Con 10 voti contrari e 9 a favore il Consiglio comunale di Oristano ha respinto la mozione dei consiglieri di centrosinistra sull’archiviazione del PAI da parte della Regione Sardegna, sull’accertamento delle responsabilità politiche e amministrative per la mancata comunicazione e sulla verifica degli obblighi di trasparenza e valutazione dei danni economici conseguenti.
La mozione chiedeva un impegno del Sindaco e della Giunta a riferire con in Consiglio comunale sull’archiviazione del PAI, ricostruendo con precisione la cronologia degli atti, a chiarire se il Sindaco, gli assessori competenti, la dirigente del settore urbanistica, il responsabile della trasparenza e gli uffici interessati fossero stati informati e se vi siano state omissioni, ritardi o violazioni degli obblighi di pubblicazione, trasparenza e corretta gestione degli atti d’ufficio. La mozione chiedeva di disporre, nel caso in cui ne ricorressero i presupposti, un’indagine amministrativa interna finalizzata ad accertare eventuali responsabilità distinguendo con chiarezza le responsabilità tecniche da quelle di indirizzo e controllo politico. Con la mozione, i consiglieri chiedevano anche una relazione tecnica ed economica sui possibili danni subiti dai proprietari di terreni interessati, con particolare riguardo all’IMU versata su aree considerate edificabili ma di fatto bloccate o non utilizzabili a fini edificatori per effetto della mancata approvazione del PAI, e un impegno a presentare entro trenta giorni un cronoprogramma per la predisposizione della nuova pratica PAI.
La mozione è stata illustrata da Maria Obinu (Alternativa democratica progressisti per Oristano) ha sottolineato l’importanza della vicenda: “Non stiamo parlando di un atto qualunque né di un passaggio burocratico di secondo piano, ma di un procedimento che incide direttamente sulla pianificazione urbanistica, sull'aggiornamento del PUC, sulla possibilità di edificare, sulla certezza dei diritti dei cittadini e sulla sicurezza del nostro territorio. Da quanto emerso dagli organi di informazione e anche dalla commissione urbanistica, la Regione avrebbe disposto l'archiviazione della pratica il 15 gennaio 2026, rilevando carenze documentali e la non conformità dello studio del reticolo idrografico alle linee guida. Questa notizia sarebbe diventata di dominio pubblico soltanto a distanza di mesi. Perché il Consiglio Comunale e la città non sono stati informati subito di quanto stava accadendo? E perché il dirigente non ha informato in primis il sindaco? Il sindaco ha spiegato che il tecnico non lo ha fatto perché si trattava di una questione tecnica, ma in Comune nessuna questione che sia meramente tecnica e della quale il sindaco e la sua giunta, e di conseguenza il consiglio comunale, non siano informati. Un atto fondamentale è rimasto fermo dentro la macchina amministrativa, senza essere portato tempestivamente al vertice politico e senza essere condiviso con l'assemblea elettiva. La città avrebbe il diritto di sapere perché un provvedimento così rilevante non è stato comunicato, il consiglio non è stato coinvolto e i cittadini sono stati lasciati per mesi in un quadro di grave incertezza. Questa mozione non nasce per alimentare polemiche sterili, ma per difendere un principio: gli atti che incidono sull'interesse pubblico devono essere tracciabili, conoscibili e comunicati tempestivamente. E poi ci sono le conseguenze per i proprietari dei terreni, persone reali, famiglie, imprese, tecnici, professionisti, cittadini che hanno assunto decisioni economiche e patrimoniali confidando in un quadro amministrativo incompleto e non aggiornato. Ci sono terreni che risultano edificabili ai fini dell'IMU. Su quei terreni i proprietari pagano l'IMU, a causa dell'archiviazione del PAI e del mancato avanzamento degli strumenti urbanistici chi paga il prezzo di questo blocco? La mozione chiede 3 cose essenziali: verità, responsabilità e soluzioni. E chiediamo soluzioni, non basta denunciare il problema. Occorre presentare entro 30 giorni un cronoprogramma vincolante per la nuova pratica PAI, con tempi, incarichi, responsabilità, costi, controlli e passaggi consiliari”.
