urbanistica e Pianificazione territoriale, affinché gli elaborati possano essere sottoposti a una revisione complessiva. L’obiettivo è arrivare a una nuova proposta aggiornata, corretta e coerente con gli elementi intervenuti, da riportare successivamente all’esame del Consiglio comunale.
In apertura di seduta il Consiglio comunale aveva discusso alcune interpellanze, mozioni e debiti fuori bilancio.
Interpellanza dei Consiglieri Obinu Maria, Obinu Giuseppe, Marcoli, Della Volpe, Daga, Perra, Marchi, Federico: “Grave situazione di impraticabilità del prolungamento di via Fratelli Cairoli e conseguenti rischi per la sicurezza e l’accessibilità dei mezzi di soccorso e dello scuolabus”
L’interpellanza è stata illustrata da Maria Obinu (Alternativa sarda progressisti per Oristano) che ha chiesto se l’Amministrazione comunale sia a conoscenza delle attuali condizioni del prolungamento di via Fratelli Cairoli e se siano già stati effettuati sopralluoghi o ricevute segnalazioni; quali interventi urgenti intenda adottare per ripristinare almeno la piena transitabilità e la sicurezza della strada; se sia previsto un intervento definitivo di sistemazione della carreggiata e quali siano il cronoprogramma, le risorse e i tempi di realizzazione; quali misure temporanee intenda predisporre, nelle more dell’intervento definitivo, per garantire il passaggio dello scuolabus, delle ambulanze e dei mezzi di emergenza; se intenda coinvolgere tempestivamente gli uffici tecnici comunali, il gestore del trasporto scolastico e i servizi di emergenza al fine di verificare l’effettiva accessibilità dell’area; entro quale data l’Amministrazione ritenga di poter dare una risposta concreta ai residenti e avviare i lavori necessari.
L’Assessore ai Lavori pubblici Gianfranco Licheri ha chiarito la natura giuridica della strada, classificata come strada vicinale a uso pubblico. Si tratta quindi di una viabilità privata, appartenente ai proprietari dei fondi interessati, sulla quale è riconosciuto il pubblico transito.
“Questa classificazione - ha spiegato Licheri - non rende la strada comunale e non comporta per il Comune un obbligo generalizzato di sostenerne integralmente i costi di manutenzione e sistemazione. Il Comune mantiene tuttavia competenze in materia di vigilanza, sicurezza della circolazione e può partecipare agli interventi secondo quanto previsto dal regolamento comunale per la gestione delle strade vicinali, approvato dal Consiglio comunale nel 2015. Il regolamento prevede, per le strade vicinali soggette a pubblico transito, la costituzione del consorzio degli utenti e una partecipazione del Comune alle spese fino al 50%, oltre alla possibilità di contribuire attraverso la fornitura di materiali, il noleggio di mezzi e il supporto tecnico-amministrativo”.
Per quanto riguarda il prolungamento di via Fratelli Cairoli, l’assessore ha assicurato che l’Amministrazione è a conoscenza delle criticità, così come delle problematiche che interessano più in generale la viabilità dei comparti C2RU di Is Pasturas, Silì e Sa Rodia. Il settore Lavori pubblici e Manutenzioni ha ricevuto indirizzi operativi per affrontare le situazioni urgenti, con particolare attenzione alla sicurezza e alla transitabilità, anche in vista dell’approssimarsi della stagione delle piogge. Sono in corso le verifiche tecniche per definire le modalità di intervento più rapide, anche nell’ambito dei lavori di sistemazione della viabilità già aggiudicati. Tra le possibili lavorazioni sono stati indicati il ricarico e il livellamento del piano viabile, la regolarizzazione delle pendenze e gli interventi necessari a migliorare il deflusso delle acque, in relazione alle condizioni effettivamente riscontrate sul posto. Parallelamente, dovrà essere definito con i proprietari frontisti il percorso previsto dal regolamento comunale per la partecipazione agli interventi sulla viabilità vicinale. L’Amministrazione ha comunque confermato la propria disponibilità a concorrere alla sistemazione della strada secondo le modalità previste.
