Con 16 voti a favore e 8 astenuti il Consiglio comunale di Oristano ha approvato una variazione al bilancio di previsione 2026-2028 per un importo complessivo di 9 milioni di euro.
La manovra è stata illustrata in aula dall’Assessore al Bilancio Simone Prevete che ha spiegato che la variazione netta ammonta complessivamente a € 4.862.705 per l’annualità 2026, € 1.942.110 per l’annualità 2027 e € 2.203.635 per il 2028.
L’Assessore ha poi spiegato nel dettaglio i contenuti della manovra per i vari settori del Comune.
Settore Lavori pubblici e manutenzioni
- Iscrizione € 130.000, annualità 2026, finanziamento RAS per la “Riqualificazione della recinzione esterna e della Club House del campo da golf”
- Iscrizione di € 100.000, annualità 2026 finanziamento RAS per la “Progettazione del recupero, messa in sicurezza e riqualificazione della storica sala consiliare situata all’interno del palazzo degli Scolopi ubicato in piazza Eleonora d’Arborea
- Iscrizione di € 500.000 per l’esercizio 2026, e di € 200.000 per l’esercizio 2027 del finanziamento RAS per la “Manutenzione e messa in sicurezza della viabilità urbana”
- Iscrizione di € 880.000 per l’esercizio 2026 e di € 120.000 per l’esercizio 2027 del finanziamento RAS per la “Progettazione e realizzazione di itinerari ciclabili di competenza degli Enti Locali – Tratto circonvallazione”
- Iscrizione € 300.000 per l’esercizio 2026, e € 366.666 per l’esercizio 2027 finanziamento RAS progetto “Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027 - Progetto Le Porte della Sardegna”
- Iscrizione di € 2.026 per l’esercizio 2026, quale provento dovuto da privati per realizzazione lavori su strade pubbliche;
- Variazione in aumento di € 180.000 annualità 2026, ad integrazione del contributo RAS progetto “Lavori riqualificazione e potenziamento porto turistico e pescatori Torre Grande”
- Variazione in aumento di € 474.798 per il progetto di manutenzione ordinaria degli edifici scolastici e altre strutture ad uso pubblico – programma integrato per il lavoro “LAVORAS”
Settore Sviluppo del Territorio
- Iscrizione di € 250.000, per l’annualità 2026, finanziamento RAS per la “Realizzazione di interventi di caratterizzazione e bonifica dei siti contaminati”
- Reiscrizione di € 40.578 nell’annualità 2026 e di € 41.808 nell’annualità 2027 contributi RAS per l’esercizio delle funzioni autorizzative paesaggistiche delegate
- Reiscrizione di € 13.021 nell’annualità 2026 contributo RAS per la fruizione dei litorali e della costa;
- Variazione in aumento di € 269.378 per l’attuazione di interventi di valorizzazione e messa in sicurezza del patrimonio ambientale – programma integrato per il lavoro “LAVORAS” – cantieri nuova attivazione
Settore Servizi alla Persona e Cittadinanza
- Iscrizione di € 70.960, annualità 2026, per l’istituzione e il funzionamento dell’Ufficio del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale
Settore Programmazione e Gestione delle Risorse
- Iscrizione di € 218.140, annualità 2026, per l’attuazione del Comparto Unico di contrattazione collettiva del personale della Regione e degli Enti Locali;
- Reiscrizione di € 410.000,00 annualità 2026, di € 410.000 per l’annualità 2027 e di € 1.400.000 per l’annualità 2028 del finanziamento RAS per il Museo e Centro di Documentazione della Sardegna Giudicale;
- Iscrizione di € 57.782, per l’annualità 2026, relativa al finanziamento Ministeriale per il progetto “PERFORMA PA – supportare lo sviluppo di percorsi formativi professionalizzanti da parte delle PA e la valorizzazione di buone pratiche” destinate alla formazione del personale dipendente;
- Variazione di € 103.733, annualità 2026, per l’attuazione del progetto di efficientamento e digitalizzazione del patrimonio immobiliare e infrastrutturale – programma integrato per il lavoro “LAVORAS” – cantieri nuova attivazione
Settore Affari Generali e Segreteria
- Variazione di € 4.500,00, annualità 2026, per le spese relative al funzionamento della Commissione Elettorale Circondariale.