Umberto Marcoli (Alternativa democratica progressisti per Oristano): “L'aspetto politico della vicenda è un aspetto di organizzazione amministrativa che evidenzia una carenza. Qui si discute di procedimento amministrativo e di una parte politica che dà delle linee di indirizzo. Se abbiamo delle difficoltà gestionali con una mancata comunicazione tra le parti su un argomento come questo è dirimente. Chiedo al segretario generale che venga ricostruito integralmente il percorso amministrativo della comunicazione trasmessa dalla Regione. Vorrei ricostruire l'aspetto cronologico, partendo dal numero di protocollo e dal flusso documentale perché a questo punto non capiamo se c'è un problema in seno alla struttura oppure un problema politico”.
Carla della Volpe (PD): “Questa mozione nasce da un fatto grave e incontestabile: il buio informativo in cui la nostra città è stata tenuta per diversi mesi. La trasparenza amministrativa non è un'opzione facoltativa né una concessione benevola dell'amministrazione, è un dovere istituzionale primario. Nascondere o dimenticare nei cassetti un atto di questa portata è un fatto di una gravità politica e amministrativa inaccettabile. Così come non è accettabile che ancora una volta il Consiglio Comunale venga informato di questa vicenda dagli organi di stampa. Il responsabile dell'amministrazione comunale è il sindaco e sul sindaco ricadono le responsabilità. Le ipotesi sul tavolo sono due essenzialmente: la prima è che il sindaco sapeva e ha taciuto, nascondendo un problema enorme per evitare un danno di immagine; la seconda è che il sindaco non sapeva, così come peraltro ha dichiarato anche in quest'aula rispondendo a un'interpellanza, ammettendo pubblicamente di non avere il controllo della macchina comunale. Non che ci servisse una conferma, ma di fronte a una certificazione di impotenza di questo livello, l'unica scelta dignitosa sarebbero state le dimissioni”.
Francesca Marchi (Sinistra futura): “Credo che la vicenda di archiviazione del PAI rappresenti uno dei punti più bassi e politicamente più gravi dell'azione di questa amministrazione. I fatti li abbiamo scoperti dalla stampa dopo 5 mesi di silenzio, di colpevole e ingiustificabile silenzio e ritardo nella comunicazione. Tutti siamo rimasti all'oscuro: cittadini, professionisti, imprese, tutti all'oscuro di un atto che paralizza lo sviluppo della nostra città. Stiamo vivendo un cortocircuito democratico Le parole del sindaco sono un'aggravante perché ammettono una situazione di impotenza. Vorrei ricordare quello che dice il Testo Unico degli Enti Locali all'articolo 50: il sindaco e il presidente della provincia sono gli organi responsabili dell'amministrazione del comune e della provincia, sovraintendono al funzionamento dei servizi e degli uffici e all'esecuzione degli atti. Signor sindaco, lei deve pretendere di essere informato su tutto. In qualche modo si è perso il controllo della macchina amministrativa e i flussi informativi all'interno di questo ente sono stati interrotti. Significa che atti di vitale importanza per la città stanno sepolti, nascosti nei cassetti senza che il vertice politico responsabile dell'indirizzo e del controllo ne abbia contezza. E segnala ancora una volta che c'è uno scollamento tra la struttura tecnica e la parte politica.
Francesco Federico (Oristano democratica e possibile): “In questa consiliatura più volte ci siamo battuti per la massima trasparenza all'interno di questa istituzione. Siamo stati minacciati di denunce, ma abbiamo sempre ritenuto che il comune, la casa dei cittadini, debba essere una casa trasparente. Io sono assolutamente convinto nella buona fede del sindaco però a questo stesso punto a me sorgono dei dubbi. Se il sindaco non è stato messo a conoscenza di un punto così importante, sarà sempre stato informato su tutto in questi 5 anni? Dire che non era a conoscenza di quello che era capitato dimostra debolezza politica e al contempo anche un'azione tecnica che andrebbe richiamata e rivista”.
