Il Consiglio comunale di Oristano ha approvato il bilancio di previsione triennale 2026 -2028. L’approvazione è avvenuta con 13 voti a favore e 11 contrari.
Il documento è stato presentato in aula dall’Assessore al bilancio Simone Prevete: “Le manovre finanziarie nazionali degli ultimi anni hanno inciso in misura significativa sui bilanci degli enti locali, attraverso tagli ai trasferimenti ordinari e misure di contenimento della spesa corrente imposte dalla legge di bilancio statale. Tale tendenza rappresenta una criticità strutturale con la quale ogni ente locale è chiamato a confrontarsi. In questo scenario, il Comune di Oristano ha operato con l’obiettivo di mantenere integri i livelli di servizio alla cittadinanza, di preservare la solidità degli equilibri finanziari e di programmare investimenti coerenti con le risorse disponibili. Il Bilancio è stato elaborato in stretto raccordo con il Documento Unico di Programmazione 2026–2028, di cui costituisce la traduzione finanziaria: le scelte di allocazione delle risorse riflettono gli obiettivi strategici e operativi definiti nella sezione strategica e nella sezione operativa del DUP, garantendo la coerenza programmatica dell’azione amministrativa. Il Rendiconto 2024 certifica una situazione finanziaria positiva che richiede, tuttavia, una lettura analitica per essere correttamente valutata nella sua effettiva portata. Il risultato di amministrazione è positivo per oltre 20,4 milioni di euro. Si tratta di un dato rilevante, che non si presta, tuttavia, a una lettura immediata: occorre scomporlo nelle sue componenti per apprezzarne il reale significato. Di tale importo, quasi 12 milioni di euro sono accantonati nel fondo crediti di dubbia esigibilità, risorse che sono destinate a coprire i crediti di incerto realizzo: dalle sanzioni amministrative non incassate alle entrate tributarie contestate. Non si tratta di risorse perdute, bensì di fondi cautelativamente preservati a garanzia degli equilibri futuri. Ulteriori 8,1 milioni di euro costituiscono fondi vincolati per legge o derivanti da trasferimenti finalizzati. Con riferimento al quadro delle entrate per il 2026, le previsioni di competenza ammontano complessivamente a 147,4 milioni di euro. L’autonomia tributaria si attesta su livelli stabili, con entrate tributarie stimate a 17,8 milioni di euro. Le principali voci sono rappresentate dall’IMU (7,8 milioni di euro); dall’addizionale IRPEF (3,3 milioni di euro), con conferma della soglia di esenzione per i redditi fino a 10.000 euro in applicazione del principio di equità fiscale, dalla TARI (5,9 milioni di euro), con integrale copertura del costo del servizio di gestione dei rifiuti. Sul versante del debito, il percorso di riduzione prosegue con regolarità. Per il 2026, la spesa complessiva per quota capitale e interessi ammonta a 2,28 milioni di euro. L’incidenza degli interessi passivi sulle entrate correnti si attesta all’1,11%, valore ampiamente al di sotto del limite normativo del 10% e significativamente inferiore alla media dei comuni di analogo profilo demografico”.
“La qualità di un bilancio di previsione si valuta alla luce delle priorità che esprime e della coerenza tra gli obiettivi e le risorse allocate – ha proseguito l’Assessore Prevete che ha quindi descritto le varie missioni del bilancio -. La Missione 12 — Diritti sociali, politiche sociali e famiglia — assorbe 19,5 milioni di euro, configurandosi come la voce di maggior peso nell’ambito della spesa corrente. Il welfare non è considerato da questa Amministrazione come una componente accessoria dell’azione pubblica, ma come un fattore essenziale di coesione sociale e di sviluppo del territorio. All’interno di tale stanziamento segnalo: 2 milioni di euro per i servizi a favore dell’infanzia e dei minori; oltre 6,2 milioni di euro per i servizi destinati alle persone con disabilità, in attuazione del principio di inclusione sociale; 2,1 milioni di euro per il sostegno alle famiglie; 377.000 euro per i servizi agli anziani. Alla Missione 4 - Istruzione e diritto allo studio - sono destinati 1,97 milioni di euro, di cui oltre 1,5 milioni ai servizi ausiliari — refezione scolastica e trasporto — con tariffe mantenute su livelli accessibili nonostante le pressioni inflazionistiche. Una scelta non scontata nell’attuale contesto economico, che rappresenta una concreta misura di sostegno alle famiglie con figli in età scolare. Alla Missione 5 – Tutela e valorizzazione dei beni culturali - sono stanziati 1,77 milioni di euro. La cultura è un fattore strutturale di coesione sociale e di sviluppo economico territoriale: ogni euro investito in cultura genera effetti moltiplicativi sull’economia locale. Il sostegno alla Scuola Civica di Musica, al sistema museale e alla valorizzazione del patrimonio storico-architettonico risponde a questa visione. Alla Missione 6 – Sport e Giovani - sono