Il verde urbano infrastruttura per la città del futuro e difenderla dal cambiamento climatico

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Confronto tra istituzioni, tecnici e cittadini. L'obiettivo: rendere il verde una infrastruttura di ausilio per difendere le città dal cambiamento climatico

Data:

28 settembre 2026

Utilizzare la sfida imposta dai cambiamenti climatici per favorire il passaggio della gestione del verde urbano dalla manutenzione alla programmazione, dall’emergenza alla prevenzione e dai singoli interventi a una vera pianificazione, costruendo progressivamente una città più ombreggiata, permeabile, connessa e resiliente. L’obiettivo di fondo è rendere il verde come infrastruttura di ausilio per difendere le città dal cambiamento climatico.

È l’obiettivo su cui vuole lavorare il Comune di Oristano che sabato ha chiamato all’Hospitalis Sancti Antoni, amministratori pubblici, esperti, cittadini e associazioni di volontariato, per un confronto a tutto campo. L’occasione era il convegno “Il verde, bene essenziale – Pianificare, gestire e innovare gli spazi pubblici”, promosso dall’Assessorato all’Ambiente e al Decoro Urbano del Comune di Oristano e dall’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Oristano, con il patrocinio della Regione Sardegna e della Provincia di Oristano.

È stata una giornata di approfondimento e confronto tecnico dedicata al ruolo del verde pubblico nella costruzione di una città capace di affrontare le trasformazioni climatiche, migliorare la qualità degli spazi urbani e tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini.

I lavori sono stati aperti dal Sindaco Massimiliano Sanna e dal Presidente provinciale dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dottori Forestali Pino Pisu. Tra gli interventi quelli dei deputati Francesco Mura e Gianni Lampis (Commissione Ambiente e Territorio della Camera dei Deputati), dell’Assessore regionale all’Urbanistica Francesco Spanedda, di Alberto Plaisant (Assessorato Ambiente RAS), del Presidente della Provincia Paolo Pireddu, di Francesco Asquer (Direttore Consorzio UNO), del Presidente di FODAF Regionale Ettore Crobu e del Presidente Provinciale della Coldiretti Paolo Corrias.

Il dibattito, promosso dalle relazioni di Barbara Negroni (CONAF), Silvia Brini (ISPRA), Claudio Maria Papoff (Comune di Cagliari), Vincenzo Blotta (arboricoltore certificato ETT) e Maurizio Malloci (FORESTAS), si è concentrato sul passaggio da una concezione del verde prevalentemente ornamentale a quella del verde come vera e propria infrastruttura urbana, capace di contribuire alla resilienza della città. Un approccio particolarmente importante in una fase caratterizzata da estati sempre più calde e prolungate, stress idrico della vegetazione e precipitazioni brevi e intense. Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione del territorio comunale e alle prospettive di sviluppo della rete verde cittadina.

L’Assessore all’Ambiente Maria Bonaria Zedda ha messo in luce la grande ricchezza naturale di cui dispone Oristano, ma anche la necessità di rafforzare la continuità ecologica tra campagna e centro abitato: “La nostra strategia punta a portare la qualità dell’infrastruttura naturale agricola dentro la città, trasformando anche gli spazi urbani disponibili in corridoi verdi ombreggiati e ventilati”.

Il patrimonio arboreo comunale conta circa 9.200 alberi. Il Comune lavora sul censimento e il monitoraggio continuo, la valutazione della stabilità, la manutenzione e una programmazione capace di considerare lo sviluppo dell’albero adulto su un orizzonte di vent’anni, evitando conflitti futuri con strade, marciapiedi e infrastrutture. Altro tema centrale nell’azione dell’Amministrazione è quello dell’acqua. Anche in considerazione del fatto che l’85% delle aree verdi pubbliche di Oristano non dispone attualmente di impianti di irrigazione, si lavora su una strategia che preveda maggiore attenzione alla scelta di specie autoctone e resistenti alla siccità, al recupero delle acque piovane e all’applicazione dei criteri ambientali minimi nella progettazione e nella realizzazione degli interventi.

Durante il convegno, l’Assessore Zedda ha illustrato diversi interventi, programmati o in corso, sul territorio comunale: dalle riqualificazioni delle aree verdi a Nuraxinieddu, Massama, Silì e Donigala al progetto del parco di via Lisbona. Un ruolo strategico è attribuito al parco lineare, attraverso una rete di percorsi pedonali e ciclabili per collegare quartieri, servizi e aree naturali, con particolare riferimento alla riqualificazione del Parco de La Maddalena e alla connessione con via Adua e via Capo Caccia. Tra gli interventi illustrati anche la trasformazione dell’area del Foro Boario attraverso la creazione di un giardino botanico urbano, con funzioni ambientali, didattiche e ricreative. Il progetto punta a recuperare la permeabilità del suolo, favorire l’infiltrazione delle acque piovane, ridurre i rischi di allagamento e contrastare l’irraggiamento termico.
È stato presentato un progetto pilota di depavimentazione dei parcheggi urbani, con l’utilizzo di superfici drenanti e l’inserimento di nuove alberature ad alto fusto, con l’obiettivo di ridurre il calore e favorire la gestione naturale delle acque piovane.
Tra le iniziative strategiche è fondamentale il progetto “Porta d’Acqua” che con un finanziamento regionale di 13,5 milioni di euro prevede interventi per la transizione ecologica, il contrasto al rischio idrogeologico e alle alte temperature. Il programma comprende la riqualificazione di aree verdi, l’impiego di specie autoctone, sistemi di irrigazione efficienti, alberature e percorsi verdi. La strategia complessiva contro le isole di calore urbane si fonda su tre direttrici: ombreggiamento diffuso, depavimentazione strategica e creazione di una rete verde integrata con le connessioni idriche.

Nel corso della giornata è stato affrontato anche il tema della partecipazione dei cittadini. Tra le proposte illustrate figura l’iniziativa “Adotta un’aiuola”, già avviata per rafforzare la collaborazione tra amministrazione, cittadini, scuole e associazioni e promuovere una maggiore corresponsabilità nella cura degli spazi verdi.

Il convegno si è concluso con la visita al vivaio produttivo Campulongu dell’Agenzia Fo.Re.S.T.A.S.. Durante il sopralluogo si sono potuti osservare esempi concreti di selvicoltura adattativa e tecniche innovative per la gestione del patrimonio forestale in un clima che cambia rapidamente.

A conclusione del convegno, l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Oristano ribadisce “il proprio impegno nel promuovere una cultura del verde fondata su competenza, responsabilità e visione.  In questo spirito il convegno del 26 settembre rappresenta un passo importante in questo percorso: una giornata di studio, confronto e consapevolezza, che conferma il ruolo strategico delle professioni agronomiche e forestali nella costruzione di città più resilienti e più umane”.

“Il convegno ha rilanciato una prospettiva di lungo termine – osserva l’Assessore Zedda -. Il verde non deve essere considerato soltanto come elemento di arredo urbano, ma una componente strutturale della città: uno strumento di adattamento climatico, di tutela ambientale, di miglioramento della vivibilità e di qualificazione dello spazio pubblico. Per Oristano la sfida il passaggio dalla manutenzione alla programmazione, dall’emergenza alla prevenzione e dal singolo intervento a una vera pianificazione del verde urbano, costruendo progressivamente una città più ombreggiata, permeabile, connessa e resiliente”.

Un momento del convegno ''Verde bene essenziale''
Un momento del convegno ''Verde bene essenziale''

Ultimo aggiornamento: 28/09/2026, 13:02