Gianfranco Porcu (Forza Italia): ”Condivido il fatto che ci sia stato un difetto di comunicazione, questo è chiaro, lo dobbiamo ammettere e dobbiamo chiedere scusa. Però, detto che è sempre importante un richiamo alla trasparenza e alla responsabilità, occorre sapere quali sono le conseguenze sul futuro dei cittadini. I vincoli introdotti dal PAI sui terreni non sono da ricondurre a questa vicenda, ma risalgono a molto tempo prima. La Regione dal 2010 ci chiede di adeguare il PUC al PAI. Nel 2015 viene firmato un protocollo dall'allora sindaco e dall'assessore degli enti locali in cui si assicurava di provvedere all’adeguamento del PUC al PPR e al PAI. Nel 2017 e nel 2019, con l'avvento del piano stralcio delle fasce fluviali, del piano di gestione rischio alluvioni, che si sono sommati al PAI e che ne fanno parte integrante, sono stati vincolati i terreni del Comune di Oristano. Su questi terreni l'IMU da pagare qual è? Quando si pone il quesito occorre far far risalire la domanda almeno al 2019, perché nel 2019 è intervenuto l'ultimo vincolo che la Regione ha imposto. L'IMU ridotta dovrebbe essere richiesta dal momento in cui è stato apposto l'ultimo vincolo. Sul resto del territorio i vincoli sono gli stessi degli anni scorsi, a partire dal 2013”.
Sergio Locci (Aristanis): “La mozione apre una serie di scenari molto diversi tra loro, sia sotto il profilo tecnico, sia sotto il profilo politico, sia soprattutto sotto il profilo amministrativo, per quanto riguarda la relazione che intercorre tra l'organo politico e la macchina amministrativa del Comune che il Testo Unico degli Enti Locali uniforma a un principio fondamentale, quello della leale collaborazione che deve esistere fra gli organi amministrativi eletti e coloro che esercitano le proprie funzioni a motivo di organi dell'amministrazione. Questo significa che anche in virtù di quella che è la separazione delle funzioni che riconosce ai dirigenti la gestione amministrativa e finanziaria in autonomia e riconosce al sindaco una specifica funzione: di essere il responsabile di tutta l'attività amministrativa e soprattutto di essere colui che assolve la funzione di sorveglianza e di controllo sugli atti dei dirigenti. È qui che io credo sia da rimettere in gioco la lealtà, perché qui per qualche verso si è rotto questo rapporto. Non voglio pensare che ci siano delle torri d'avorio che diventano impenetrabili all'azione della politica, perché i dirigenti sono responsabili di un mandato che, attraverso il programma elettorale, devono realizzare secondo le indicazioni e di cui devono rispondere all'organo politico che è diventato organo amministrativo. Non vi è dubbio che l'archiviazione ha delle ripercussioni sugli interessi generali e sinceramente mi lascia perplesso che, essendo stato qualificato come fatto tecnico, il sindaco non avrebbe dovuto essere informato di questo. Personalmente credo che non esistano fatti tecnici di nessuno. Esiste semplicemente un'azione dell'amministrazione che si uniforma e si corrobora nell'azione definita che fa verso il sindaco, l'unico responsabile dell'azione amministrativa del comune”.