Interpellanza urgente Consiglieri Obinu Maria, Obinu Giuseppe, Marcoli, Della Volpe, Daga, Perra, Marchi, Federico: “Criticità strutturali e impiantistiche presso la scuola dell’infanzia di via D’Annunzio – richiesta di interventi urgenti”.
L’interpellanza è stata illustrata da Maria Obinu (Alternativa sarda progressisti per Oristano) che ha chiesto quali esiti abbia avuto il sopralluogo effettuato presso la scuola dell’infanzia di via D’Annunzio e quali criticità siano state formalmente rilevate; per quale motivo l’apertura realizzata in vista di un possibile intervento sia stata successivamente chiusa e se l’installazione dell’impianto di aria condizionata sia stata sospesa, rinviata o definitivamente esclusa; se esista un progetto, un impegno di spesa o un cronoprogramma per dotare il plesso di un sistema idoneo di climatizzazione o di altre misure efficaci contro le alte temperature; quali siano le ragioni della mancanza della porta in una delle aule, da quanto tempo persista tale situazione e quali misure temporanee siano state adottate per garantire la sicurezza dei bambini; entro quale data l’Amministrazione intenda installare o ripristinare la porta e completare gli eventuali ulteriori interventi necessari; se siano state acquisite verifiche o valutazioni tecniche in materia di sicurezza, salubrità e adeguatezza degli ambienti scolastici e se se ne intenda dare comunicazione al Consiglio comunale, alla dirigenza scolastica e alle famiglie; quali iniziative immediate si intendano assumere affinché il plesso sia posto in condizioni pienamente adeguate allo svolgimento delle attività educative.
L’Assessore alla Pubblica istruzione Simone Prevete ha risposto sottolineando l’obiettivo dell’Amministrazione di garantire ai bambini ambienti sicuri, adeguati e confortevoli. Per quanto riguarda la climatizzazione, l’assessore ha chiarito che “il plesso dispone attualmente di quattro unità autonome, che tuttavia non consentono una climatizzazione uniforme dell’intero edificio, soprattutto nei periodi caratterizzati dalle temperature più elevate. L’Amministrazione ha già avviato da tempo il percorso per il potenziamento dell’impianto. Nel dicembre 2024 è stata infatti realizzata una linea elettrica dedicata dimensionata per l’intero edificio, predisposta proprio in vista dell'installazione di ulteriori apparecchiature. Anche l’apertura realizzata nell’ambito degli interventi preparatori e successivamente richiusa è stata chiusa per ragioni di sicurezza e per evitare interferenze con le attività scolastiche. La chiusura non rappresenta quindi una rinuncia o l’abbandono del progetto di completamento della climatizzazione”. Il Servizio Manutenzioni ha quantificato in 15.350 euro oltre IVA il costo per l’acquisto delle apparecchiature e degli accessori necessari al completamento dell’intervento. “Non stiamo parlando di una semplice intenzione – ha spiegato Prevete – perché l’intervento è stato individuato, tecnicamente definito ed è economicamente quantificato. Resta ora da individuare la necessaria copertura finanziaria, ma chiederò agli uffici di verificare prioritariamente le possibilità di reperire le risorse necessarie per completare il percorso già avviato nel più breve tempo possibile”. Una risposta definitiva è stata invece fornita sulla questione della porta mancante in una delle aule: la problematica è stata presa in carico dal Servizio Manutenzioni e la porta è stata ripristinata. Per la sicurezza del plesso, gli uffici non hanno rilevato condizioni tali da determinare l’inagibilità della scuola. Le problematiche di carattere manutentivo e impiantistico sono oggetto di interventi e programmazione.
Interpellanza urgente Consiglieri Federico, Marchi, Della Volpe, Perra, Daga, Obinu Maria, Obinu Giuseppe, Marcoli: “Manutenzione e pulizia delle caditoie e dei tombini, monitoraggio dei canali e delle aree a rischio e stato di aggiornamento del piano comunale di protezione civile in vista della imminente stagione autunnale”.
