Con 16 voti a favore e 6 astenuti il Consiglio comunale di Oristano ha approvato le modifiche e le integrazioni al Regolamento per la disciplina della videosorveglianza.
Presentando l’argomento in aula, il Sindaco Massimiliano Sanna ha spiegato che il regolamento in vigore risale al 2019 e necessita di un aggiornamento, soprattutto nella parte riguardante l’impatto della protezione dei dati con i dispositivi tecnologici in uso alla Polizia Locale.
“L'utilizzo di nuove tecnologie rispetto al passato richiede aggiornamenti costanti anche degli strumenti regolamentari – ha detto il Sindaco -. Privacy e sicurezza non devono essere visti come diritti contrapposti, ma devono considerati come principi che un'amministrazione moderna— ha il dovere di garantire simultaneamente. Con questo regolamento offriamo maggiore trasparenza ai cittadini e strumenti più efficaci alla nostra Polizia Municipale”.
Il Sindaco ha poi spiegato le telecamere possono essere utilizzati anche per il supporto dell'accertamento delle violazioni al codice della strada attraverso sistemi dedicati al rilevamento dei limiti di velocità, degli accessi alle zone a traffico limitato, delle irregolarità relative alla copertura assicurativa, alla revisione dei veicoli, nonché delle infrazioni semaforiche.
La rete di videosorveglianza comunale rimane separata dagli altri sistemi informatici dell'ente e non è accessibile attraverso reti pubbliche prive di adeguata protezione. L'accesso è quindi consentito esclusivamente a soggetti autorizzati, in particolare alla centrale operativa della polizia locale e alle sale operative delle forze di polizia, secondo modalità ben definite.
Il nuovo regolamento disciplina anche la possibilità di integrazione con sistemi esterni appartenenti ad altri enti pubblici o soggetti istituzionali. Tale eventualità potrà avvenire soltanto attraverso specifici patti per la sicurezza, protocolli d'intesa o altri atti giuridicamente vincolanti, accompagnati da disciplinari tecnici che definiscano con precisione responsabilità modalità di accesso, finalità di trattamenti e misure di sicurezza. Qualora più enti determinano insieme finalità e modalità di trattamento dei dati, il regolamento recepisce il principio della contitolarità previsto dal regolamento europeo sulla protezione dei dati personali.
“Il regolamento introduce anche una disciplina più moderna rispetto all'evoluzione tecnologica futura – ha aggiunto il Sindaco Sanna -. Eventuali modifiche al sistema, comprese quelle derivanti dall'introduzione di strumenti di intelligenza artificiale, potranno essere adottate solo attraverso un percorso regolato, con aggiornamento delle valutazioni di impatto sulla protezione dei dati e approvazione di specifici allegati tecnici che diventeranno parte integrante del regolamento. Un ulteriore aggiornamento del regolamento riguarda il contrasto all'abbandono dei rifiuti e alla condotta illecita in materia ambientale. Il regolamento recepisce la possibilità finalmente di utilizzare strumenti di videosorveglianza anche per attività di controllo finalizzate all'accertamento di violazioni amministrative ed eventuali condotte rilevanti sotto il profilo penale, nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali”.
Viene disciplinato in modo più puntuale l'utilizzo dei sistemi mobili per il controllo delle aree periferiche e dei luoghi non facilmente raggiungibili dagli impianti tradizionali. Rientrano in questa categoria dispositivi come il bodycam, dashcam e fototrappole, che potranno essere utilizzati previa definizione di specifici disciplinari. Il regolamento disciplina anche la possibilità di utilizzare sistemi aerei a pilotaggio remoto come i droni, esclusivamente per finalità consentite dalla normativa e attraverso specifici atti organizzativi e tecnici che garantiscono sicurezza, correttezza del trattamento e rispetto dei diritti dei cittadini.
Infine, viene rivista e maggiormente regolamentata la disciplina dell'accesso alle immagini. Le richieste dovranno essere specifiche, motivate e presentate secondo le modalità previste dalla normativa sull'accesso agli atti amministrativi.