Giuliano Uras (Oristano al centro): “A me interessa sapere di chi è la colpa di quanto è accaduto. Io voglio capire perché il 28 giugno esce un articolo sul giornale con delle accuse precise all'ex assessore e nessuno si chiede perché prima non lo sapevano: l'assessore Cuccu ha nascosto a tutti questa cosa e se ne sono accorti il 28 giugno? Dal 15 gennaio (data della comunicazione dell’archiviazione) al 28 giugno c'è un buco che riguarda l'assessore Cuccu per 15 giorni e per 4 mesi tutti voi. Il PAI non è stato fatto in questa legislatura. Chi ha dato gli indirizzi sul PAI? Chi ha dato gli incarichi di progettazione sul PAI? Chi ha scelto di penalizzare Sili per garantire la edificabilità di certe zone di Oristano, Sa Rodia e altre zone? Non Ivano Cuccu, non Massimiliano Sanna. Però all’inizio della legislatura ci fu la scelta di andare avanti sulle scelte della Giunta Lutzu perché in stato di avanzata esecuzione”.
Fulvio Deriu (FDI): “Questa mozione va a toccare una serie di temi. Il primo tema è quello di non poter ragionare su una pianificazione proprio perché si ha una specifica incertezza. Perché lo strumento posto alla base dello studio del PAI era diverso da quello era in possesso dell'ADIS che è dotata di una cartografia che risale al 1960. Il nostro reticolo idrografico è stato studiato sulla base dello stato attuale, che chiaramente contempla circa 400 canali. Aggiungo che il problema di chi sapesse e chi non sapesse, è emerso in commissione. La dirigente Sara Angius ha ammesso di non aver informato il sindaco e ha espresso anche i motivi. L'assessore Angioi ha dichiarato che è stato informato in una fase successiva al suo insediamento. La vicepresidente ha posto la domanda sull'ex assessore alla dirigente, se avesse informato o meno. La dirigente ha tergiversato alla prima domanda, è stata incalzata dalla vicepresidente una seconda volta e nuovamente tergiversato e la terza volta ha deciso di non rispondere. Cosa è emerso in commissione? È emerso che laddove non fosse stato informato, esattamente così come tutti hanno compreso, non avrebbe avuto alcun problema a informarlo, a dirlo così come l'ha detto per il sindaco. Questi sono fatti, non sono congetture. Esattamente come nella riunione del 3 febbraio alla presenza di sindaco, di ex assessore, di dirigente, del segretario comunale, è emerso che a una domanda specifica sui tempi, perché noi sapevamo che ci volevano 8 mesi per avere questa pubblicazione sul Buras, siamo stati comodamente rincuorati sul buon esito, cioè che non c'erano problemi. In realtà i problemi c'erano già, perché a monte c'erano tutta una serie di richieste integrazioni. Questo certamente non significa che l'allora assessore fosse stato informato, significa però che se io non so, non posso fornire informazioni rassicuranti. E anche questi sono fatti e non congetture”.
Il Sindaco Massimiliano Sanna ha chiuso il dibattito: “Che qualcuno voglia sempre scaricare le responsabilità sul sindaco ci sta. Ma non permettetevi di mettere in dubbio il rapporto con i tecnici dell'amministrazione, che hanno sempre assunto atteggiamenti di grande trasparenza. Non permettetevi, è gravissimo. E purtroppo in questo consiglio spesso e volentieri i termini utilizzati sono sempre di grande scortesia e di poco rispetto. Questo mi dispiace, perché siamo tutti corresponsabili di quello che facciamo qua dentro e dobbiamo tutti adoperarci per fare le cose nel miglior modo possibile e per avere soprattutto la massima