Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’adesione all’Associazione Nazionale Città del Vino.
L’Assessore alle attività produttive Valentina de Seneen, presentando l’argomento in aula, ha parlato di “un passaggio politico e amministrativo di fondamentale importanza, non un semplice adempimento formale, ma una scelta strategica e d'identità. Questa decisione segue la strada tracciata nel 2023 con l'adesione alle Città dell’Olio. Oristano deve stare dove si valorizza l'agricoltura d'eccellenza e lo sviluppo sostenibile. L'obiettivo strategico è chiaro: inserire ufficialmente Oristano nella più autorevole rete italiana dei Comuni a spiccata vocazione vitivinicola. Per farlo, soddisfiamo pienamente il requisito cardine richiesto dall'Associazione: il possesso di almeno una denominazione d'origine protetta, che nel nostro caso è l'eccellenza assoluta della Vernaccia di Oristano DOC. Parliamo di un patrimonio unico: la Vernaccia di Oristano DOC è uno dei vini più antichi, affascinanti e identitari della Sardegna, è stata la prima DOC riconosciuta in Sardegna, nell'agosto del 1971. Un vino nobile, coltivato ad alberello latino nelle terre del Tirso fin dal 1300 a.C. come dimostrato dagli esami condotti dall'Università di Cagliari sui vinaccioli rinvenuti nel sito nuragico di Sa Osa ed affinato con lo straordinario miracolo biologico dei lieviti flor”.
“La nostra è una precisa strategia di posizionamento: vogliamo consolidare l'immagine istituzionale di Oristano come la vera e indiscussa 'Città della Vernaccia' – ha proseguito l’Assessore de Seneen -. Per riuscirci, l'adesione ci permetterà di fare una reale sinergia territoriale, creando una rete solida con il Consorzio di Tutela e con le nostre cantine locali – a partire dalla storica Cantina Sociale attiva dal 1953 – per una promozione unificata e vincente. È il modo più alto per valorizzare il legame culturale, la storia giudicale, l'archeologia e le tradizioni agricole radicate nel Campidano di Oristano”.
L’Assessore ha poi spiegato che l’ingresso nelle Città del Vino significa inserire Oristano nei circuiti dell'enoturismo esperienziale, un mercato in forte crescita, fare rete con centinaia di comuni italiani per tutelare i paesaggi vitivinicoli e i vigneti storici e dare una vetrina internazionale ai produttori e alle eccellenze locali: “Entrare in questa rete nazionale garantirà a Oristano cinque grandi vantaggi strategici: lo sviluppo enoturistico, ospitare grandi eventi, la promozione delle cantine, il supporto tecnico e la programmazione a lungo termine”.
“Con questo voto diamo continuità al percorso virtuoso che il Comune di Oristano sta portando avanti da due anni in stretta collaborazione con il Consorzio di Tutela della Vernaccia di Oristano Doc e con l’Ecomuseo della Vernaccia di Oristano il quale oggi è composto dalle cantine più prestigiose del territorio – ha concluso l’Assessore de Seneen -. Il vino è cultura, è storia, ma è anche futuro. Futuro per le nostre cantine, per il nostro territorio e per il nostro turismo. È questo futuro sul quale vogliamo puntare porta un marchio ed è quello della Vernaccia di Oristano doc”.
Il dibattito in aula è stato aperto da Gianmichele Guiso (Presidente della Commissione attività produttive) che ha relazionato sui lavori della commissione e ha ricordato come altre città sarde già aderiscano all’Associazione nazionale Città del vino: “È un’associazione che ha un ruolo propulsivo utile per tutelare il paesaggio del vino, a semplificare le procedure amministrative per le imprese, a creare connessioni, la commercializzazione, il legame con la cultura enogastronomica, il legame con le tematiche ambientali, con il design e con le creazioni artistiche”.
