Il Consiglio comunale di Oristano ha espresso solidarietà e vicinanza al Sindaco di Arborea, Manuela Pintus, vittima di gravi minacce di morte. Nel corso della seduta, sindaco, presidente del Consiglio e consiglieri di maggioranza e minoranza hanno condannato con fermezza gli atti intimidatori, ribadendo che nessuna forma di violenza può trovare spazio nel confronto democratico e nella vita delle istituzioni.
Ad aprire gli interventi è stato il Sindaco Massimiliano Sanna, che ieri mattina ha fatto visita alla collega Manuela Pintus per portarle la propria solidarietà, quella dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità di Oristano. Sanna ha raccontato di aver trovato la prima cittadina di Arborea profondamente provata e preoccupata per quanto accaduto, sottolineando la gravità di una vicenda che non può essere considerata accettabile. Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato il ruolo e le responsabilità degli amministratori locali, che devono poter svolgere il proprio mandato in condizioni di serenità, libertà e sicurezza, nell’interesse delle comunità che rappresentano. Ha quindi ribadito che Oristano è al fianco della sindaca di Arborea e che, di fronte a episodi di questo genere, tutte le istituzioni devono fare fronte comune. Sanna ha sottolineato la necessità di mantenere sempre saldo il principio del confronto democratico, anche quando le posizioni sono distanti o il dibattito si fa acceso. Esiste, tuttavia, un limite invalicabile: il confronto non può mai trasformarsi in minacce, intimidazioni o violenza. “La democrazia è fondamentale – ha evidenziato – ma nella democrazia è fondamentale anche il rispetto delle persone e delle istituzioni”. Un richiamo rivolto a tutti, affinché il dibattito pubblico e politico rimanga sempre entro i confini della correttezza e del rispetto reciproco.
Il Presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Puddu, si è associato alle parole del Sindaco, esprimendo a nome dell’intero Consiglio una ferma condanna per gli atti intimidatori subiti da Manuela Pintus. Ha sottolineato come simili comportamenti non colpiscano soltanto la persona direttamente coinvolta, ma offendano anche le istituzioni, la dignità di chi le rappresenta e i principi della convivenza democratica. Puddu ha quindi proposto all’Aula un gesto simbolico per manifestare concretamente la vicinanza alla sindaca: non un minuto di silenzio, ma un «minuto di rumore», attraverso un lungo e convinto applauso. Un modo per far sentire la voce delle istituzioni democratiche, affermare che di fronte alle intimidazioni non si può rimanere indifferenti e ribadire che nessuna minaccia deve passare inosservata.
Francesco Federico ha definito inaccettabili le minacce di morte rivolte a Pintus, condiviso l’iniziativa del presidente del Consiglio e ribadito che le intimidazioni colpiscono non soltanto chi le subisce direttamente, ma l’intera comunità e le istituzioni democratiche che quella persona rappresenta. Da qui l’auspicio che gli autori delle minacce vengano individuati rapidamente e che la sindaca possa continuare a esercitare il proprio mandato con serenità e libertà.
Sergio Locci, dopo aver rivolto un plauso al Sindaco Sanna e al Presidente Puddu per l’iniziativa di solidarietà, ha allargato la riflessione al fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali, definendolo preoccupante, soprattutto in Sardegna, dove molti rappresentanti delle istituzioni sono chiamati a operare in contesti complessi e talvolta difficili anche sotto il profilo sociale. Amministrare una comunità senza mettere a rischio la propria incolumità è una condizione essenziale per garantire una partecipazione democratica effettiva. Le minacce e gli atti intimidatori - ha osservato - rischiano di allontanare dalla vita pubblica le persone oneste e disponibili a impegnarsi per il bene comune, scoraggiando chi sceglie di assumersi responsabilità amministrative.