Davide Tatti (Presidente della commissione Bilancio e Programmazione – Personale e Polizia Urbana) ha illustrato i temi trattati dalla Commissione: “In città oggi abbiamo circa 160 telecamere attive. Ci sono 3 progetti che verranno finanziati e che consentiranno di arrivare a regime a 180 telecamere su tutto il territorio del Comune di Oristano. Il sistema servirà per a garantire che la città venga presidiata in forma molto completa”.
Umberto Marcoli (Alternativa democratica progressisti per Oristano): “Il trattamento dei dati, per chi ha cognizione dei procedimenti, è un argomento spinoso e tecnicamente molto particolare. In commissione abbiamo trattato il regolamento in maniera precisa, dettagliando ogni aspetto, constando che non tutto l'impianto di videosorveglianza è sanzionatorio, ma c’è una parte rilevante che riguarda solo di sicurezza. È emerso che c'è un problema legato rispetto alla parte notturna. Ormai è necessario coprire anche il periodo che va dalle 20 alle 7 del mattino oggi scoperta a livello personale. Si è discusso e si sono studiate implementazioni all'interno dei nuovi parchi che stanno nascendo, quelli di Oristano Est e della Maddalena di Silì”.
Francesco Federico (Oristano democratica e possibile): “È strano come la città più sicura d'Italia abbia bisogno di quasi 200 telecamere nel territorio. È paradossale che si abbia bisogno di questi strumenti di protezione per far aumentare nella cittadinanza la percezione di una maggiore protezione. Un altro punto che voglio evidenziare è l'importanza di una della rete MAN realizzata 15 anni fa ad Oristano che mette in comunicazione gli uffici pubblici e che permetterebbe alla città di diventare una Smart City. La rete potrebbe essere utilizzata ancora di più, non solo per la videosorveglianza, oer rendere la città sempre più Smart gestendo la mobilità intelligente, i semafori, la sincronizzazione del trasporto pubblico urbano, la gestione dei parcheggi pubblici e i servizi ambientali”
Antonio Iatalese (UDC), dopo aver ricordato il buon lavoro fatto nel 2019 con il regolamento approvata durante la consiliatura del Sindaco Lutzu, ha precisato che “questo regolamento integra le nuove discipline sono intervenute in questi anni e va ad ampliare la possibilità di sanzionare chi commettere reati ambientali. Già nel 2019 avevo evidenziato come Oristano fosse la città più sicura d'Italia e avesse già da allora tante telecamere. Adesso siamo ancora la città più sicura d'Italia e abbiamo una telecamera ogni 166 abitanti. È veramente tanto, perché in Italia l'esigenza della sicurezza è sempre sentita, ma bisogna capire che non è sufficiente disseminare la città di telecamere per evitare che succedano degli atti di vandalismo. È necessaria l'educazione, intervenire nel sociale e avviare una serie di attività che noi come amministrazione pubblica dobbiamo mettere in piedi. Le telecamere ci consentono di sanzionare chi commette fatti deprecabili ma non ci consentono di prevenirli”.
Sergio Locci (Aristanis): “Anche io credo che sia doveroso per un'amministrazione che si proietta al futuro dotarsi di idonei strumenti che tendono da una parte a svolgere un'efficacia prevenzione, ma dall'altro anche diventare strumenti di dissuasione. Perché se Oristano è qualificata come la città più sicura d'Italia, è vero anche che forse lo dobbiamo a questi strumenti. È stato detto che ci sono circa 160 telecamere e 20 nuove e questo credo debba essere anche visto nella proiezione del cammino che dal punto di vista della progressione ha fatto il corpo dei vigili urbani. Oggi un corpo dei vigili urbani non ha ragione di esistere se non si dota di strumenti idonei e necessari per l'esercizio delle sue funzioni. Per cui sarebbe necessario che l'amministrazione si dotasse anche di ulteriori elementi come le fototrappole utili per rendere la città più pulita e non soltanto più sicura”.