Umberto Marcoli (Alternativa sarda e democratica): “Abbiamo già aderito a Città dell'Olio, oggi vogliamo aderire alla Città del Vino. Parliamo di Città della Vernaccia ma sappiamo bene che la gran parte dei terreni coltivati a vernaccia si trovano a Riola, Baratili, Solarussa e Siamaggiore. Oristano continua a dimenticare il suo ruolo di capoluogo. Questa è una città che deve elevarsi se vogliamo essere un consiglio comunale protagonista. Oltre a un cartello che indica che siamo città della ceramica, città dell’olio, città del vino, non c’è niente. Siamo una città che si accontenta del nulla”.
Per Massimiliano Daga (PD) “entrare in un’associazione ha senso se produce opportunità reali per il territorio, di partecipazione a bandi, di collaborazione con altri enti, di sostegno alle attività produttive e di sviluppo turistico. L’adesione deve essere uno strumento. Sarebbe importante che l’amministrazione avviasse un confronto con produttori, consorzi, operatori turistici, associazioni culturali e categorie economiche. Infine la programmazione: Oristano deve imparare a collegare le eccellenze agroalimentari con una strategia turistica più ampia”.
Maria Obinu (Alternativa sarda e democratica) ha chiesto quali vantaggi abbia portato a Oristano l’adesione alle città dell’olio: “Quali benefici abbiamo avuto? Sappiamo che la qualità dell’olio è ottima, ma la quantità della nostra produzione è molto bassa. L’adesione alla associazione città dell’olio ha prodotto dei risultati positivi? Mi chiedo dunque che l’adesione alla Città del vino sia fatta partendo dal rendiconto di quanto già accaduto con l’adesione alle Città dell’olio. ho paura che questa Città del Vino si traduca nel terzo cartello agli ingressi della città insieme a quelli della Ceramica e dell'Olio”.
Antonio Iatalese (UDC): “Ringrazio la Giunta e l'assessore De Seneen perché ci hanno permesso, forse per la prima volta in 9 anni da quando sono consigliere comunale, di parlare di un settore produttivo come quello vitivinicolo, che a detta di tutti è tanto importante. Importante, ma in difficoltà, perché non possiamo non tener conto dei numeri che a livello globale e stanno investendo il mercato del vino. C'è una contrazione di consumi a livello globale sul vino, un 17% in meno per i vini rossi, tengono i vini bianchi con un 2% in meno, e l'unica tipologia di vino che sta riuscendo a essere venduto di più sono le bollicine, gli spumanti, che sono spesso usati per i cocktail. C’è una contrazione a livello globale nel consumo del vino. Probabilmente le nuove generazioni hanno nuove abitudini di consumo. Questo trend è contrastato dall’aumento dei prezzi. L’adesione a questa associazione è un segnale che si vuol dare al settore e alle persone che ci operano. La Vernaccia è un vino DOC, denominato Vernaccia di Oristano e noi abbiamo il dovere di mantenere questo primato e valorizzare il nome Vernaccia di Oristano. L'adesione a questa associazione ci permette di riportare al centro del dibattito pubblico, l'importanza del settore vitivinicolo oristanese”.
Sergio Locci (Aristanis): “Attualmente la Cantina del Rimedio conta su 30 conferitori per 250 ettari di vigne. Credo che questa proposta debba essere vista come uno stimolo a crescere. L'adesione all’Associazione Nazionale Città del Vino, essendo costituita da una rete di comuni a vocazione vitivinicola e di territoriali depositari di almeno una Indicazione di Origine Protetta o una denominazione di geografica protetta, credo possa essere assunta come uno stimolo a fare di più, a esaltare la nostra storia e la tradizione culturale nell'ambito della produzione vitivinicola.
Giuseppe Obinu (Alternativa sarda e democratica) ha ricordato l’impegno dell’ultima amministrazione di centro-sinistra a favore del settore agricolo: “La Giunta Ttendas aveva un assessorato all’agricoltura e ha a lungo lavorato sui consorzi per le strade vicinali, un lavoro che le amministrazioni successive non hanno messo a frutto”.
