Consiglio comunale - Un Campus sportivo al posto dell'ex Scuola Media di via Santulussurgiu

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Approvata all'unanimità la mozione dei consiglieri della minoranza di centro-sinistra per la realizzazione del campus nell'area che attualmente ospita l'ex scuola media Grazia Deledda

Data:

23 maggio 2026

Il Consiglio comunale di Oristano ha approvato all’unanimità la mozione dei consiglieri Marcoli, Obinu Giuseppe, Obinu Maria, Della Volpe, Perra, Daga, Marchi, Federico per la realizzazione del primo Campus sportivo scolastico e cittadino nell’area dell’ex Scuola Media n. 2 di via Santulussurgiu.

La mozione impegna il Sindaco e la Giunta a progettare, programmare e inserire il Campus Sportivo all’interno della pianificazione regionale, nazionale ed europea, al fine di accedere ai finanziamenti necessari per la sua realizzazione, con particolare attenzione ai fondi per la rigenerazione urbana; l’edilizia scolastica innovativa; le infrastrutture sportive; l’inclusione sociale e giovanile. Il Campus dovrà avere nascere in collaborazione strutturale con il Liceo Scientifico Sportivo e con il coinvolgimento attivo di tutte le scuole secondarie e degli istituti scolastici cittadini, che potranno utilizzare gli spazi per attività didattiche, motorie, laboratoriali e progettuali, con spazi studio per studenti pendolari e per il doposcuola; stanze per il ritiro e l’ospitalità di atleti delle nazionali, rappresentative giovanili e società sportive, sale riunioni e conferenze per eventi formativi, divulgativi e scientifici, una palestra moderna e attrezzata per l’allenamento multidisciplinare e per le attività scolastiche e cittadine. Previsto anche un Museo dello sport oristanese, dedicato agli atleti olimpici, nazionali e locali, aree verdi e spazi esterni per attività motorie, sport all’aperto e benessere. Il campus dovrà coinvolgere in modo stabile e strutturato le scuole secondarie e gli istituti scolastici cittadini e in particolare il Liceo Scientifico Sportivo, scuole e università, enti locali e istituzioni sportive, associazioni e federazioni, atleti, ex atleti, tecnici e professionisti dello sport, realtà culturali e museali del territorio. Dovrà porsi come polo di riferimento per eventi, ritiri, stage e progetti di formazione a livello regionale e nazionale, laboratorio di innovazione educativa e sportiva, luogo di incontro tra memoria, identità e futuro, grazie alla presenza del Museo dello Sport.

Umberto Marcoli (Alternativa sarda e democratica) ha presentato la mozione esortando il Consiglio comunale “ad avere il coraggio di immaginare il futuro della città. Oggi non stiamo parlando soltanto dell'ex scuola media di via Santulussurgiu. Oggi discutiamo di una visione, di ciò che vorremmo che la città diventasse nei prossimi 20 o 30 anni. Oristano ha tutte le caratteristiche invece per diventare una città mediterranea con la più alta qualità della vita, perché Oristano ha le caratteristiche intrinseche per esserlo. Il primo campus sportivo scolastico cittadino della Sardegna non sarebbe soltanto un'infrastruttura così, ma sarebbe una dichiarazione di identità. Direi una cosa molto chiara: Oristano sceglie di investire nei giovani. Questo progetto potrebbe assumere un significato con un impatto molto grande perché immagina una scuola aperta tutto il giorno, una scuola che dialoga con lo sport, uno spazio nel quale i ragazzi possono allenarsi, studiare, fermarsi il pomeriggio a fare il doposcuola, incontrarsi e crescere e condividere. Un luogo vivo, un'idea di scuola moderna, molto più moderna di tante opere pubbliche senza anima che spesso vengono finanziate e costruite senza avere una funzione sociale. Immaginiamo un luogo capace di ospitare stage, ritiri, ritiri sportivi, progetti nazionali, formazione, eventi, perché Oristano ha tutte le condizioni per diventare una città attrattiva anche sotto questo punto di vista. Oristano può diventare una città dove una famiglia sceglie di vivere perché qui suo figlio può crescere meglio, una città dove i giovani non siano costretti ad andare via per forza, una città capace di attrarre sportivi, studenti, famiglie, eventi e nuove energie”.

