Il Consiglio comunale di Oristano ha approvato all’unanimità (17 voti favorevoli) l’ordine del giorno dei consiglieri della minoranza di centro-sinistra sull’emergenza West Nile nel territorio di Oristano.
Il documento, illustrato da Umberto Marcoli (Alternativa sarda progressisti per Oristano) chiede l’istituzione urgente di un tavolo istituzionale permanente, la costituzione di una commissione tecnico-scientifica multidisciplinare e la predisposizione di un piano straordinario territoriale per la prevenzione e la lotta alle zanzare e agli altri insetti vettori.
Aprendo il dibattito, Marcoli ha ricordato di aver già sollevato il tema nel 2025, sottolineando come la diffusione del virus rappresenti un problema strutturale, destinato a ripresentarsi negli anni anche in relazione ai cambiamenti climatici e all’aumento delle temperature. Il consigliere ha richiamato la particolare vulnerabilità del territorio oristanese, caratterizzato da estese zone umide, risaie, canali irrigui, fossi e corsi d’acqua, condizioni che richiedono interventi programmati e coordinati.
Secondo Marcoli, non è più sufficiente intervenire quando il contagio si è già manifestato: occorre anticipare l’emergenza attraverso il monitoraggio dei focolai, lo studio della presenza e della diffusione dei vettori e una pianificazione degli interventi larvicidi da avviare con largo anticipo rispetto alla stagione estiva. Il consigliere ha inoltre evidenziato la necessità di recuperare e valorizzare le competenze scientifiche maturate in passato nella lotta agli insetti nocivi, proponendo l’istituzione a Oristano di un centro regionale dedicato alla prevenzione e al controllo delle malattie trasmesse dai vettori.
L’ordine del giorno prevede, tra le altre misure, la realizzazione di una carta del rischio vettoriale attraverso il censimento e la georeferenziazione delle aree maggiormente esposte, un programma annuale di lotta larvicida preventiva, interventi adulticidi e il coinvolgimento di tutti gli enti competenti, dalle amministrazioni locali alla Regione, dalla Provincia all’ASL, dall’Istituto Zooprofilattico all’Università, fino ai Consorzi di bonifica e alle associazioni di categoria. Secondo Marcoli i casi registrati nel 2025 e quelli rilevati nel 2026 impongono una risposta strutturata. L’obiettivo - ha spiegato - è superare la gestione episodica dell’emergenza, programmando le attività già nei mesi precedenti alla primavera e verificando nel tempo l’efficacia delle azioni intraprese.
Gianmichele Guiso (Forza Italia) ha richiamato l’importanza della cura e del presidio del territorio, sottolineando che la tutela della salute pubblica deve conciliarsi con la salvaguardia delle attività agricole, comprese le coltivazioni risicole. L’abbandono delle campagne e la mancata manutenzione delle aree rurali possono aggravare le condizioni favorevoli alla proliferazione degli insetti. Ha quindi evidenziato la necessità di recuperare strumenti e risorse per una gestione più efficace del territorio, anche attraverso il rafforzamento delle strutture pubbliche preposte al controllo ambientale.
Maria Obinu (Alternativa sarda progressisti per Oristano) ha richiamato la gravità dell’emergenza sanitaria, citando i dati dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornati al 1° ottobre 2026, che riportavano in Italia 727 casi umani, di cui 383 forme neuroinvasive, e 54 decessi. Per il territorio provinciale, sulla base dei dati disponibili al 18 settembre, ha riferito di 28 positività e quattro decessi. Obinu ha evidenziato la necessità di un coordinamento costante tra le istituzioni per individuare tempestivamente le criticità e intervenire sulle condizioni che favoriscono la riproduzione delle zanzare.