Carla della Volpe (PD) ha annunciato il voto favorevole “sperando nella prossima consiliatura di poter lavorare ad un progetto serio per il rilancio di questo territorio anche dal punto di vista enogastronomico”.
Il Sindaco Massimiliano Sanna ha sottolineato l’importanza del tema per il territorio: “Quando parliamo di vini, non parliamo solo di Oristano, ma, essendo comune capoluogo di provincia, di un intero territorio. Questa proposta va oltre un semplice atto amministrativo. Si tratta di una scelta importante perché Oristano ha una sua storia, una identità e una visione di sviluppo anche su questo tema fondamentale. Vorrei ricordare che la nostra cantina, la cantina sociale della Vernaccia del Rimedio, ha vinto ben 5 premi al Vinitaly. Abbiamo un'importante tradizione che nasce dal passato. La Carta de logu contiene articoli che tutelano la produzione di vino del nostro territorio. Questo significa che abbiamo un'importante tradizione e il passaggio dell’adesione alla Associazione nazionale città del vino serve per rimarcare questo aspetto”.
La seduta del Consiglio comunale si era aperta con un minuto di raccoglimento in ricordo di Giacomo Uras (consigliere comunale negli anni ‘80) e Antonio Carta (ex presidente provinciale e regionale di Legacoop) scomparsi nei giorni scorsi.
Il Consigliere Gianfranco Porcu, con 13 voti, è stato eletto nella 1ª Commissione Consiliare Permanente “Bilancio e programmazione – personale e polizia urbana” in sostituzione di una componente dimissionaria.
Su proposta dell’Assessore al Bilancio Simone Prevete, il Consiglio comunale, con 19 voti a favore (unanimità) ha ratificato una delibera della Giunta comunale di variazione urgente al Bilancio di previsione 2026/2028. La variazione da 1 milione 909 mila euro riguarda lavori pubblici per un milione 30 mila euro: adeguamento antincendio della scuola primaria di Sa Rodia e della Scuola prima di via Marconi, la messa in sicurezza della scuola primaria di via Solferino e delle scuole secondarie di prima grado Alagon di via Diaz e di piazza Manno. Nella variazione era compreso anche l’intervento da 103 mila euro per il sostegno alla transizione digitale, quello da 60 mila euro per il progetto di cooperazione internazionale per la filiera della mitilicoltura in Senegal e quello da 479 mila euro per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione.
Sempre su proposta dell’Assessore al Bilancio Simone Prevete, il Consiglio comunale, con 13 voti a favore (unanimità) ha riconosciuto due debiti fuori bilancio: il primo di 1860 euro derivante da una sentenza del tribunale relativa a un ricorso al Garante della Privacy e il secondo da 1167 euro per una sentenza del tribunale civile di Oristano.
In aula la Giunta ha risposto a alle interpellanze e alle interrogazioni.
Roberto Pisanu (Oristano al centro) ha illustrato l’interpellanza presentata insieme al consigliere Giuliano Uras sulla carenza delle figure obbligatorie del PLUS e sulle conseguenze sul sistema dei servizi sociali nel Comune di Oristano, chiedendo per quali motivi, a distanza di oltre un mese, non si sia ancora provveduto alla nomina del Coordinatore tecnico del PLUS; per quali ragioni non sia stato nominato il Funzionario amministrativo, figura altrettanto indispensabile; quali misure si intendano adottare per ripristinare la piena operatività dell’Ufficio di Piano; se l’Amministrazione sia consapevole del grave pregiudizio arrecato alle persone e alle famiglie in condizioni di bisogno a causa di tali ritardi; entro quali tempi certi si intenda procedere alla ricostituzione completa delle tre figure obbligatorie previste dalle linee guida del PLUS.