destinati oltre 323.000 euro di spesa corrente per la gestione degli impianti sportivi. La copertura dei costi mediante entrate proprie ha raggiunto il 49,27%, prossimo alla parità: un risultato di efficienza gestionale che colloca il Comune su un profilo comparabile con quello dei più virtuosi enti locali di analoghe dimensioni. La Missione 9 – Gestione del territorio e dell’ambiente - vale 9,1 milioni di euro, di cui 6,7 milioni per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Dal 2024 è operativa la TARI puntuale, che commisura la tariffa ai rifiuti effettivamente prodotti da ciascun utente, in applicazione del principio “chi inquina paga”. Il sistema incentiva comportamenti virtuosi e garantisce una distribuzione del carico fiscale più equa ed efficiente. La Missione 3 – Sicurezza Urbana - stanzia 2,47 milioni di euro, con priorità alla Polizia Locale e al potenziamento della rete di videosorveglianza. La sicurezza urbana è una condizione necessaria per la qualità della vita e per l’attrattività del territorio. La Missione 1 – Funzioni generali di amministrazione - assorbe 15,9 milioni di euro, inclusi circa 10,4 milioni per il personale. Questa voce riflette il costo strutturale necessario all’erogazione dei servizi comunali. La gestione del personale avviene nel rispetto dei vincoli normativi in materia di contenimento della spesa, con attenzione al piano delle assunzioni necessario per garantire la continuità e la qualità dei servizi”.
“Per il 2026, il totale degli investimenti in conto capitale ammonta a 10,7 milioni di euro – ha aggiunto l’Assessore -. Tra gli interventi più significativi: il completamento della ristrutturazione del Mercato civico di via Mazzini (1,5 milioni di euro); il potenziamento della viabilità sulla circonvallazione tratto nord (750.000 euro); gli interventi di adeguamento sismico e di sicurezza nelle scuole “Sacro Cuore” (961.000 euro) e “Grazia Deledda” (634.000 euro); il restauro dell’immobile “La Maddalena” a Silì (451.000 euro). Una quota significativa risulta cofinanziata con risorse del PNRR. Il Collegio dei Revisori dei Conti ha attestato la piena capacità da parte dell’ente di monitoraggio degli interventi PNRR e il rispetto dei cronoprogrammi previsti. Nessuna risorsa è andata perduta. Il bilancio pluriennale evidenzia, per il 2027, un significativo potenziamento del piano degli investimenti, con oltre 20 milioni di euro destinati al settore del turismo e 7 milioni alla cultura. Previsioni che delineano una traiettoria strategica di medio termine in coerenza con le linee programmatiche di mandato”.
L’Assessore ha poi approfondito il tema delle tariffe: “Le tariffe dei servizi sono state mantenute su livelli sostenibili, con una modulazione dell’accesso mediante ISEE a favore dei nuclei familiari con minore capacità contributiva. La refezione scolastica è gratuita per ISEE fino a 5.000 euro; il trasporto scolastico è gratuito fino a 3.500 euro; i musei sono ad ingresso libero per i residenti con ISEE inferiore a 18.000 euro. Queste misure danno attuazione concreta al principio costituzionale di uguaglianza sostanziale, traducendo in atti amministrativi concreti il diritto di accesso ai servizi pubblici indipendentemente dalla condizione economica. Un nucleo familiare con figli in età scolare accede a una refezione tariffata in proporzione al reddito, a un servizio di trasporto scolastico efficiente e a impianti sportivi comunali gestiti con criteri di efficienza”.
“Con il bilancio di previsione 2026/2028, abbiamo operato scelte precise e verificabili: la priorità al sostegno delle categorie più vulnerabili della popolazione; l’investimento nella cultura, nell’istruzione e nello sport come fattori di coesione e di sviluppo; il rigore nella gestione delle risorse, nel rispetto dei principi di trasparenza, legalità e sostenibilità intergenerazionale; l’equilibrio tra il soddisfacimento delle esigenze immediate e la programmazione degli investimenti strutturali – ha concluso l’Assessore Prevete -. Tali scelte sono state compiute in un contesto segnato dalla contrazione dei trasferimenti statali agli enti locali, dalle pressioni inflazionistiche sui costi dei servizi e dalle sfide strutturali che caratterizzano la finanza degli enti locali italiani in questa fase. Il Comune di Oristano, in questo contesto, presenta un quadro finanziario solido, una programmazione pluriennale coerente con le risorse disponibili e un metodo di gestione rigoroso, attestato dal parere favorevole dell’organo di revisione. Il Rendiconto 2024 attesta la solidità delle basi finanziarie. Il Bilancio di Previsione 2026–2028 definisce con chiarezza la direzione programmatica. Il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti certifica la correttezza del metodo. Questi tre elementi costituiscono la base su cui il Consiglio Comunale è chiamato a esprimere il proprio voto”.