Antonio Iatalese (UDC) ha condiviso la necessità di una strategia coordinata, soffermandosi sulle difficoltà degli interventi in presenza di precipitazioni abbondanti, che possono ridurne l’efficacia. Ha quindi illustrato le attività già realizzate dalla Provincia nei primi sei mesi dell’anno: circa 3.100 interventi, tra trattamenti antilarvali nei centri abitati e nelle aree periferiche, attività nelle paludi e nei canali, trattamenti adulticidi, interventi straordinari e derattizzazioni. Ha ricordato inoltre il potenziamento del personale con l’assunzione di dieci disinfestatori, l’installazione di nuove trappole per il monitoraggio delle zanzare infette, la distribuzione di kit antilarvali, le attività di sensibilizzazione e la sperimentazione di dispositivi e tecnologie per contrastare la proliferazione degli insetti. Per il prossimo anno sono previsti ulteriori 700 mila euro per gli interventi provinciali, anche grazie al contributo regionale. Ha inoltre richiamato le sperimentazioni allo studio, tra cui l’utilizzo di zanzare maschio sterili, e la necessità di approfondire le differenze tra il territorio oristanese e altre aree risicole italiane, come il Vercellese.
Francesco Federico (Oristano democratica e possibile) ha ribadito che l’emergenza non può essere affrontata inseguendo i contagi, ma richiede una programmazione preventiva, con obiettivi e responsabilità precise. Ha richiamato, tra i possibili fattori che contribuiscono alla particolare diffusione del virus nell’Oristanese, il ruolo dell’avifauna selvatica, che rappresenta il serbatoio naturale del virus, e la presenza di condizioni ambientali favorevoli. Il tavolo permanente e la commissione tecnico-scientifica dovranno produrre risultati concreti, attraverso un cronoprogramma annuale, obiettivi verificabili e risorse adeguate. Ha inoltre sostenuto la proposta di istituire a Oristano un centro regionale specializzato, che possa diventare un punto di riferimento per lo studio dei vettori e la sperimentazione di strategie preventive a beneficio dell’intera Sardegna.
Il Sindaco Massimiliano Sanna chiudendo il dibattito ha precisato che “quello sulla West Nile è un tema delicato e di grande attualità, che richiede responsabilità, prevenzione e tempestività, evitando al tempo stesso inutili allarmismi. L’Amministrazione comunale si è attivata già nel 2025, inviando nel mese di ottobre una richiesta alla Regione per sollecitare un intervento straordinario e coordinato, risorse adeguate, il potenziamento delle disinfestazioni, campagne informative e un piano regionale dedicato ai territori maggiormente esposti”.
Sanna ha richiamato il lavoro avviato a livello istituzionale, ricordando la riunione convocata dal prefetto nel febbraio 2026, alla quale avevano partecipato rappresentanti della Regione, della Provincia, dei Comuni, dell’ASL, delle forze dell’ordine, del Corpo forestale, del Consorzio di bonifica e delle organizzazioni agricole. In quella sede era stata condivisa la necessità di intervenire prima che l’emergenza si manifesti, attraverso un piano unico e coordinato, tenendo conto del legame tra la proliferazione delle zanzare, le condizioni ambientali e i cambiamenti climatici.
Il Sindaco ha ricordato le azioni già avviate dalla Provincia, dal potenziamento del monitoraggio alla distribuzione dei kit antilarvali, dai nuovi strumenti per il trattamento delle caditoie all’impiego dei droni nelle aree difficilmente accessibili. Ha inoltre riferito che l’ASL aveva predisposto una bozza di ordinanza per uniformare le misure preventive nei Comuni della provincia e che Oristano vi ha dato tempestivamente seguito. La Regione, ha aggiunto, ha confermato i finanziamenti e individuato criteri di ripartizione delle risorse che hanno tenuto conto della particolare esposizione del territorio oristanese.