trasparenza. Se io avessi saputo per tempo, a febbraio, la prima cosa che avrei fatto, col dirigente, sarebbe stato dare mandato al tecnico di affrontare la situazione. Cosa ha fatto a febbraio la nostra dirigente appena saputo di questa situazione? Ha incontrato i tecnici e ha dato incarico perché si procedesse. La consigliera Obinu poco fa ha detto che non gli interessava di che fosse la colpa politica, ma lo ha chiesto 3 volte consecutive, altro che interesse al fatto che i cittadini fossero penalizzati o meno da questa situazione. Mi chiedo dove sta la coerenza in quello che facciamo? Alcuni giorni fa l'assessore ha convocato un incontro col tecnico per capire le soluzioni a questo problema. Erano presenti in pochi, come parte politica il sottoscritto, il presidente, l'assessore e il consigliere Locci, e basta. Sono stati precisati i passaggi tecnici e burocratici, oltre che la complessità di un documento come questo. Questa è la risposta immediata e i cittadini lo devono sapere, stiamo intervenendo per risolvere il problema. Questo è quanto dobbiamo fare dal punto di vista politico. Di ciò che ho fatto nei confronti della dirigenza me ne occupo io, quando è necessario lo faccio sicuramente. Tranquilli che l'ho fatto. Però è anche vero che chi ha commesso un errore, lo ha ammesso, lo ha dichiarato e certamente non si è risparmiata nel dire che purtroppo ha sbagliato. Con la parte dirigenziale c'è sempre stato massimo dialogo e trasparenza. Se questa è campagna elettorale, penso che non vada a vantaggio di chi ha detto determinate cose oggi. I cittadini devono sapere che il problema lo stiamo affrontando e cercheremo di risolverlo prima possibile. A seguito dell'approvazione della variante al PAI ci sono una serie di procedure amministrative che devono essere rispettate. Ci sono una serie di aspetti come la modifica del piano urbanistico comunale, che vanno assolutamente affrontati. Nessuno è stato penalizzato. Purtroppo può capitare che un atto di quel tipo abbia una risposta di archiviazione, ma ci siamo immediatamente adoperati per risolvere il problema”.
Il Consiglio comunale si è dedicato anche alla risposta della Giunta alle interpellanze e alle interrogazioni.
Il Sindaco Massimiliano Sanna ha risposto all’interrogazione dei consiglieri Marcoli, Obinu Giuseppe, Obinu Maria, Della Volpe, Daga, Perra, Marchi e Federico sulla mancata chiarezza sulla partecipazione del Comune di Oristano agli incontri sulla revisione del PPR, anche alla luce dell’archiviazione del PAI. I consiglieri chiedevano di chiarire se il Comune di Oristano ha partecipato agli incontri sulla revisione del PPR e quale visione sia stata espressa sul futuro del paesaggio oristanese, anche alla luce dell’archiviazione del PAI. In caso di mancata partecipazione si chiedeva di spiegarne le ragioni. Si chiedeva, inoltre, di conoscere la posizione ufficiale della Giunta su temi centrali della revisione del PPR (tutela delle aree costiere e dei beni identitari; consumo di suolo e rigenerazione urbana; rapporto tra tutela e sviluppo economico; integrazione tra PPR e PUC; gestione delle trasformazioni territoriali e delle pressioni legate alle energie rinnovabili; ricostruzione di un quadro di tutela dopo l’archiviazione del PAI), di sapere se la Giunta abbia predisposto documenti, osservazioni o proposte da trasmettere alla Regione e se l’Amministrazione intenda coinvolgere il Consiglio comunale, le commissioni e la cittadinanza in questo processo.