L’interpellanza è stata illustrata da Francesco Federico (Oristano democratica e possibile) che ha chiesto se l’amministrazione abbia attivato i necessari e urgenti interventi di pulizia e manutenzione delle caditoie, dei tombini e della rete di raccolta delle acque meteoriche presenti nel territorio comunale; se sia stato predisposto, in vista della stagione autunnale, un programma specifico di controllo e pulizia delle zone maggiormente esposte al rischio di allagamento, con particolare riferimento ai punti critici della viabilità urbana, ai sottopassi e alle aree che in passato hanno registrato difficoltà nel deflusso delle acque; se si siano attivate le opportune interlocuzioni e forme di coordinamento con gli altri enti competenti per quanto riguarda il controllo, la manutenzione e l'efficienza dei canali e delle infrastrutture idrauliche presenti nel territorio comunale; quale sia l'attuale stato del Piano comunale di Protezione Civile, con particolare riferimento al rischio meteo-idrogeologico e idraulico, e se lo stesso sia aggiornato rispetto agli attuali scenari di rischio e alle più recenti evoluzioni climatiche.
L’Assessore all’Ambiente Maria Bonaria Zedda ha illustrato le attività già programmate e quelle in corso. “La pulizia delle caditoie - ha spiegato - è prevista dal contratto di appalto per il servizio di igiene urbana ed è oggetto di una programmazione annuale. Il capitolato prevede 2.000 interventi di pulizia superficiale e 360 interventi di pulizia approfondita ogni anno. A questi si aggiungono ulteriori 1.000 caditoie, grazie all’offerta migliorativa presentata dalla ditta aggiudicataria, che ha previsto una maggiore frequenza degli interventi. Un elemento importante riguarda il sistema di georeferenziazione delle caditoie. Tutte quelle presenti nel territorio comunale sono state infatti rilevate tramite GPS, consentendo agli uffici di conoscere la posizione delle singole strutture e di verificare gli interventi programmati e quelli effettivamente eseguiti. Per ogni intervento sono inoltre disponibili documentazioni fotografiche. Gli interventi vengono effettuati durante tutto l’anno, con una particolare intensificazione nei periodi precedenti la stagione delle piogge, indicativamente tra luglio e settembre e tra febbraio e aprile, fermo restando che, in presenza di situazioni di emergenza o particolari criticità, è possibile intervenire in qualsiasi momento”. Tra le aree nelle quali sono stati effettuati recentemente interventi di pulizia l’assessore ha citato piazza Pintus, via Marroccu, via Marconi, via Carnia, via XX Settembre, alcuni percorsi interessati dalla Sartiglia, corso Umberto, piazza Roma, via Tirso, via Brianza, via Torino e via Satta. Particolare attenzione continuerà a essere riservata alle zone maggiormente esposte alle criticità. Tra queste sono state richiamate l'area del Foro Boario e via Sardegna, dove sono stati realizzati anche interventi strutturali finalizzati a migliorare il deflusso delle acque. L’assessore ha evidenziato anche alcune difficoltà operative nella pulizia delle caditoie, legate soprattutto alla presenza di veicoli parcheggiati in prossimità delle griglie, nonostante la segnaletica di divieto di sosta. I numeri illustrati testimoniano un’attività superiore agli standard minimi previsti dal contratto: nell’ultimo anno sono state pulite 446 caditoie e relativi pozzetti con interventi approfonditi, comprendenti, dove presenti, la seconda e la terza camera, a fronte delle 360 previste dal capitolato. A queste si aggiunge la pulizia di oltre 2.500 griglie, attività che è tuttora in corso e che si avvia a superare il quantitativo previsto dal capitolato. L’Assessore Zedda ha sottolineato che la pulizia delle caditoie, pur essendo fondamentale, non può da sola eliminare il rischio di allagamenti, soprattutto in presenza di precipitazioni particolarmente intense e persistenti. Per questo l’attività di manutenzione viene affiancata dal monitoraggio delle situazioni maggiormente critiche e dagli interventi strutturali necessari. Per quanto riguarda infine il Piano comunale di Protezione civile, l’assessore ha chiarito che il Comune dispone di un piano attualmente vigente. Lo strumento, concepito principalmente con riferimento al rischio idrogeologico, è stato già utilizzato negli anni per la gestione di diverse situazioni emergenziali.