Maria Obinu (Alternativa sarda e democratica): “Questa mozione cerca di coniugare due aspetti fondamentali: la rigenerazione e la salute pubblica. Rinascita: quale vocabolo più appropriato per un edificio che deve cambiare la sua destinazione d'uso, che è stato chiuso e costringendo un quartiere a di una scuola e uno spazio essenziale per i propri figli. Se quello spazio, che prima ospitava una scuola, rimanesse con una finalità d'uso destinata ai ragazzi, noi avremmo compiuto la missione di restituirlo al quartiere. Il concetto della rigenerazione, quindi della rinascita, e quello della salute pubblica si incontrano per far rinascere qualcosa di nuovo. Abbinarci uno spazio sportivo penso che sia la soluzione giusta”.

Carla della Volpe (PD): “In quest'aula molto spesso abbiamo parlato della necessità di andare oltre la gestione dell'ordinario, del dovere di guardare al futuro con una visione ambiziosa. Oggi non parliamo semplicemente della riqualificazione di un edificio dismesso, parliamo di dare una casa all'identità più vincente e più sana della nostra città. Oristano è una città piccola ma capace di esprimere giganti dello sport. Questo campus è pensato per tutti gli studenti, che potranno utilizzare gli spazi in un'ottica di scuola aperta. Il valore sociale è evidente: lo sport è una scuola di democrazia e anche di convivenza nelle diversità. L'idea di un museo dello Sport Oristanese all'interno del campus non è pensato come una galleria di trofei ma come museo interattivo digitale diffuso, capace di dialogare con le scuole, dialogare con il territorio. Oggi la rigenerazione urbana è intesa come un processo integrato e le istituzioni europee finanziano massicciamente questo approccio. Dobbiamo andare oltre la gestione dell’ordinario, sfruttando le opportunità offerte dalla programmazione comunitaria”.

Per Gianmichele Guiso (Forza Italia) il progetto per la realizzazione del campus potrebbe essere utile per dare una risposta efficace al fenomeno dello calo demografico e dello spopolamento.

Sergio Locci (Aristanis) ha condiviso la proposta, “esempio di programmazione effettiva e di pianificazione di come un progetto deve essere valutato da qui al futuro. Mi auguro che possa trovare gambe e risorse per poter essere realizzato. La realizzazione del campus da un lato rappresenta un'importante azione di rigenerazione urbana con il recupero della struttura già destinata all'uso scolastico, sotto altri aspetti rappresenta un concetto educativo rivolto ai giovani. A me piace sottolineare anche che la mozione tratta effettivamente una integrazione con il sistema scolastico cittadino e il mondo dello sport e una interazione tra istituzioni scolastiche, istituzioni locali”.

Per Giuseppe Obinu (Alternativa sarda e democratica) “abbiamo la possibilità di valorizzare quella scuola e renderla di nuovo una risorsa per la città”.

Fulvio Deriu (FDI) ha parlato di una mozione che nasce con un’intenzione nobile: “Lo sport è molto educativo e soprattutto rafforza molto i rapporti umani e il gioco di squadra a tutto tondo. L’idea del campus è condivisibile nella sostanza. Bisogna vedere come riuscire a coniugare questo indirizzo con la concretezza dei fatti magari d’intesa con la Provincia”.

Un invito raccolto da Antonio Iatalese (UDC) che ricordando la presenza del liceo scientifico sportivo ha confermato l’interesse della provincia a valutare un coinvolgimento per risistemare quell'area”.

Giuliano Uras (Oristano al centro) ha accolto con favore la proposta che consente di riequilibrare la presenza di servizi all’interno della città: “La città non può essere concentrata per poli, la vivibilità diventa maggiore se si distribuiscono servizi nei quartieri. Con la provincia dobbiamo aprire un discorso molto più ampio che non riguarda solo lo sport, ma anche la scuola”.