Il Sindaco Sanna ha confermato che la Provincia sta lavorando all’istituzione di un tavolo permanente con una solida base tecnico-scientifica, coinvolgendo l’Università degli Studi di Sassari, l’IPLA (società partecipata della Regione Piemonte con esperienza nella gestione delle problematiche legate alle zanzare e alle aree risicole), l’Assessorato regionale all’Ambiente, l’ASL di Oristano e l’Istituto Zooprofilattico. È previsto anche il coinvolgimento delle associazioni di categoria, in particolare dei risicoltori, affinché le strategie di prevenzione tengano conto delle caratteristiche produttive e ambientali del territorio. Il tavolo dovrà concentrarsi su tre priorità: rafforzare il controllo delle zanzare e degli altri vettori attraverso interventi mirati, potenziare l’informazione e la sensibilizzazione della popolazione e coordinare le azioni per la tutela della salute umana, animale e ambientale. Il sindaco ha ricordato che la prevenzione richiede la collaborazione dei cittadini, chiamati a eliminare i ristagni d’acqua nei cortili e negli orti e a contribuire alla corretta gestione delle aree private e agricole. Ha infine condiviso la proposta di costituire a Oristano un centro regionale dedicato alla lotta agli insetti vettori, sottolineando l’importanza di non disperdere competenze, esperienze e risorse, ma di costruire una capacità permanente di prevenzione e intervento.
In Consiglio comunale anche la risposta alle interpellanze.
Maria Speranza Perra (PD) ha illustrato l’interpellanza urgente presentata insieme ai consiglieri, Della Volpe, Daga, Marchi, Federico, Obinu Maria, Obinu Giuseppe, Marcoli, sul potenziamento della rete territoriale, del PUAT e dell’assistenza domiciliare, sulle dimissioni protette e sul monitoraggio della qualità dei servizi rivolti alle persone fragili.
Illustrando l’interpellanza, Perra ha sottolineato come le dimissioni dall’ospedale rappresentino spesso una fase particolarmente delicata per gli anziani, le persone con disabilità e i pazienti affetti da patologie croniche. Quando il rientro a casa non è accompagnato da un’assistenza adeguata, ha osservato, il peso ricade interamente sulle famiglie, che non sempre sono in grado di affrontare le necessità assistenziali. In assenza di alternative, il rischio è che il pronto soccorso diventi l’unico punto di riferimento, contribuendo al sovraffollamento ospedaliero. La consigliera ha quindi chiesto di conoscere il funzionamento del Punto unico di accesso territoriale (PUAT), i tempi di risposta e di presa in carico, l’eventuale presenza di liste d’attesa e le modalità di coordinamento tra i diversi servizi. In particolare, ha sollecitato chiarimenti sull’individuazione del responsabile della presa in carico, sul percorso previsto dopo la dimissione ospedaliera e sulle procedure da attivare quando i servizi non vengono garantiti tempestivamente. L’obiettivo, ha evidenziato, è verificare che la rete territoriale sia effettivamente in grado di sostenere i cittadini più vulnerabili, evitando che rimangano senza assistenza.
Nella risposta, l’Assessore ai Servizi sociali Giulia Murgia ha illustrato l’organizzazione della rete sociosanitaria, regolata da un accordo tra ASL e PLUS, che coinvolge Comune, Punto unico di accesso, Unità di valutazione territoriale, distretto sanitario e servizi sanitari. La presa in carico è integrata: al Comune e al PLUS competono gli aspetti sociali e amministrativi, mentre il PUAT e l’Unità di valutazione territoriale intervengono nella valutazione dei bisogni sociosanitari. L’assessore ha quindi distinto le diverse forme di assistenza domiciliare. Il Servizio di assistenza domiciliare ordinario è finanziato dal Comune con circa 300 mila euro; a questo si aggiungono gli interventi della Legge 162, sostenuti da finanziamenti regionali per oltre 2 milioni di euro destinati a Oristano, e il programma Ritornare a Casa Plus, che dispone complessivamente di oltre 2 milioni di euro per i 24 Comuni dell’ambito. Per quanto riguarda la Legge 162, ha riferito che il Comune segue circa 900 piani personalizzati. Le risorse disponibili vengono interamente utilizzate e le somme che si liberano sono reinvestite per attivare nuovi interventi, a fronte di un fabbisogno assistenziale particolarmente elevato. Un ruolo specifico è svolto dal programma Ritornare a Casa Plus, che prevede una valutazione dell’Unità di valutazione territoriale e la definizione di un progetto personalizzato. Murgia ha descritto il percorso seguito dal paziente dimesso dall’ospedale. La segnalazione parte dal reparto ospedaliero e dal servizio sociale della struttura, che coinvolgono il PAS, il servizio distrettuale che si occupa delle dimissioni difficili. La situazione viene trasmessa al PUAT e successivamente valutata dall’Unità di valutazione territoriale, composta da specialisti medici, infermieri e assistenti sociali della ASL. Vengono quindi coinvolti il PLUS e i servizi sociali del Comune di residenza, per individuare i bisogni e definire il progetto assistenziale. In conclusione ha sottolineato che l’obiettivo è migliorare il funzionamento complessivo dei servizi attraverso la collaborazione tra componente sanitaria e sociale.