A seguito dell’istituzione del Fondo Unico Complementare la Regione ha destinato ai Comuni della Sardegna 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 e al Comune di Oristano è stata assegnata la somma di € 1.260.761, è stato ripartito il fondo unico per l’annualità 2026, assegnando al Comune di Oristano la somma di € 6.327.624 in misura inferiore per € 457.125 rispetto a quanto previsto nel bilancio di previsione 2026/2028;
In particolare, le spese più significative finanziate dal fondo riguardano:
- manutenzione ordinaria delle strade, € 28.135 esercizio 2026, € 50.635 esercizio 2027 e € 50.635 esercizio 2028;
- manutenzione ordinaria del verde pubblico, € 100.000 esercizio 2026, € 100.000 esercizio 2027 e € 100.000 esercizio 2028;
- Spese gestione sistema ludotecario € 50.000 esercizio 2026, € 50.000 esercizio 2027 e € 50.000 esercizio 2028;
- Spese energia servizi comunali € 36.000 esercizio 2026 e € 42.000 esercizio 2027;
- Integrazione Fondo salario accessorio del personale dipendente € 44.000 per ciascuna delle annualità 2026-2027-2028;
- Spese relative alla lotta al randagismo € 78.500 esercizio 2026, € 50.000 esercizio 2028;
- Acquisto di un greder per il cantiere comunale per € 130.000 esercizio 2026;
- Manutenzione ordinaria delle strade rurali per € 22.000 esercizio 2026;
- Realizzazione lavori passaggio pedonale tra via Duomo e via Cagliari € 102.000 esercizio 2027;
- Cofinanziamento progetto PIRU (Programmi integrati per il riordino urbano) per € 180.000, annualità 2028;
- Lavori parcheggio via Manzoni per € 72.000, annualità 2028;
Nel dibattito sono intervenuti Davide Tatti (Presidente commissione bilancio) che ha relazionato sui lavori della commissione, Francesco Federico (Oristano democratica e possibile) e Umberto Marcoli (Alternativa sarda e democratica).
In apertura di seduta la Giunta comunale ha risposto alle interrogazioni e alle interpellanze dei consiglieri.
Francesco Federico (Oristano democratica e possibile) ha illustrato l’interpellanza presentata insieme ai consiglieri Marchi, Della Volpe, Perra, Daga, Obinu Maria, Marcoli e Obinu Giuseppe sui lavori di riqualificazione e potenziamento del Porto turistico di Torre Grande per conoscere le cause dei ritardi accumulati; se il termine di ultimazione fissato al 1° novembre 2026 sia ancora ritenuto rispettabile; se siano previste penali per eventuali ritardi nell’esecuzione dei lavori; se siano state introdotte varianti in corso d’opera rispetto al progetto originario; se il numero di operai impiegati nel cantiere sia ritenuto adeguato; quanti posti barca debbano essere mantenuti liberi per consentire la rotazione delle imbarcazioni durante i lavori e con quali modalità operative; se, allo stato attuale, vi siano ancora posti barca disponibili e quali limitazioni siano previste per gli utenti.
L’Assessore ai Lavori pubblici Gianfranco Licheri ha risposto spiegando che sono emerse criticità tecniche rispetto al progetto esecutivo: “Nel corso dell'esecuzione dell'appalto, la direzione lavori ha ritenuto opportuno sottoporre alcune possibili soluzioni migliorative riguardanti la tipologia degli elementi prefabbricati costituenti l'impalcato dei pontili e alcuni aspetti geometrici e costruttivi delle travi con l'obiettivo di ottimizzare la durabilità, la standardizzazione produttiva, la manutenzione futura e le modalità esecutive dell'opera, nell'interesse generale della migliore riuscita tecnica dell'intervento. Si è pertanto avviato, in condivisione tra Direzione Lavori, responsabile unico del procedimento, stazione appaltante, collaudatore statico in corso d'opera, impresa esecutrice e produttore specializzato delle strutture prefabbricate, un percorso di approfondimento tecnico finalizzato alla verifica della fattibilità delle soluzioni prospettate, delle relative incidenze economiche, produttive ed esecutive e della loro compatibilità con l'impostazione progettuale approvata. Le attività hanno richiesto la predisposizione di ulteriori elaborati tecnici, approfondimenti specialistici e valutazioni amministrative conseguenti all'ordine di servizio emesso dalla Direzione Lavori, rendendo necessario un aggiornamento e riallineamento della programmazione esecutiva delle lavorazioni interessate. L'amministrazione, la Direzione dei Lavori e il RUP, sta pertanto operando per prevenire nel più breve tempo possibile alla formalizzazione del nuovo quadro tecnico-amministrativo conseguente alle soluzioni condivise. Con riferimento al termine contrattuale di ultimazione dei lavori è in corso un aggiornamento del cronoprogramma esecutivo. Relativamente all'organizzazione operativa del cantiere e alle modalità di gestione dei posti barca durante l'esecuzione dei lavori, le attività vengono svolte in coordinamento con il concessionario Marine oristanesi, nel rispetto delle esigenze di sicurezza, continuità operativa del porto e compatibilità con le diverse fasi esecutive dell'intervento”.