Il Sindaco Massimiliano Sanna ha apprezzato il dibattito: “Mi ha fatto piacere sentire gli interventi di tutti i consiglieri su un tema, quello dello sport, che interessa e appassiona tutti. E noi sappiamo bene quanto Oristano ha interesse per lo sport, per i valori che sono quelli della disciplina, del rispetto verso il prossimo, dell'impegno, dell'inclusione. La dimostrazione che per lo sport c'è grande interesse è il numero di società sportive e associazioni sportive che abbiamo. Oristano è stata anche città europea dello sport, a significare che abbiamo anche tante strutture in grado di poter ottenere questi importanti riconoscimenti. Abbiamo tanti atleti che hanno avuto importanti riconoscimenti a livello internazionale, mondiale. Sul futuro della scuola con la provincia stiamo ragionando per una sorta di permuta e ottenere la proprietà comunale della struttura dei Frassinetti. L'idea non è certo quella di snaturare la finalità di quella zona che ha una grande impronta importante dal punto di vista sportivo: ci sono le scuole, c'è la palestra, c'è il Campo Coni, c'è una scuola con indirizzo sportivo. Quindi l'idea di un campus potrebbe essere condivisa anche dalla provincia”.

L’Assessore allo sport Antonio Franceschi ha ricordato che in uno dei suoi primi interventi da assessore allo sport, parlando dei lavori del Campo Coni, aveva espresso il sogno, una volta abbattuta la scuola grazie a Deledda, di poter dedicare quello spazio a un’area sportiva abbinata al Campo Coni e allo liceo scientifico sportivo. La mozione consiglieri è addirittura superiore al mio sogno”.

Il Consiglio comunale si è poi dedicato alla risposta della Giunta alle interrogazioni e interpellanze.

L’Assessore ai Servizi sociali Giulia Murgia ha riposto all’interrogazione dei consiglieri Marchi, Della Volpe, Daga, Perra, Federico, Obinu Maria, Marcoli, Obinu Giuseppe sulla partecipazione del Comune di Oristano al bando “Arredi didattici innovativi per asili nido e scuole dell’infanzia” – Programma Nazionale “Scuola e Competenze” 2021-2027” con cui si chiedeva al Sindaco e all'Assessorato competente se l’Amministrazione Comunale di Oristano ha provveduto a presentare la candidatura per il bando in oggetto entro la scadenza del 3 marzo 2026; in caso di risposta affermativa, quale sia l’importo complessivo del progetto presentato e quali sono le linee guida pedagogiche e funzionali seguite nella scelta degli arredi proposti nella domanda; in caso di mancata partecipazione, quali siano le motivazioni tecniche o politiche che hanno portato l’Ente a non aderire a questa specifica opportunità di finanziamento europeo.
L’Assessore ai servizi sociali Giulia Murgia ha risposto spiegando che il non finanziava lavori edilizi, ampliamenti o nuove strutture: “Il finanziamento era destinato esclusivamente alla fornitura di arredi didattici innovativi per asili nido e scuole dell’infanzia nella fascia 0-6 anni. Le strutture comunali per la prima infanzia risultano già ampiamente arredate con dotazioni recenti e specifiche per la fascia 0-3 anni, acquistate attraverso precedenti finanziamenti regionali e statali. Non solo: attualmente vi sono anche arredi in esubero già disponibili, custoditi presso l’asilo di via Libeccio, in attesa di essere trasferiti nella struttura di via Satta. Questo significa che non esisteva una reale criticità legata alla mancanza di arredi o all’assenza di dotazioni funzionali per il nuovo asilo. Inoltre il bando era riservato esclusivamente ai Comuni che avessero già ottenuto finanziamenti PNRR per interventi sugli asili nido nell’ambito della Missione 4, Componente 1, Investimento 1.1. Nel caso del Comune di Oristano, il riferimento era l’intervento relativo all’asilo di via Satta. Il finanziamento per gli arredi veniva calcolato sulla base di un parametro fisso: 2.000 euro per ogni nuovo posto attivato grazie al finanziamento PNRR. Il bando stabiliva inoltre che ogni candidatura dovesse avere un importo minimo pari a 200.500 euro. Questo significa, in termini pratici, che per poter partecipare singolarmente era necessario avere almeno 101 nuovi posti finanziati dal PNRR. L’intervento di via Satta prevede invece circa 30 nuovi posti. Pertanto il Comune di Oristano non possedeva il requisito minimo richiesto per accedere al finanziamento”.
Francesca Marchi (Sinistra futura) nella replica si è dichiarata non soddisfatta della risposta dell’Assessore: “Non ci si può ritenere soddisfatti di una risposta in cui ci si dichiara un po' sconfitti e un po' arresi. Sono 60.000 euro persi e che comunque potevano essere investiti per chi frequenta ora o per i bambini che frequenteranno in futuro. Mi sembra assurdo che un comune capoluogo come Oristano non si sia fatto capofila prendendo l'iniziativa con altri comuni. Se non rendiamo appetibile per le famiglie, vivere qui potenziando e modernizzando i servizi essenziali fin dalla prima infanzia, non capisco come pensiamo di invertire la rotta del calo demografico”.