Maria Obinu (Alternativa sarda progressisti per Oristano) ha illustrato l’interpellanza urgente presentata insieme ai Consiglieri, Obinu Giuseppe, Marcoli, Daga, Della Volpe, Perra, Marchi, Federico, sullo stato del manto stradale, sicurezza della circolazione e rifacimento della segnaletica orizzontale in via Tempio.
La consigliera ha evidenziato l’importanza della strada, diventata un’arteria strategica per la circolazione cittadina e per i collegamenti con la stazione ferroviaria. I residenti lamentano condizioni di degrado della carreggiata e delle aree circostanti, oltre a marciapiedi poco agevoli per le persone con mobilità ridotta. Ha ricordato che il rifacimento del manto stradale di via Tempio era stato annunciato il 9 settembre 2025 nell’ambito del piano di ripristino delle strade interessate da precedenti lavori di scavo, ma che gli interventi non risultano ancora eseguiti. Ha quindi chiesto di aggiornare la programmazione e di garantire il rispetto dei tempi, prestando attenzione anche al ripristino della segnaletica orizzontale. Un altro aspetto sollevato riguarda la sicurezza stradale. Secondo le segnalazioni dei residenti, lungo via Tempio molti veicoli transitano a velocità elevata, con rischi per i pedoni e in particolare per le persone anziane. Obinu ha pertanto proposto di valutare l’installazione di dissuasori di velocità, considerata anche la difficoltà di assicurare controlli costanti da parte della Polizia locale.
L’Assessore alla viabilità Paolo Angioi ha riconosciuto l’importanza dell’arteria, destinata ad assumere un ruolo ancora più rilevante con il completamento del sottopassaggio di via Ozieri. Ha assicurato che gli interventi di ripristino del manto stradale e della segnaletica sono tra quelli programmati dall’Amministrazione, insieme ad altri lavori urgenti sulla viabilità cittadina. Per quanto riguarda la segnaletica orizzontale, Angioi ha riferito che sono in fase di definizione le tempistiche per i lavori in via Tempio. È già iniziato il ripristino di strisce di arresto, segnali di stop e attraversamenti pedonali nelle vicine vie Dorgali, Nora e Sorgono, dopo la posa del nuovo asfalto nella primavera 2026, quando l’impresa non aveva completato la segnaletica per carenza di risorse. Gli interventi in via Tempio saranno effettuati una volta terminati quelli nelle strade limitrofe, con il supporto dell’ufficio Segnaletica della Polizia locale. L’Assessore ha infine richiamato la necessità di programmare i lavori tenendo conto delle risorse disponibili e dell’aumento dei costi, che in alcuni casi non consente di completare contemporaneamente tutti gli interventi previsti. Ha comunque confermato l’impegno dell’Amministrazione a proseguire con il ripristino della viabilità e della segnaletica nelle strade che presentano maggiori criticità.