Mozione urgente Consiglieri Federico, Marchi, Della Volpe, Perra, Daga, Obinu Maria, Obinu Giuseppe, Marcoli: “Riordino e aggiornamento della toponomastica e della numerazione civica nelle borgate di San Quirico e Tiria, nelle zone di Is Pasturas, Is Pastureddas, Pesaria e nell’agro di Donigala, Massama, Nuraxinieddu e Silì. Approvata all’unanimità (21 voti a favore).
Illustrando la mozione, Francesco Federico (Oristano democratica e possibile) ha evidenziato le criticità presenti in alcune aree del territorio comunale, dove strade prive di denominazione e abitazioni senza una numerazione civica completa rendono più difficoltosa l’individuazione degli immobili.
Il problema – ha sottolineato - non riguarda soltanto la posa di cartelli o gli adempimenti amministrativi, ma incide concretamente sulla qualità dei servizi e sulla sicurezza. Una toponomastica chiara facilita la consegna della posta e dei servizi, l’attività delle imprese e, soprattutto, consente a ambulanze, Vigili del fuoco e forze dell’ordine di individuare rapidamente le abitazioni.
La mozione chiede quindi al Sindaco e alla Giunta di avviare un progetto complessivo di revisione, riordino e aggiornamento della toponomastica e della numerazione civica nelle aree interessate, prevedendo anche la posa della necessaria segnaletica e delle targhe toponomastiche.
Federico ha collegato il tema della toponomastica anche alla valorizzazione della memoria storica della comunità: il recupero delle denominazioni tradizionali e la scelta dei nomi di strade e piazze, ha osservato, possono contribuire a conservare e trasmettere la storia e l’identità di Oristano e della Sardegna. Federico ha quindi richiamato l’opportunità di ampliare nel tempo la toponomastica cittadina dedicata a personalità, protagonisti della storia locale e regionale, esponenti della cultura e figure che hanno contribuito alla crescita della comunità, citando, tra gli altri, Sandro Ghinami, Tiberio Murgia, Antonio Amore, i partigiani oristanesi, Enrico Berlinguer, Maria Carta, Pinuccio Sciola, Costantino Nivola, Maria Lai, Mario Sironi, Aligi Sassu e Giovanni Lilliu.
Massimiliano Daga (PD) ha sottolineato come la questione non possa essere considerata un semplice adempimento amministrativo: una corretta denominazione delle strade e una numerazione civica aggiornata garantiscono ai cittadini il diritto a essere facilmente individuati, raggiunti e serviti, con ricadute concrete sulla consegna della posta, sui servizi, sulle attività economiche e sull’accessibilità dei mezzi di soccorso e di emergenza. Particolare attenzione deve essere riservata alle borgate, alle frazioni e alle aree periferiche. Daga ha proposto di considerare il riordino della toponomastica come una vera e propria ricognizione complessiva del territorio, attraverso la verifica della situazione esistente, l’individuazione delle criticità, l’aggiornamento delle informazioni non più corrispondenti alla realtà e la costruzione di una banca dati precisa e coerente. Infine, ha sottolineato il valore della toponomastica come strumento per preservare la storia e l’identità delle comunità, attraverso il recupero delle denominazioni legate alla storia e alla tradizione dei luoghi.
Maria Obinu (Alternativa sarda progressisti per Oristano) ha sottolineato come la questione non sia soltanto amministrativa, ma riguardi anche il principio di pari accesso ai servizi e di pieno riconoscimento dei cittadini. Obinu ha richiamato, come esempio volutamente estremo, un servizio televisivo dedicato alle periferie brasiliane, dove alcune aree sono prive persino di una denominazione delle strade e di numeri civici. Un riferimento utilizzato per evidenziare come anche la mancanza di una chiara identificazione delle abitazioni possa creare forme di marginalità e difficoltà nell'accesso ai servizi. Secondo la consigliera, nelle periferie e nelle borgate possono infatti emergere problemi concreti per la consegna della posta e dei corrieri, per l'erogazione dei servizi e soprattutto per la possibilità di individuare rapidamente un'abitazione in caso di emergenza. Nel suo intervento ha inoltre condiviso la necessità di riflettere sulla toponomastica come strumento di memoria collettiva, richiamando l'opportunità di dedicare strade e spazi pubblici a figure che hanno avuto un ruolo nella storia, nella cultura e nella società, con particolare attenzione anche alle numerose donne che hanno contribuito alla vita della comunità.