Francesco Federico (Oristano democratica e possibile) ha illustrato l’interpellanza presentata insieme ai consiglieri Marchi, Della Volpe, Perra, Daga, Obinu Maria, Marcoli, e Obinu Giuseppe sul servizio di trasporto pubblico urbano, per chiedere se l’amministrazione Sanna intenda attivarsi presso il gestore del servizio per il ripristino della fermata soppressa di Nuraxinieddu della linea 8, valutandone eventualmente lo spostamento di alcune decine di metri all’interno della via Rimedio, così da garantire adeguate condizioni di sicurezza; se l’amministrazione sia a conoscenza del motivo per il quale le corse dedicate agli studenti della linea 5 non servono le frazioni di Massama e Nuraxinieddu; se intenda attivarsi anche per richiedere, soprattutto nei mesi estivi, l’istituzione di un collegamento diretto tra le frazioni di Massama e Nuraxinieddu e la marina di Torre Grande, al fine di garantire un servizio più equo, efficiente e accessibile ai residenti delle frazioni interessate.
L’Assessore ai Trasporti Paolo Angioi ha risposto spiegando che “la fermata di cui si chiede il ripristino è stata soppressa a seguito della costruzione della rotatoria sulla strada statale 292 e del conseguente riassetto viario, intervento realizzato circa 10 anni fa. In quell'occasione la fermata della linea 8 è stata inglobata con la fermata della linea 5. L'amministrazione, consapevole del disagio segnalato dei residenti, delle famiglie e degli studenti, ha avviato i contatti con l’ARST per rivedere il quadro del servizio urbano ed extraurbano che interessa Oristano e le sue frazioni. Sono stati già svolti due tavoli tecnici con ARST, il primo ad aprile e il secondo il 25 maggio scorso con l'obiettivo di definire un nuovo assetto del trasporto pubblico che consenta maggiore efficienza, minori corse a vuoto, percorsi più diretti e collegamenti funzionali fra frazioni città e borgate. Nel quadro di tale riorganizzazione si valuterà la possibilità di ripristinare una fermata funzionale per Nuraxinieddu, comprensiva di opportune misure di sicurezza, posizionamento della pensilina, segnaletica, attraversamenti protetti e lo spostamento di poche decine di metri al fine di garantire condizioni di sicurezza per passeggeri e veicoli. L'amministrazione ha anche richiesto e ottenuto chiarimenti sull'attuale configurazione delle corse studenti della linea 5. La mancata effettuazione di fermate nelle frazioni sono state ricondotte alla necessità di garantire tempi di percorrenza compatibili con gli orari scolastici e alla precedente razionalizzazione delle fermate avvenute con l'assetto della rete. Il tema è stato inserito nell'agenda dei tavoli tecnici avviati con ARST. Per quanto riguarda la linea 10, nei mesi estivi si segnala che nonostante le richieste di collegamento diretto dalle frazioni di Massama e Nuraxinieddu verso Torre Grande, è già attivo un servizio extraurbano di collegamento fornito da ARST, il quale a oggi risulta scarsamente utilizzato dagli utenti delle frazioni. L'amministrazione intende richiedere ad ARST di valutare l'istituzione o la riprogettazione di corse estive dirette calibrate sulle effettive esigenze della popolazione delle frazioni e su base sperimentale, con monitoraggio dell'utenza per definirne la sostenibilità economica ed operativa. In alternativa sarà valutata l'adozione di corse integrate che colleghino la frazione alla linea principale verso Torre Grande in corrispondenza degli assi di interscambio”.