Giuliano Uras (Oristano al centro): “Tra i cittadini ci sono due filosofie di pensiero: quella di chi vuole sentirsi tutelato e quella di ritiene di sentirsi spiato. Probabilmente il concetto che dobbiamo sviluppare è che sta cambiando il sistema dei pesi e delle misure nell'amministrazione della città. C’è stata un’evoluzione che ha riguardato anche le attività della Polizia locale, si è passati dai vigili in bicicletta, a quelli che si occupavano di annona, poi quelli con gli scooter e con le moto. Si sta cambiando e stanno cambiando le loro competenze. Oggi abbiamo un corpo di polizia giudiziaria, un corpo ambientale, con incombenze in continua crescita”.
Carla della Volpe (PD): “Abbiamo detto che Oristano è stata classificata ormai da diversi anni come la città più sicura d'Italia. Invece da alcuni interventi che ho sentito mi è sembrato di sentir parlare della città più insicura d'Italia. La politica non può limitarsi a sanzionare quando i problemi sono già manifestati. Compito principale nostro è di creare le condizioni perché i problemi si prevengano. Dobbiamo educare, promuovere il senso civico, investire sui giovani, sostenere le famiglie, rafforzare il senso di comunità. Queste sono le responsabilità più alte, a mio parere, della buona politica. Le, le sanzioni hanno certamente una funzione, quando necessario devono essere applicate, ma da sole non costruiscono una società migliore. Una politica lungimirante mette al centro l'educazione e la prevenzione”.
Il Consiglio comunale, su proposta dell’Assessore alla Cultura Simone Prevete, con 14 voti a favore e 6 astenuti ha approvato il Rendiconto di gestione 2025 della Scuola Civica di Musica.
Dal conto del bilancio emerge un risultato positivo di 55.580 euro, con uno stato patrimoniale dal quale risulta un totale dell'attivo patrimoniale di 84.693 euro, un totale del passivo patrimoniale di 84.693 euro e un patrimonio netto di 58.298 euro. Il conto economico ha un utile di esercizio di 3.117 euro.
“Il rendiconto 2025 della Scuola Civica di Musica offre una fotografia nitida e significativa dell’andamento di una realtà educativa e culturale profondamente radicata nella nostra comunità – ha detto l’Assessore Prevete illustrando i dati di bilancio -. Il dato contabile non deve essere letto in modo isolato, ma va considerato insieme alla qualità e alla quantità delle attività svolte. Da questa lettura congiunta emerge il profilo più interessante del rendiconto: la Scuola cresce, amplia la propria platea, rafforza la propria presenza e conserva, al tempo stesso, un assetto finanziario equilibrato. Il dato che più di ogni altro illumina il rendiconto è quello relativo agli iscritti. Nell’anno scolastico 2024/2025 gli allievi erano 270. Nell’anno successivo sono diventati 383. L’incremento è di 113 unità, pari al 41,85 per cento: quasi un allievo in più ogni due rispetto all’anno precedente. Siamo dinanzi a una crescita reale della domanda, della partecipazione e dell’interesse verso il servizio. È un indicatore sostanziale, perché misura la vitalità della Scuola, la sua capacità attrattiva e l’ampiezza della platea formativa raggiunta. Il dato assume ulteriore rilievo se confrontato con l’evoluzione dell’offerta didattica. I corsi passano da 14 a 15, con un incremento del 7,1 per cento. Le classi passano da 39 a 41, con un aumento del 5,1 per cento. Gli iscritti, invece, crescono del 41,85 per cento. La Scuola ha saputo governare una crescita consistente senza moltiplicare in modo disordinato la propria struttura organizzativa. L’introduzione del sassofono arricchisce ulteriormente il quadro dei corsi, che già comprende pianoforte, canto moderno, canto lirico, chitarra classica ed elettrica, batteria, basso elettrico, organo a canne, organetto diatonico, violoncello, teoria, solfeggio e canto corale. Un ulteriore elemento qualificante è rappresentato dall’accessibilità economica. Le quote restano contenute: 250 euro annui per i corsi di livello base e avanzato; 360 euro per i corsi di perfezionamento; 100 euro per canto corale, propedeutica e “Nati per la Musica”. Teoria e solfeggio sono gratuiti. Questa impostazione consente alla Scuola di conservare pienamente la propria natura civica. Nel 2025 le iscrizioni e le rette degli allievi hanno generato 49.438 euro. Il contributo regionale per il funzionamento è stato pari a 45.000 euro. Il Comune ha garantito una quota di 9.300 euro, alla quale si è aggiunto un contributo straordinario di 15.308 euro, per un intervento comunale complessivo di 24.608 euro. La voce di spesa più rilevante è rappresentata dai contratti di servizio pubblico, pari a 92.210 euro. È la voce che sostiene il cuore operativo della Scuola: la docenza, le lezioni, la continuità didattica, l’organizzazione delle classi, la qualità dell’offerta. Non è una spesa di contorno, ma la struttura portante del servizio”.