L’Assessore Paolo Angioi ha risposto all’interrogazione dei consiglieri Marcoli, Obinu Giuseppe, Obinu Maria, Della Volpe, Daga, Perra, Marchi, Federico sullo stato di attuazione della Comunità Energetica Rinnovabile comunale, che chiedeva: quale sia l’esito dello studio di fattibilità elaborato dalla Società Egeria; quali siano i tempi previsti per la costituzione formale della CER; se siano stati pubblicati avvisi per manifestazione di interesse rivolti a cittadini, imprese, Terzo Settore e altri enti per aderire come produttori o consumatori; su quali immobili comunali si intenda installare i nuovi impianti fotovoltaici e con quale cronoprogramma e copertura finanziaria; se siano state presentate istanze di accesso ai contributi regionali, nazionali o europei e per quale importo; quali siano i rapporti in corso con Provincia, Consorzio Industriale, Consorzio di Bonifica e Casa di Reclusione e se altri attori istituzionali o privati si siano aggiunti al progetto.
L’Assessore Paolo Angioi ha risposto spiegando la natura delle comunità energetiche: “In realtà le comunità energetiche si reggono come scambio di energia tra i produttori e i consumatori, all'interno della fascia F1, quindi di giorno entro un'ora dalla produzione. Quindi è importante che esistano i consumatori associati ai produttori. Il consumo è fondamentale perché se non viene consumata viene svenduta al gestore senza un grande ricavo. Il Comune aveva commissionato uno studio di fattibilità alla società Egeria che prevede all'interno di Oristano 17 edifici dove si possono realizzare gli impianti. La Comunità energetica si deve realizzare all'interno di una stessa cabina primaria. Il territorio di Oristano è diviso in 3 cabine primarie, ma lo scambio tra il produttore e il consumatore deve avvenire all'interno di una sola cabina primaria. Lo studio ha indicato edifici ad elevata priorità come la scuola primaria di Sa Rodia, quella di via Bellini, la scuola d’infanzia di via Lanusei e quella di via Satta. Ci sono poi edifici a media priorità: l’ex mattatoio, la scuola di infanzia via Campania, il Palatharros, la palestra di Torangius, la scuola materna di Silì, il Palazzetto dello Sport, la scuola Primaria di Donigala e lo Spazio Giovani. Infine quelli a bassa priorità: Circolo Bocciofilo, Centro intermodale e ludoteca. Il massimo di potenza erogabile è di 1178 kilowatt per un'area complessiva di 17.300 metri quadri. In questi giorni ho effettuato diversi tavoli operativi e a brevissimo ce ne sarà un altro. Abbiamo previsto un portale che a breve sarà online con una scheda di preadesione sia online che cartacea. A breve la CER sarà presentata in un'assemblea pubblica e chiederemo a tutti gli interessati, cittadini e imprese, una preadesione che ci consentirà anche di quantificare meglio il progetto”.
Umberto Marcoli (Alternativa sarda e democratica) ha replicato ricordando che il Comune ha un impianto da 1 MW al cantiere comunale: “Abbiamo avuto una risposta tecnica, ma mi sarei aspettato una risposta politica. Nel DUP del 2022 avevamo 2 milioni di euro per costituire una comunità energetica partendo dalla bonifica dell’amianto sui tetti e la possibilità di costruire degli impianti fotovoltaici per le famiglie, per le scuole. In 5 anni non siamo stati in grado di fare nulla. Come al solito in questa città si parla del nulla”.