“Il Comune ha partecipato all'incontro sul PPR avvenuto il 22 giugno 2026 organizzato dall'assessorato regionale agli enti locali - ha risposto il Sindaco Massimiliano Sanna -. Ero presente io insieme alla dirigente del settore sviluppo del territorio, l'ingegner Angius. Con l'assessore abbiamo condiviso i vari interventi e alcune considerazioni sul piano paesaggistico regionale che è del 2006 e al quale il Comune si è adeguato nel 2010 approvando il piano urbanistico comunale. In quell’incontro si è parlato della situazione dei vincoli che certamente ha tutelato i territori in qualche modo, ma dall'altra parte ha creato una serie di appesantimenti procedurali e amministrativi, creando delle difficoltà operative che hanno pesato non solo sugli uffici, ma anche nei confronti dei cittadini. Abbiamo sottolineato che va benissimo avere tutele e vincoli, però non l'eccessiva burocrazia che crea problemi a livello procedurale. Abbiamo proposto una revisione dei vincoli tenendo conto dell'aggiornamento delle cartografie, una verifica delle aree soggette a vincolo alla luce delle effettive trasformazioni dal punto di vista territoriale e paesaggistico. Abbiamo chiesto attenzione alle aree di espansione urbana ormai consolidate dove il vincolo produce ormai pochi benefici. È necessario che il PPR tenga conto anche di questi aspetti. Abbiamo chiesto di introdurre delle regole stabili per quanto riguarda la rigenerazione urbana e la riqualificazione edilizia. Siamo entrati poi in un aspetto importante a cui siamo particolarmente interessati: il settore agricolo che è trainante per l'economia della nostra città. Sulle zone agricole la normativa risulta ancora troppo complessa e poco calibrata rispetto alle esigenze delle imprese agricole. Serve una disciplina che valorizzi il paesaggio rurale produttivo, favorisca il recupero del patrimonio rurale e che definisca le regole per l’edificazione”.
Umberto Marcoli (Alternativa democratica progressisti per Oristano) ha replicato evidenziando come la città, dal punto di vista urbano, abbia svariate problematiche: “Il PUC da un lato ha in parte regolarizzato la posizione, pur in presenza dei rilievi della Regione e delle difficoltà legate all'adeguamento del PAI. Io credo che le indicazioni date siano interessanti nell'ottica futura, però c'è la necessità di ripensare la pianificazione perché questa è una città che ha un patrimonio edilizio urbano ormai degli anni '50. Abbiamo bisogno di avere una nuova rigenerazione in termini edilizi e conseguentemente anche di sviluppo. Anche la parte agricola è importante. È importante che la città e gli ordini professionali vengano coinvolti, che vengano coinvolte le commissioni preposte e si faccia un ragionamento per avere uno strumento di pianificazione che guardi alla città del futuro”.
Francesca Marchi (Sinistra futura) ha illustrato l’interpellanza presentata insieme ai consiglieri Della Volpe, Perra, Daga, Federico, Obinu Maria, Marcoli e Obinu Giuseppe sui criteri di programmazione, trasparenza e coordinamento nella definizione del cartellone degli eventi estivi. Ha chiesto di sapere quali siano stati i criteri culturali ed economici seguiti per la stesura del cartellone estivo e quali obiettivi strategici questa amministrazione ha inteso perseguire; se siano state preventivamente consultate le associazioni di categoria, gli operatori culturali e i commercianti locali prima della definizione del calendario; se si sia proceduto all'emanazione di un avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse aperta a tutti i soggetti interessati e perché non si sia provveduto a stilare e promuovere un calendario unico e completo prima dell'inizio dell'estate; se esista un'interlocuzione costante, un tavolo tecnico stabile o una cabina di regia tra gli Assessorati alla Cultura, agli Spettacoli e alle Attività Produttive, o se, al contrario, si stia assistendo a una gestione a compartimenti stagni che penalizza l'efficacia e l'attrattività dell'offerta turistica e commerciale di Oristano.
L’Assessore alle attività produttive Valentina de Seneen ha risposto facendo riferimento agli eventi organizzati dal suo assessorato: “A calendario pubblicato è stato aggiunto soltanto il mio evento dedicato al vino perché Oristano è entrata nell'Associazione Nazionale Città del Vino solo il 19 maggio. Da quel momento sono state avviate le interlocuzioni con la presidenza nazionale dell’associazione per organizzare la cerimonia di consegna della bandiera e un evento per consentire di promuovere il territorio, le cantine, i ristoranti, i bar e le attività produttive. Il tempo trascorso è stato necessario per mettere a punto tutto un evento che potesse dare valore al territorio e non limitarsi alla mera consegna della bandiera”.