“Nel corso del 2025 – ha proseguito l’Assessore - l’attività della Scuola Civica di Musica si è dispiegata in molteplici direzioni: nella dimensione corale, con la partecipazione del Coro al Giubileo dei Cori nella Basilica di Nostra Signora del Rimedio; nella dimensione formativa, con la masterclass di jazz tenuta dai docenti del Conservatorio di Sassari; nella dimensione pubblica, con le esibizioni degli allievi all’Auditorium Hospitalis Sancti Antoni per la Fondazione Oristano, nella Chiesa del Carmine per il Touring Club Italiano, nel centro cittadino e nei saggi di fine anno; nella dimensione del merito, con il primo premio conseguito dalla classe di pianoforte al Concorso Cartocci di Iglesias. Quattro allievi hanno inoltre partecipato al Festival Arpademia. La Scuola ha preso parte a un concerto benefico e a “Incanti di Pace”, rassegna che ha riunito 25 cori della provincia di Oristano. Queste attività dimostrano che la Scuola non limita la propria funzione alla didattica interna, ma produce occasioni di partecipazione, confronto, crescita e visibilità per gli allievi. Porta il lavoro svolto nelle aule all’interno degli spazi pubblici, degli auditorium, delle chiese, delle manifestazioni culturali, dei luoghi nei quali la comunità si incontra. Meritano attenzione anche le collaborazioni con soggetti del territorio, tra cui il Touring Club Italiano, la Fondazione Oristano, la Pro Loco, il Rotary Club e il Centro Commerciale Naturale Centro Città”.
Antonio Iatalese (Presidente della Commissione Cultura) dopo aver relazionato sui lavori della commissione ha evidenziato come “con il nuovo direttore la Scuola Civica di Musica ha svoltato e oggi rappresenta una realtà importante per la città. Credo anche che il compenso del direttore, considerati i risultati, vada incrementato, perché oggi è veramente minimo. Valutiamo se ci sono degli istituti di diritto pubblico, privato, misto, misti, che consentano un, uno stipendio maggiore in base ai risultati ottenuti, al numero di iscritti e al numero di corsi attivati. E se continua questo trend di crescita, la Scuola Civica di Musica avrà bisogno di una nuova sede o comunque anche di sedi distaccate perché le aule al momento sono appena sufficienti per svolgere i corsi attivati. Occorre programmare per i prossimi 3 anni”.
Francesca Marchi (Sinistra futura): “I dati sono in crescita e c'è un trend positivo. Bisogna assolutamente riconoscere i meriti al direttore e al corpo docente che stanno dando aria nuova rispetto agli ultimi anni della gestione precedente. In commissione abbiamo riflettuto sul fatto che una scuola in crescita abbia bisogno anche di un riconoscimento anche verso chi questo lavoro lo sta svolgendo. Preso atto dei risultati positivi bisogna iniziare a programmare e pianificare, non solo per rimanere attrattivi nei confronti del corpo docente e del direttore. Occorre pensare ai locali con spazi adeguati ad accogliere tutti gli iscritti”.
Giuseppe Obinu (Alternativa democratica progressisti per Oristano): “Consiglio all'assessore e all'amministrazione di prestare attenzione ai locali della Scuola civica. Se si deciderà di continuare a utilizzare quei locali si potrebbero fare dei piccoli interventi, insonorizzare le aule con una spesa neanche particolarmente elevata”.