Francesca Marchi (Sinistra futura) ha illustrato l’interpellanza presentata insieme ai consiglieri Della Volpe, Daga, Perra, Federico, Obinu Maria, Marcoli e Obinu Giuseppe sulla gestione e assegnazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, chiedendo l’esatta consistenza del patrimonio abitativo ERP disponibile e non ancora assegnato, distinguendo tra immobili di proprietà comunale e immobili di proprietà AREA; le ragioni tecnico-amministrative per cui gli alloggi che AREA dichiara di aver messo a disposizione non siano stati ancora consegnati ai legittimi beneficiari presenti in graduatoria; se corrisponda al vero che la documentazione necessaria per il passaggio degli alloggi sia ferma presso gli uffici comunali da mesi; quale sia la programmazione a breve termine (prossimi 6 mesi) per lo scorrimento della graduatoria e quante famiglie potranno effettivamente beneficiare di un tetto entro l’anno in corso; quali politiche abitative integrate intenda perseguire l’amministrazione, oltre all’attesa degli interventi regionali, per far fronte all’emergenza casa che colpisce in particolare le giovani coppie e le donne in situazioni di fragilità.
L’Assessore ai Servizi sociali Giulia Murgia ha risposto spiegando che “l’emergenza abitativa è una criticità reale e crescente anche per Oristano. Proprio per questo il Comune ha aggiornato la graduatoria ERP già un anno fa, per avere un quadro adeguato della situazione dopo i cambiamenti sociali ed economici seguiti al periodo pandemico. Circa 320 nuclei familiari hanno bisogno di una casa. È un dato importante che dà la misura del fabbisogno reale e della complessità della situazione. Per quanto riguarda il patrimonio ERP, allo stato attuale non risultano alloggi immediatamente disponibili per nuove assegnazioni. Gli alloggi richiamati nelle comunicazioni di AREA risultano già assegnati. Non è vero che la documentazione sia rimasta ferma per mesi negli uffici comunali, i quali hanno svolto tutte le verifiche previste per garantire assegnazioni corrette e trasparenti. Si tratta di procedimenti complessi che richiedono controlli sugli alloggi e sui requisiti degli assegnatari. Sul piano della programmazione, lo scorrimento della graduatoria dipende esclusivamente dagli alloggi che si renderanno disponibili. Oggi non ci sono nuove disponibilità, quindi non è possibile indicare numeri certi nei prossimi mesi. L’amministrazione ha comunque messo in campo diverse azioni: la gara per la realizzazione di nuovi alloggi ERP nell’area dell’ex ISOLA di via Olbia; la variazione di bilancio per l’accatastamento dei 32 immobili di via Alghero che consentirà la consegna di ulteriori 4 nuovi appartamenti; le verifiche sui requisiti degli assegnatari degli alloggi ERP, al fine di garantire che le abitazioni siano occupate da chi ne ha effettivamente diritto e procedere a nuove assegnazioni. È stata inoltre valutata la possibilità di realizzare nuove costruzioni su aree già disponibili. Tuttavia, si tratta prevalentemente di piccoli lotti che consentirebbero, nella maggior parte dei casi, esclusivamente la realizzazione di villette a schiera o comunque interventi edilizi di dimensioni molto contenute. Parallelamente, si continua a intervenire sull’emergenza abitativa con strumenti sociali concreti: bonus affitti, bonus idrico, contributi straordinari per situazioni di fragilità, progetto “Una casa per amica” che prevede contributi fino a 1.500 euro per chi è in emergenza abitativa o rischia di perdere la casa”.

Su proposta dell’Assessore all’Urbanistica Paolo Angioi, infine, è stata votata l’adozione della variante al piano di lottizzazione “Borgo Verde", ricadente in Zona C2ru, località “Sa Rodia” nel prolungamento di Viale Repubblica.

La seduta del Consiglio comunale del 21 maggio 2026
La seduta del Consiglio comunale del 21 maggio 2026

Ultimo aggiornamento: 23/05/2026, 12:29