Il Sindaco Massimiliano Sanna ha risposto spiegando che “il coordinatore dell'ufficio di Piano del PLUS è il dirigente del settore servizi sociali del Comune di Oristano, capofila del distretto del PLUS, la quale con un proprio atto ha conferito a un funzionario comunale il ruolo di responsabile del servizio Plus. Queste figura non è mai mancata. Per quanto riguarda invece la figura della coordinatrice tecnica, da anni incarnata nella figura della responsabile di servizio plus, da poco l’assemblea del PLUS ha ritenuto invece necessario distinguere il ruolo del responsabile del plus da quello del coordinatore tecnico. Questa scelta ha comportato l'attivazione di una procedura per l'individuazione del coordinatore tecnico. La mancata nomina del coordinatore tecnico non deriva da un’inerzia amministrativa ma da una fase di riorganizzazione condivisa nell'assemblea dei sindaci. Il PLUS è composto da 11 unità complessive, di cui 5 assistenti sociali, compresa la responsabile di servizio, e 6 istruttori amministrativi contabili. È in fase di conclusione la procedura per l'assunzione di 7 nuove figure professionali”.
L’Assessore alla viabilità Paolo Angioi ha risposto all’interrogazione dei consiglieri Federico, Marchi, Della Volpe, Perra, Daga, Obinu Maria, Marcoli, Obinu Giuseppe sulla gestione dei parcheggi a pagamento che chiedeva se l’amministrazione Sanna intenda concedere una proroga all’attuale gestore, se l’attuale gestore abbia versamento puntualmente i canoni derivanti dall’aggio previsto dal capitolato d’appalto, se il gestore sia debitore o insolvente nei confronti del Comune e nel caso per quali importi, quale sia l’orientamento dell’amministrazione Sanna per la prossima gestione del servizio continuando con l’esternalizzazione o con la gestione tramite la Società in House e infine se non si ritenga necessario rimodulare il numero degli stalli a pagamento.
L’Assessore Angioi ha risposto spiegando che “in questo momento il contratto di concessione è in proroga tecnica per 6 mesi fino al 30 ottobre 2026. L'amministrazione sta attentamente valutando la strategia più opportuna per individuare il concessionario interno o tramite gara esterna, in maniera tale da fornire un servizio al passo con i tempi come nelle più virtuose città italiane e con un'implementazione della tecnologia al fine di creare una gestione che sia a servizio della cittadinanza. Attualmente la concessione del servizio della gestione dei parcheggi a pagamento per il quinquennio 2021-2025, con opzione di rinnovo per ulteriori 2 anni, è in carico all'AT Stop Società Consortile, Easy Help Società Cooperativa Sociale. L'aggio che corrisponde al Comune sugli introiti dei parcheggi a pagamento è pari al 21,472% sugli incassi. Il concessionario ha rispettato il pagamento dell'aggio derivato dagli incassi sulla gestione da inizio concessione: da maggio 2021 incassi 461.000, aggio 99.000 euro; nel 2022 incassi totali 927.000 euro, aggio versato 199.000 euro; nel 2023 863.000 euro, aggio versato 185.000 euro; nel 2024 incassi di gestione 254.659, aggio versato 162.000 euro; nel 2025 incassi 273.361, aggio 58.696: nel 2026 incassi per 234.636 euro, aggio versato 50.381. Il Comune ha riconosciuto al concessionario 120 mila euro per il danno subito derivante dalle perdite degli stalli mancanti rispetto a quanto previsto negli atti di gara. Il gestore non è mai stato debitore o insolvente nei confronti del Comune”.
Francesco Federico (Oristano democratica e possibile) ha replicato ricordando che “i parcheggi a pagamento in città sono nati circa 30 anni fa per favorire la rotazione dei veicoli nel centro urbano andando incontro alle esigenze delle attività commerciali. Al contempo si prevedeva un pari numero di parcheggi liberi. Questa motivazione iniziale col tempo si è andata via via perdendo con il fine unico di fare cassa. La città è stata sommersa di stalli a pagamento che oggi sono oltre 1.300. Un numero che pare oggi davvero eccessivo. La cosa più assurda è che i soldi incassati da quella che di fatto è diventata una vera e propria tassa non vengono introitati direttamente dal Comune per essere reinvestiti in nuovi servizi per la cittadinanza oristanese, ma vengono regalati a qualche privato. Avendo una società in house che potrebbe gestire il servizio e incassare queste risorse, l'esternalizzazione ci appare come qualcosa che va oltre ciò che può essere imputato a una semplice amministrazione distratta”.