Umberto Marcoli (Alternativa democratica progressisti per Oristano) ha evidenziato come a Oristano non si riesca a produrre un festival, ma considerando il buon lavoro della Scuola civica di musica, si potrebbe lavorare su questa idea: “Perché non proporre un Festival dei Giovani? Va bene la Catte Cup, però si può anche ragionare su un festival musicale dei giovani”.
Sergio Locci (Aristanis): “Va riconosciuto l’impegno della scuola, che in questi ultimi anni ha trovato un nuovo impulso e una grande capacità che le sta consentendo di affermarsi anche in ambienti non sempre facili. La concorrenza delle scuole civiche di musica dei paesi vicini sicuramente incidono anche nella crescita della Scuola Civica di Musica di Oristano. Va riconosciuto al maestro Zinzula, al suo staff e al consiglio di amministrazione, che la serietà dell'impegno che ogni giorno manifestano sta dando ottimi risultati. Parlano i dati”.
Per Giovanna Bonaglini “il successo del concerto proposto dalla Scuola civica di musica nei giorni scorsi in piazza Eleonora può segnare l'inizio di un eventuale festival”.
Gianfranco Porcu (Forza Italia): “Investire in cultura è un investimento che porta lontano, un investimento a favore della città. La cultura unisce e quindi anche la musica è un investimento sicuro. E a questo proposito, oltre a rilevare il fatto che sarebbe opportuno adeguare gli emolumenti del direttore propongo di anticipare l’inizio dei corsi che quest’anno hanno preso il via a gennaio. Se si riuscisse ad anticipare l’inizio dei corsi con l’inizio delle scuole riusciremmo ad ottenere dei numeri ancora maggiori”
Il Sindaco Massimiliano Sanna ha concluso il dibattito evidenziando l’importanza del lavoro della scuola civica di musica: “Che il lavoro stia crescendo lo dimostrano le giornate dei saggi quest'anno salite a 3. Quest'anno ne abbiamo proposta una all'aperto in Piazza Eleonora e due in teatro. I tanti corsisti, giovani e adulti, e il pubblico sono indice di una grande passione degli iscritti e delle famiglie. Anche io devo fare i complimenti per il gran lavoro che si sta facendo al direttore Zinzula, ma anche al consiglio di amministrazione, agli insegnanti e a tutto il personale. Il direttore ha dimostrato qualità innegabili dal punto di vista musicale ma anche dal punto di vista organizzativo e amministrativo. Noi siamo disponibili a sostenere la Scuola nei suoi programmi per garantire una continua crescita”.
In Consiglio comunale anche la risposta della Giunta alle interpellanze e alle interrogazioni.
Maria Obinu (Alternativa democratica progressisti per Oristano) ha illustrato l’interpellanza urgente presentata insieme ai consiglieri Obinu Giuseppe, Marcoli, Della Volpe, Marchi, Perra, Daga e Federico sul mancato funzionamento delle docce sul lungomare di Torre Grande a seguito dei lavori di rifacimento chiedendo: quali siano le cause tecniche o amministrative che impediscono il regolare funzionamento delle docce sul lungomare di Torre Grande; quali misure urgenti e immediate l'Amministrazione Comunale intenda adottare per ripristinare il servizio in tempi brevissimi, a tutela dell'immagine turistica di Oristano e del benessere di cittadini e turisti; se non si ritenga che tale persistente disservizio possa mettere a rischio il mantenimento del prestigioso vessillo della Bandiera Blu per la stagione in corso o per le successive.