Giuseppe Obinu (Alternativa sarda progressisti per Oristano) ha sottolineato come la questione riguardi un servizio essenziale per i cittadini e non interessi particolari. Richiamando anche la propria esperienza diretta di residente in una delle aree interessate, Obinu ha evidenziato le difficoltà che possono derivare da una toponomastica non aggiornata o da una numerazione civica non corrispondente alla realtà. Un indirizzo chiaro, ha spiegato, è fondamentale per consentire il rapido intervento di ambulanze, Vigili del fuoco e forze dell’ordine, ma anche per la consegna della posta, dei servizi e per l’attività degli operatori sociali: “Non chiediamo privilegi, ma semplicemente che anche chi vive nelle borgate e nell’agro abbia la stessa certezza di essere facilmente individuabile e raggiungibile” ha sottolineato e ha poi aggiunto che occorre andare oltre il semplice riordino di vie e numeri civici. La situazione attuale dell’agro e delle borgate - ha osservato - in molti casi è profondamente diversa da quella fotografata dal PUC approvato circa 16 anni fa. Il riordino della toponomastica dovrebbe quindi rappresentare un primo passo verso una riflessione più ampia sulla pianificazione urbanistica, affinché gli strumenti comunali tengano conto dell’evoluzione del territorio e delle esigenze delle comunità che lo abitano.
Sergio Locci (Aristanis) ha espresso il proprio sostegno alla proposta, soffermandosi in particolare sul valore culturale e identitario dei nomi delle strade. Locci ha sottolineato come, oltre alla corretta denominazione delle vie, sarebbe importante fornire ai cittadini anche informazioni sulle persone o sugli eventi ai quali le strade sono dedicate, spiegando le ragioni dell’intitolazione. Una pratica, ha osservato, che in altre città consente di trasformare la toponomastica in uno strumento di conoscenza della storia. Il consigliere ha richiamato una precedente iniziativa del consigliere sardista Gianni Atzori, che aveva valorizzato le denominazioni tradizionali in lingua sarda di alcune vie e luoghi del centro storico di Oristano. Secondo Locci, questi nomi rappresentano una parte della memoria della città e testimoniano l’identità delle comunità e dei quartieri, conservando tracce della storia e delle tradizioni locali.
Antonio Iatalese (UDC) ha espresso una valutazione favorevole alla proposta, sottolineando la necessità di completare il lavoro già avviato in alcune aree del territorio comunale. Iatalese ha ricordato che all’inizio della legislatura è stato portato avanti un intervento sulla borgata di San Quirico, attraverso l’individuazione e la denominazione delle vie nella parte più urbanizzata dell’abitato. Ha però evidenziato la necessità di un intervento più approfondito nelle zone agricole, dove sono presenti numerose abitazioni. Particolare attenzione, secondo il consigliere, deve essere riservata alla possibilità di garantire un rapido intervento dei mezzi di soccorso, soprattutto considerando la presenza nelle aree periferiche di famiglie, persone anziane e persone con disabilità. Una toponomastica chiara - ha osservato - diventa ancora più importante quando i mezzi di emergenza possono provenire da territori diversi e non conoscere direttamente la zona. Iatalese ha inoltre ricordato che il tema del riordino della toponomastica è già presente nel DUP, evidenziando quindi la possibilità di proseguire il percorso amministrativo. Infine, il consigliere ha condiviso anche la proposta di utilizzare la toponomastica per ricordare personalità del territorio che si sono distinte per il loro impegno sociale, culturale, scientifico e politico, valorizzando così la memoria della comunità.