Con 11 voti contrari e 10 a favore il Consiglio comunale ha respinto la mozione presentata da Federico (Oristano democratica e possibile), Marchi (Sinistra Futura), Della Volpe, Perra, Daga (Partito Democratico), Obinu Maria, Marcoli e Obinu Giuseppe (Alternativa Sarda – Progetto Sardegna) per la trasmissione e discussione in Consiglio comunale degli elaborati progettuali e documentali relativi al nuovo intervento di ristrutturazione del mercato civico di Via Mazzini.
La mozione, illustrata da Francesco Federico (Oristano democratica e possibile), chiedeva di impegnare il Sindaco e la Giunta a trasmettere tempestivamente ai componenti del Consiglio Comunale tutta la documentazione del progetto del nuovo Mercato Civico di via Mazzini (progetto esecutivo aggiornato; elaborati tecnici, architettonici e urbanistici; quadro economico-finanziario dettagliato; eventuali studi di fattibilità e piani di gestione), a relazionare in Consiglio Comunale sullo stato dell’iter amministrativo, con particolare riferimento ai rapporti con la Soprintendenza e ai possibili vincoli derivanti dalla tutela dell’immobile e alle modalità di copertura delle risorse finanziarie mancanti. La mozione puntava a garantire il pieno coinvolgimento del Consiglio Comunale nelle fasi successive, prima dell’approvazione definitiva e della pubblicazione della gara d’appalto e a valutare l’opportunità di ulteriori momenti pubblici di confronto, coinvolgendo operatori economici, associazioni di categoria e cittadini, al fine di condividere scelte strategiche per il rilancio del centro storico.
“Il futuro del mercato civico di via Mazzini riguarda l'intera città di Oristano, e proprio per questo deve essere affrontato con il massimo livello di trasparenza, condivisione e coinvolgimento istituzionale – ha detto Federico -. Parliamo di una struttura che per decenni ha rappresentato non soltanto, non soltanto un luogo di commercio, ma anche uno spazio identitario, sociale e urbano. La sua chiusura e progressivo degrado ha inciso profondamente sul tessuto del centro storico, sulle attività economiche, sulla vita quotidiana di tanti concittadini. E quindi naturale che ogni ipotesi di rigenerazione susciti attenzione, aspettative e anche interrogativi. Il mercato civico non può essere trattato come un semplice immobile da recuperare. I mercati civici non sono soltanto spazi commerciali, sono presidi economici, sociali e culturali, tengono viva l'economia locale, valorizzano i prodotti del territorio, favoriscono la filiera corta, rappresentano luoghi di socialità e contrastano la desertificazione commerciale dei centri storici. Recentemente l'amministrazione ha presentato pubblicamente una proposta di ristrutturazione che prevede la trasformazione del mercato civico in uno spazio multifunzionale con finalità commerciali, sociali e aggregative per un investimento complessivo stimato intorno a 6 milioni di euro, ma mancano oltre 2 milioni di euro per completare il quadro finanziario dell'opera. Come si intende procedere nel reperire queste ulteriori risorse? E poi c'è la questione della sovrintendenza. Il mercato di via Mazzini si avvicina infatti al compimento dei 70 anni dalla costruzione che potrebbe determinare il riconoscimento della tutela storica dell'immobile ai sensi del Codice dei Beni Culturali. Questo significa che il progetto potrebbe essere sottoposto a vincoli e prescrizioni che è necessario chiarire pubblicamente. Per questo riteniamo indispensabile che il Consiglio Comunale venga coinvolto prima di qualsiasi approvazione definitiva e prima della pubblicazione della gara d'appalto”.
Giuliano Uras (Oristano al centro) ha difeso le prerogative del Consiglio comunale “non deve indirizzi ai progettisti, la nostra competenza è dare indirizzi alla Giunta. Il mercato che oggi vogliamo è decisamente diverso da quello mandato in appalto per la prima volta 20 anni fa e poi 10 anni fa. E ora che ritorni alla competenza del Consiglio Comunale”.