L’Assessore ai lavori pubblici Gianfranco Licheri ha risposto spiegando che “il disservizio riscontrato all'inizio della stagione balneare non era riconducibile alle sole docce, bensì interessava l'intera infrastruttura di alimentazione idrica che serve il lungomare. L'impianto di adduzione, ormai vetusto e caratterizzato da importanti criticità tecniche, ha reso necessario un intervento straordinario di rifunzionalizzazione finalizzato al ripristino della piena operatività dell'intero sistema. Il settore lavori pubblici ha programmato ed eseguito un articolato intervento di sistemazione, messa in funzione dell'impianto idrico del pozzo di Torre Grande con sostituzione dell'elettropompa sommersa, realizzazione box prefabbricato in calcestruzzo e rifacimento dell'impianto elettrico idraulico con una spesa di 52 mila euro. Già a partire dal 15 giugno si è potuto procedere alla verifica funzionale delle docce distribuite lungo il lungomare. Contestualmente sono stati effettuati numerosi interventi di manutenzione e ripristino dei singoli punti di erogazione che hanno consentito di riportare in esercizio la quasi totalità dell'impianto. A oggi odierna risultano funzionanti 13 delle 16 docce presenti sul lungomare. Le restanti 3 postazioni presentano problematiche di maggiore complessità dovute alla rottura delle condotte di adduzione. Sono in corso i lavori per l'installazione di 3 nuove docce caratterizzate da standard qualitativi superiori rispetto alle precedenti”.
Maria Obinu (Alternativa democratica progressisti per Oristano) ha illustrato l’interpellanza urgente presentata insieme ai consiglieri Obinu Giuseppe, Marcoli, Della Volpe, Marchi, Perra, Daga e Federico sullo stato di totale incertezza e sui ritardi legati alla stagione estiva e ai lavori sul lungomare di Torre Grande, chiedendo: Quali siano i motivi ostativi che hanno impedito la pubblicazione del cartellone degli eventi estivi entro l'inizio della stagione e quando si intenda rimediare a tale gravissima lacuna; a quanto ammontino, nello specifico, i finanziamenti stanziati (o che si intendono stanziare) per gli eventi a Torre Grande e perché non ne sia stata data comunicazione al Centro Commerciale Naturale; quale sia l'esatta perimetrazione della nuova area mercatale destinata agli operatori ambulanti e quando verrà ufficialmente attivata; quali siano le cause tecnico-amministrative del mancato rispetto dei tempi di consegna dei lavori sul lungomare, quale sia la nuova e definitiva data di fine cantiere e se siano previste penali a carico della ditta appaltatrice per i ritardi accumulati; quali misure urgenti di contrasto all'abusivismo commerciale e di controllo del territorio si intendano mettere in atto per ripristinare la legalità e il rispetto delle regole sul lungomare.
L’Assessore alla Cultura e al turismo Simone Prevete ha risposto evidenziando che “il cartellone ufficiale delle manifestazioni è stato presentato venerdì scorso, consentendo l'avvio della promozione della stagione. La tempistica non discende dall'improvvisazione, ma da una scelta ponderata: anteporre la certezza e le informazioni alla rapidità dell'annuncio. La predisposizione di un calendario di eventi pubblici è un procedimento articolato che non si esaurisce nella scelta di date e spettacoli, ma richiede coordinamento tra assessorati, uffici comunali, enti esterni, associazioni, operatori economici, soggetti organizzatori. Ogni iniziativa presuppone verifiche amministrative, logistiche, di sicurezza, oltre alle autorizzazioni previste dalla normativa vigente. È per questa ragione che l'amministrazione ha ritenuto corretto presentare un programma composto da iniziative confermate e concretamente realizzabili, evitando la diffusione di un calendario provvisorio. Il Centro Commerciale Naturale non è rimasto estraneo alla, alla definizione della programmazione estiva. Le interlocuzioni sono iniziate nei mesi primaverili, sono proseguite attraverso incontri, confronti operativi e momenti di coordinamento. L'obiettivo è sempre stato quello di costruire, in modo condiviso, una stagione capace di valorizzare Torre Grande e sostenere il suo tessuto economico. Le difficoltà nella definizione di alcuni appuntamenti non derivano da carenze organizzative né da assenza di dialogo, ma dalla necessità di coordinare le manifestazioni con l'avanzamento dei lavori di riqualificazione lungomare. Sarebbe stato imprudente confermare eventi senza avere la ragionevole certezza della disponibilità degli spazi, della loro sicurezza, della loro compatibilità con le lavorazioni ancora in corso. A conferma dell'attenzione riservata alla borgata, ricordo che la Giunta Comunale ha disposto uno stanziamento di 25.000 euro a favore del Centro Commerciale Naturale per la realizzazione di eventi e iniziative di promozione. Sullo stato di avanzamento dei lavori di riqualificazione lungomare occorre ricordare che il cronoprogramma approvato all'avvio di un'opera non è un documento immutabile, ma uno strumento di programmazione che può essere aggiornato quando sopravvengono circostanze tecniche oggettive non prevedibili nella fase progettuale. È quanto accaduto per il lungomare di Torregrande. L'opera, avviata nel settembre 2023, ha richiesto l'approvazione di 4 perizie di variante che hanno determinato l’allungamento dei tempi”.