L’Assessore alle attività produttive Valentina de Seneen ha risposto all’interrogazione urgente dei consiglieri Federico, Marchi, Della Volpe, Perra, Daga, Obinu Maria, Marcoli, Obinu Giuseppe sulla mancata tutela della Fontana di Corriga che chiedeva se l’Amministrazione sia a conoscenza della mancata protezione della Fontana di Corriga dopo che la precedente è andata distrutta; se e come l’Amministrazione riconosca l’alto valore dell’opera e come voglia intervenire per tutelarla dal deterioramento e recuperarla al suo primo splendore; come si intende intervenire per proteggere pienamente la Fontana al momento della futura apertura del cantiere di ristrutturazione del Mercato Civico.
L’Assessore de Seneen ha risposto spiegando che “a seguito dei forti eventi meteorologici verificatisi nei mesi scorsi, parte del telo protettivo posto a copertura della fontana si era distaccato, compromettendo parzialmente la protezione del bene dagli agenti esterni e dalle interferenze derivanti dal contesto del cantiere del Mercato Civico. Il 21 aprile 2026 si è provveduto al ripristino del telo di protezione della fontana, al fine di preservarne la conservazione e garantirne la tutela nelle more dell’attuazione degli interventi complessivi previsti sul compendio mercatale. Contestualmente, l’Amministrazione ha disposto un puntuale controllo dell’intera recinzione del cantiere e dei potenziali accessi all’area del mercato, procedendo al riconsolidamento delle chiusure e delle protezioni esistenti, per scongiurare accessi non autorizzati e prevenire eventuali azioni vandaliche. Allo stato attuale è in corso la redazione del progetto esecutivo per la riqualificazione del Mercato Civico che prevede le opere necessarie alla valorizzazione architettonica della Fontana di Corriga nel contesto complessivo del nuovo assetto del mercato. L’Amministrazione comunale intende impegnarsi nel reperimento delle risorse economiche necessarie per gli interventi di restauro e valorizzazione del manufatto, attualmente non ricomprese tra le somme a disposizione dell’intervento di riqualificazione del Mercato Civico. È noto che, considerata la natura del bene culturale sottoposto a tutela e la particolare delicatezza degli interventi richiesti, il restauro comporterà un impegno economico significativo. Tuttavia, il Comune intende farsi carico della ricerca delle necessarie coperture finanziarie, nella consapevolezza che il pieno recupero della Fontana rappresenti un obiettivo prioritario per la tutela del patrimonio artistico cittadino. Il recupero della Fontana troverà la sua massima valorizzazione proprio nell’ambito della riqualificazione del Mercato Civico, restituendo alla città un’opera di straordinario pregio artistico e identitario”.
“Non ho visto grande attenzione e cura in questi anni nel tutelare la Fontana di Corriga – ha detto Francesco Federico (Oristano democratica e possibile) nella replica -. Mentre da una parte si celebra giustamente il maestro Corriga con l'attuale mostra a Palazzo Arcais, dall'altra quella che forse rappresenta la sua opera massima proprio nell'ambito dell'arte ceramica, quindi la Fontana del Mercato Civico, versa in uno stato di assoluto abbandono. Quell'opera potrebbe rappresentare il simbolo di Oristano città della ceramica. Oristano si è lasciata sfuggire il Museo Regionale della Ceramica, oggi ospitato a Nuoro. Oristano, che di storia e di cultura ha ben poco da invidiare agli altri centri della Sardegna, non solo non riesce a valorizzare il proprio potenziale e i propri tesori, ma addirittura, come nel caso della Fontana di Corriga, sembra anche dimenticarsene”.