L’Assessore ai lavori pubblici e alla toponomastica Gianfranco Licheri ha espresso il sostegno dell’Amministrazione alla proposta, spiegando che il tema è già inserito tra gli obiettivi dell’ultimo DUP. Licheri ha ricordato che gli uffici hanno già svolto alcuni interventi, in particolare nella borgata di San Quirico e nella zona di Sa Rodia, ma ha sottolineato la necessità di affrontare il problema con un progetto organico che riguardi complessivamente le cosiddette aree “sfrangiate” del territorio comunale e delle frazioni. Tra gli obiettivi indicati dall’assessore c’è anche la realizzazione di una nuova cartellonistica toponomastica, che possa recuperare e valorizzare i nomi storici e catastali delle diverse zone dell’agro preservando così la memoria dei luoghi. Licheri ha inoltre evidenziato la necessità di procedere a una ricognizione della rete viaria, verificando la classificazione delle strade comunali, vicinali e private. L’evoluzione urbanistica e il forte frazionamento dell’agro avvenuto negli ultimi decenni hanno infatti modificato profondamente la situazione originaria, rendendo necessario un nuovo inquadramento amministrativo di alcune strade. Secondo l’assessore, il riordino della toponomastica deve essere accompagnato anche da una riflessione più ampia sulle infrastrutture e sui servizi nelle aree periferiche, dove permangono carenze nei sottoservizi e nella rete viaria. Licheri ha ricordato gli interventi già realizzati nelle principali zone C2RU, anche attraverso risorse comunali e fondi PNRR, sottolineando però che l’estensione del territorio rende necessario un percorso di programmazione pluriennale. L’Amministrazione - ha annunciato Licheri - conta di definire entro l’anno un quadro generale del progetto, da sottoporre successivamente all’esame della commissione consiliare competente.
Riconoscimento debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive articolo 194 lettera A) del Decreto Legislativo n.267/2000. Sentenza del Giudice di Pace N. 89/2026 relativa al procedimento N. R.G. 1064/2025. Approvato con 13 voti a favore e 1 contrario.
L’Assessore al Bilancio Simone Prevete ha illustrato la proposta di delibera per il riconoscimento del debito fuori bilancio costituito dalla complessiva somma di 1.457 euro derivante dalla sentenza esecutiva del Giudice di Pace di Oristano nella causa per l’annullamento dell’ingiunzione di pagamento per due verbali di accertamento per violazioni al Codice della Strada.
Riconoscimento debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive articolo 194 lettera A) del Decreto Legislativo n.267/2000. Sentenza del Giudice di Pace di Oristano n. 102/2026 relativa al procedimento. Approvato con 13 voti a favore e 1 contrario.
L’Assessore al Bilancio Simone Prevete ha illustrato la proposta di delibera per il riconoscimento del debito fuori bilancio costituito dalla somma di 331,24 euro derivante dalla sentenza del Giudice di Pace di Oristano per l’annullamento dell’ingiunzione di pagamento per una violazione al Codice della strada.
Richiesta alla Regione Autonoma della Sardegna di dichiarazione di irrilevanza sotto il profilo paesaggistico, ai sensi dell'art. 142, comma 3, del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, del tratto del corpo idrico denominato "Rio Nura Craba – Canale di Bonifica Mare Bennaxi (Rio Tanui)", ricadente nel territorio comunale di Oristano e approvazione della relativa Relazione tecnico-illustrativa. Approvato con 14 voti a favore.
L’Assessore all’Urbanistica Paolo Angioi Angioi ha spiegato che la proposta nasce dalla necessità di chiarire la classificazione di un corso d’acqua (originariamente Rio Tanui) che in passato attraversava la zona da ovest verso est per confluire nel Tirso. La situazione è cambiata negli anni ’50, quando il Consorzio di Bonifica realizzò un canale artificiale in cemento modificando il percorso originario del corso d’acqua. L’attuale canale si trova circa 250 metri più a nord rispetto all’antico tracciato e non confluisce più nel Tirso, ma verso il territorio di Cabras fino allo stagno. Secondo quanto illustrato dall’assessore, nonostante le profonde modifiche intervenute nel tempo, il nuovo canale ha continuato a essere associato alla precedente classificazione e quindi a essere sottoposto al vincolo paesaggistico previsto per i corsi d’acqua. La questione è emersa anche a seguito di un’istanza presentata da un privato per un titolo edilizio, evidenziando la necessità di verificare l’effettiva attualità del vincolo sull’area.
Angioi ha spiegato che la Regione Sardegna non procede autonomamente alla declassificazione, ma che è il Comune a dover presentare la relativa istanza. L’obiettivo è eliminare un vincolo ritenuto non più coerente con l’attuale configurazione del corso d’acqua e con le caratteristiche del territorio, fermo restando che eventuali situazioni analoghe potranno essere successivamente esaminate.