Maria Obinu (Alternativa democratica progressisti per Oristano) ha illustrato l’interpellanza urgente presentata insieme ai consiglieri Obinu Giuseppe, Marcoli, Della Volpe, Marchi, Perra, Federico e Daga sulla revoca dei fondi PNRR destinati al sociale, chiedendo: quali siano le motivazioni politiche e tecniche che hanno portato gli uffici e l'assessorato competente a ignorare ben quattro solleciti consecutivi del Ministero del Lavoro, portando alla revoca del finanziamento PNRR. chi sia il Responsabile Unico del Progetto per l'intervento PNRR revocato e se l’Amministrazione intenda avviare un’indagine interna per accertare le responsabilità di questa gravissima ed esiziale omissione; come l'Amministrazione intenda finanziare gli interventi interrotti a favore dei percorsi di autonomia per l’housing first, e se vi sia il rischio di dover restituire fondi già erogati o anticipati; se vi siano altri progetti PNRR in capo al Comune di Oristano che rischiano attualmente la revoca per le medesime ragioni di mancato aggiornamento della piattaforma ReGiS.
L’Assessore ai servizi sociali Giulia Murgia ha risposto precisando che “la comunicazione ministeriale è riferita all’intervento Housing First e Stazioni di posta, ma nel testo del provvedimento vengono richiamati anche interventi riconducibili all'investimento sui percorsi di autonomia per persone con disabilità. Tale richiamo non appare coerente con il sistema di identificazione dei progetti. Pertanto, il riferimento congiunto alle due linee di intervento nello stesso provvedimento costituisce un'incongruenza documentale, che rende necessario circoscrivere con precisione l'ambito del procedimento oggetto della interpellanza. Il progetto non riguarda la ristrutturazione dell’immobile della ex scuola della frazione di Donigala, la quale è finanziata attraverso una diversa linea di intervento PNRR. L’oggetto del procedimento è esclusivamente costituito da interventi di natura sociale e di attivazione di servizi, e non da opere infrastrutturali o lavori pubblici. La prima e importante precisazione è che gli interventi finanziati non prevedono la realizzazione di lavori di riqualificazione edilizia, ma esclusivamente l’attivazione e l’erogazione di servizi rivolti ai beneficiari delle misure per l’accoglienza e il supporto abitativo. La vicenda è stata anche oggetto di un confronto diretto con il Ministero nel corso della Cabina di Regia del 24 giugno 2026, durante la quale sono stati approfonditi gli aspetti tecnici del progetto, la nota di definanziamento e lo stato di avanzamento delle attività. In quella sede il Comune ha illustrato il quadro complessivo degli interventi realizzati, degli adempimenti effettuati e della documentazione caricata sulla piattaforma ReGiS. È importante sottolineare che si tratta di un procedimento articolato, che si è sviluppato attraverso diversi passaggi tecnici e un confronto costante tra le amministrazioni coinvolte. Il confronto con il Ministero è ancora in corso e, allo stato attuale, non risultano provvedimenti definitivi che incidano sulla continuità dei servizi né che comportino la restituzione di somme già erogate. Il nostro obiettivo resta quello di garantire la continuità dei servizi e degli interventi rivolti alle persone più fragili della nostra comunità. È su questo che si sta continuando a lavorare, nelle sedi istituzionali competenti, con l’unico interesse della tutela del servizio pubblico e delle risorse del territorio”.