Maria Obinu (Alternativa Sarda – Progetto Sardegna) ricordando il suo intervento durante l’assemblea pubblica di presentazione del progetto del mercato ha chiesto “se sia stata fatta un'analisi degli operatori ancora esistenti e se gli operatori che un tempo avevano il box all'interno del mercato siano ancora interessati a operare all'interno del nuovo mercato. Abbiamo sollevato dubbi sul fatto che questo recupero, che in parte lascia l'edificio così come si presentava prima della chiusura, rispondesse alle nuove esigenze di una città cambiata e che ha perso l'abitudine di avere il mercato appunto nel centro storico. E abbiamo anche sollevato delle perplessità relative al fatto che forse si doveva lasciare maggior spazio agli spazi all'aperto”.
Per Carla Della Volpe (PD) “il nuovo mercato civico è un'infrastruttura fondamentale e strategica per rilanciare il centro storico. Questo è un argomento talmente importante che non può prescindere dal confronto e dalla condivisione in questa sede. Ci sono alcune problematiche da affrontare: dalle risorse, alla Soprintendenza “.
Gianfranco Porcu (Forza Italia): “L'argomento appunto è di importanza rilevante per tutta la città. Poter ascoltare, i cittadini, commercianti, portatori di interesse, sicuramente consente poi di fare delle scelte più accurate. Detto questo però penso che un pensiero ci accomuna: veder realizzata al più presto l'opera. Procrastinare le scelte, che certe volte possono anche non incontrare il favore di tutti, significa, far mancare ancor più a lungo quest'opera alla città”.
Sergio Locci (Aristanis): “Siamo ancora nella fase dell'indecisione, ancora non si capisce cosa si potrà fare in quest'ultimo anno di legislatura. Se continuiamo ad aspettare che mutino le esigenze, noi fra 10 anni saremo ancora qui. Perdonatemi, ma credo che l'inerzia in questo contesto stia davvero diventando l'elemento principale perché un'importantissima opera di Oristano si perda nei meandri del che cosa facciamo. E poi c'è un ulteriore elemento: l'aumento dei costi. Ci vogliono 6 milioni di euro. Anche questo sarà un problema, non li abbiamo. Io non credo che questa amministrazione in questo scorcio di legislatura sarà in grado di recuperare queste risorse”.
Fulvio Deriu (FDI): “Quando ho letto questa mozione ho visto la richiesta di un esercizio di poteri che già abbiamo come consiglieri comunali. La trasmissione di tutta la documentazione: io l'ho chiesta e mi è stata fornita. Leggo di un intervento di ristrutturazione, invece parliamo di un restauro conservativo. E vedo che parliamo di fase preliminare, poi esecutiva. In realtà siamo già nella fase di progettazione definitiva e quindi non riesco neanche a comprendere in quale maniera come consigliere comunale possa creare un'ingerenza su un indirizzo che ormai si è consolidato con una struttura multifunzione. Non ritengo che questa sia la sede deputata nella fase in cui è oggi il procedimento amministrativo”.
Francesca Marchi (Sinistra futura): “Il mercato dovrebbe tornare a essere il cuore pulsante del nostro centro storico. E condivido la domanda che si è fatto il consigliere Uras: che mercato vogliamo? Questa è la domanda che dobbiamo farci. Dovremmo condividere l'idea di un luogo identitario che possa appartenere alla memoria e al futuro di tutti i cittadini. Il concetto fondamentale di questa mozione è quello della condivisione, senza scavalcare il ruolo degli altri organi dell'amministrazione”.
Umberto Marcoli (Alternativa Sarda – Progetto Sardegna) ha ripercorso la storia del progetto di riqualificazione mercato e ha concluso evidenziando la mancanza di condivisione da parte di questa amministrazione: “Bisogna che questo mercato, che può essere sbagliato, può essere brutto, debba partire. Siamo 25 anni che discutiamo in Consiglio Comunale di come deve essere questo benedetto mercato. Tra contratti che non vengono rispettati e cause legali, il mercato deve partire”.
Giuseppe Obinu (Alternativa Sarda – Progetto Sardegna): “Il progetto del mercato è 25 anni che si fa, si disfa, si fa finta, si trovano problemi. Benvenuta la soprintendenza, dico io, benvenuta che ha fermato quel progetto. Se le cose non funzionano, bisogna farsi delle domande: ma stiamo facendo una cosa che serve, o stiamo facendo una cosa che in città non vuole nessuno. Quando 13 anni fa in consiglio comunale parlavamo del mercato, c'era mezza città, c'erano i titolari dei box, c'erano le persone che andavano al mercato. Noi oggi parliamo del mercato e non c’è nessuno e non sappiamo nemmeno perché”.