L’Assessore all’Ambiente Maria Bonaria Zedda ha risposto all’interrogazione urgente dei consiglieri Obinu Giuseppe, Obinu Maria, Marcoli, Marchi, Federico, Della Volpe, Daga, Perra sullo stato di degrado dell’aiuola e del manto erboso di Piazza Manno e la verifica dell’efficacia degli interventi di manutenzione del verde pubblico.
“Lo spazio è stato restituito ai cittadini da circa 2 anni e da allora l’amministrazione cura con continuità e attenzione, la manutenzione ordinaria e straordinaria con circa 25 interventi all'anno – ha detto l’Assessore Zedda -. Piazza Manno non è una piazza abbandonata, Non è una piazza trascurata, è una piazza viva, frequentata, utilizzata ogni giorno dai cittadini, dalle famiglie, dai ragazzi. In questi giorni il prato è apparso in particolari punti sofferente, ma credo sia corretto dire subito che non siamo davanti ad una situazione di degrado o di abbandono. Siamo in un periodo di temperature molto alte e il verde, soprattutto il prato, inevitabilmente ne risente. È però vero che esiste un problema tecnico legato alla capacità di ricarica del serbatoio di accumulo dell'acqua che limita i tempi di irrigazione. Proprio per questo motivo dal 15 di giugno la società incaricata ha integrato l'irrigazione automatica con quella manuale. Se nei giorni della Festa del Gusto il prato è apparso meno verde del solito, non è dipeso dalla mancata manutenzione, ma da una situazione temporanea e dalle alte temperature. Preciso che non è corretto affermare che sia stato affidato uno specifico appalto solo per la manutenzione dei tappeti erbosi e in particolare di Piazza Manno. Dal 1° marzo di quest'anno la gestione del verde di Piazza Manno è stata affidata ad una ditta esterna, insieme ad altre nuove aree verdi realizzate da questa amministrazione. È una scelta organizzativa, non una bocciatura del lavoro che viene svolto dalla società di Oristano Servizi. Le nuove aree verdi prese in carico da questo assessorato ammontano complessivamente a quasi 25.000 metri quadri, ai quali si aggiungeranno presto altrettanti metri quadri già pronti. La decisione di affidare all'esterno la manutenzione delle nuove aree verdi è stata assunta esclusivamente per non gravare ulteriormente sulla società in house, già impegnata nella manutenzione di oltre 480.000 metri quadri. Tale scelta è pienamente condivisa con la Oristano Servizi e risponde ad una precisa strategia organizzativa finalizzata a migliorare la qualità complessiva della manutenzione del verde pubblico. Negli ultimi anni sono stati affidati all'esterno anche altri servizi, come lo sfalcio antincendio, che per 2 anni consecutivi è stato completato nei tempi previsti, e la pulizia delle formelle cittadine, aumentando la frequenza degli interventi da 2 a 6 volte all'anno. Queste scelte hanno permesso a Oristano Servizi di concentrare meglio le proprie energie sulle aree già in gestione e di aumentare gli interventi nelle aree non irrigue”.
Giuseppe Obinu (Alternativa democratica progressisti per Oristano) ha replicato spiegando che l’interrogazione ha puntato l’attenzione su piazza Manno “però le aree sofferenti non sono solo i prati di piazza Manno, le vediamo anche in Piazza Mariano e soprattutto i nuovi prati davanti al cimitero che segnalano grande sofferenza. Il discorso non è stabilire se il prato abbia subito o meno gli effetti del caldo, ma a capire se, a fronte delle risorse impiegate, il risultato sia quello voluto. Siamo soddisfatti del risultato che abbiamo ottenuto? A me non sembra. E non possiamo dire che d'estate, cioè che il caldo sia un caldo straordinario. È, è caldo perché è estate, cioè come le persone si aspettano che sia. Come mai siamo ancora in questa situazione? se poi l'amministrazione ha ritenuto di ricorrere a un appalto specialistico per i tappeti erbosi, ci saremmo aspettati dei risultati più brillanti, più evidenti, cosa che invece non siamo riusciti ad apprezzare. È legittimo quindi chiedersi se il servizio sia stato eseguito secondo gli standard previsti dal capitolato”.