Davide Tatti (PSDAZ) si è concentrato sui cambiamenti delle politiche commerciali e delle abitudini di consumo: “Negli ultimi 20 anni, da quando è chiuso il mercato di Via Mazzini, si è perso, è stato costruito, rifatto, riprogrammato in altre parti della città. Non si può scappare a questa legge. Dove io non trovo una cosa che funziona, vado da un'altra parte, magari lì funziona. La sostituzione di certi servizi, ormai è davanti agli occhi di tutti. Se vai in un supermercato, c'è il bar, c'è il servizio, c'è la frutta fresca, c'è tutto quello che ti serve. Ma se vogliamo dire, abbiamo costruito una sorta di cerchio intorno alla città che offre tutto quello che fino a ieri veniva offerto dal mercato di via Mazzini, ovvero il bar con gli amici che si siedono e socializzano”.
Per il Sindaco Massimiliano Sanna l’intervento sul mercato è strategico e indispensabile: “Non possiamo aspettare troppo. Tutte le amministrazioni, è inutile negarlo, l'hanno sempre ritenuto un intervento strategico, un intervento fondamentale per il rilancio della città, per un ambito che è quello agroalimentare, e non solo, che è fondamentale per il rilancio della nostra economia. E noi non possiamo far finta di niente. Nel nostro programma è previsto la riqualificazione del mercato e abbiamo un dovere noi come maggioranza. Ma se non ricordo male, anche nel programma della minoranza era prevista la riqualificazione. È un dovere di tutti noi quello di portare avanti questo progetto. Ed è un progetto che a mio avviso ha una caratteristica importante, è quello della funzionalità. Non abbiamo fatto una cattedrale nel deserto, ma un progetto funzionale legato alle esigenze del nostro territorio. Le osservazioni della soprintendenza serviranno per apportare degli accorgimenti, ma non vuol dire che il Comune sta facendo passi indietro. Però non possiamo aspettare troppo, dobbiamo intervenire immediatamente”.
All'assessore ai Lavori pubblici Gianfranco Licheri la replica finale: “Si sapeva già che il mercato aveva dei vincoli da parte della Sovrintendenza, con la quale da subito mi è stato detto si è cercato di interloquire. I progettisti hanno presentato un progetto per uno spazio multifunzionale dove la comunità può incontrarsi, condividere, condividere e vivere esperienze autentiche. Il mercato è una piazza accogliente per tutti, creando un punto di riferimento culturale, sociale, gastronomico per la città. Secondo me hanno ha fatto un ottimo lavoro. Oggi è stata detta una cosa essenziale: il mercato deve partire. Il concetto di mercato è stato superato in questi anni, è anacronistico adesso avere 45 box. Non mi è piaciuta l'impostazione della mozione: sembrava quasi che la maggioranza volesse nascondere qualcosa. Quando un'amministrazione convoca un'assemblea pubblica dove potevano partecipare tutti quanti e dire la loro, mi sembra che c'era poco da nascondere. È stata presentata una progettazione esecutiva con tanto di relazione, calcoli e aspetti finanziari. Per la sovrintendenza bisogna passare da una fase di demolizione e ricostruzione a una fase di risanamento dell'esistente e restauro. C'è stata una discussione. Per loro le nuove tecniche, le moderne tecniche di recupero e di risanamento oggi sono cambiate e dunque ci permettono di recuperare, parti anche di strutture in cemento armato di una volta incamiciandole in strutture nuove. E questo ci permette di tenere la struttura esistente. La Soprintendenza ha subito chiarito questo: non cambiano i volumi e non cambiano le superfici, non vogliono entrare in merito del numero di box o a come verrà suddiviso. Ci hanno chiesto di mettere, oltre alla Fontana del Corriga, un'opera d'arte in ceramica dalla parte verso via Mariano IV. Sulla copertura finanziaria abbiamo una capacità di indebitamento. Noi siamo convinti di potercela fare, sappiamo che sarà un sacrificio, però lo possiamo fare per un'opera così importante. Non vogliamo nascondere niente, ma vogliamo accelerare i tempi e mettere il primo mattone”.