Davide Tatti (Presidente Commissione Bilancio – Psdaz): “Partendo dal consuntivo del 2025, anno in cui abbiamo certificato circa 162 milioni e 400 mila euro, è stato costruito il bilancio di previsione, cercando una sintesi tra le varie voci, con l’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio — obbligatorio — e, allo stesso tempo, di reperire quante più risorse possibili per aumentare le entrate. In commissione siamo partiti da un dato certo: il fondo unico che è stato ridotto e non si sa ancora quando la Regione provvederà a reintegrare le risorse che, ad oggi, non sono state inserite in bilancio. Il fondo unico è passato da 7.652.000 euro a 6.784.000 euro, con un decremento di quasi 800.000 euro. In attesa di un eventuale riallineamento attraverso il bilancio regionale, si è cercato di trovare soluzioni per compensare questo mancato introito. Sono stati quindi effettuati tagli in alcuni settori, mentre in altri non era possibile intervenire ulteriormente. Per quanto riguarda le entrate, alcune voci — come l’IMU — non sono state aumentate. Tuttavia, su altre si è dovuto intervenire con aumenti proporzionati e a scaglioni. Tra queste: l’imposta di soggiorno, le tariffe della mensa, il trasporto scolastico, i servizi cimiteriali, la COSAP e il CUP. Questi interventi incidono inevitabilmente sulla percezione dei cittadini, ma in assenza di risorse sufficienti si è spesso costretti a operare piccoli aggiustamenti. Un esempio è l’imposta di soggiorno, che dovrebbe contribuire a incrementare le risorse destinate al turismo. Un settore che, pur essendo ancora limitato, sta crescendo. Successivamente, abbiamo chiesto ai dirigenti di verificare le esigenze dei rispettivi servizi. Si è parlato anche del personale: sono previsti stanziamenti per circa 175.000 euro, a cui si aggiungono circa 922.000 euro destinati al fondo per le indennità accessorie. È un tema delicato, perché il personale degli enti locali — non solo a Oristano — non è soddisfatto delle retribuzioni. Di recente si è parlato a livello regionale del comparto unico: auspichiamo che si arrivi a una soluzione che consenta sia nuove assunzioni, necessarie per l’amministrazione, sia di trattenere il personale attuale, evitando mobilità verso altri enti. Il voto finale in commissione è stato: due favorevoli e due non partecipanti al voto”.
Umberto Marcoli (Alternativa sarda Progetto Sardegna): “Oggi siamo chiamati a discutere il bilancio di previsione e io, consapevolmente, scelgo di non partire dai numeri. Perché i numeri, se non sono sostenuti da una visione, restano esercizio contabile. E una città non si amministra con la contabilità. Si amministra indicando una direzione. Il punto, allora, è uno solo — ed è politico: in questi quattro anni, questa direzione non si è mai vista. Oristano non è immobile. Oristano sta lentamente arretrando, mentre qui dentro si consumano equilibri fragili, ricomposizioni continue, dinamiche che hanno poco a che vedere con l’interesse generale. E c’è un elemento che oggi colpisce più di tutti, e che non possiamo ignorare. Chi ha governato per quattro anni accanto a questo Sindaco, oggi si presenta come il più severo degli oppositori. È un cambio di coscienza politica? Oppure, più semplicemente, è il riflesso di un assessorato perduto? Perché se la linea politica cambia con le deleghe, allora non siamo davanti a un confronto democratico. Siamo davanti a un adattamento. E nello stesso tempo si affaccia all’orizzonte una nuova maggioranza. Un partito che ieri era fuori, oggi torna ad essere indispensabile. Non per una visione nuova della città, ma perché — banalmente — non ci sono più i numeri. Si parla di un accordo sui programmi ed è giusto parlarne, ma la domanda politica vera è un’altra: quei programmi saranno rispettati? Oppure sono il prezzo necessario per garantire una stabilità che, nei fatti, non esiste più? Perché il tema, ormai, è evidente: non governare la città, ma tenere insieme una maggioranza che si scompone e si ricompone in funzione delle convenienze. Una maggioranza variabile. Una maggioranza negoziata giorno per giorno. Una maggioranza che cambia pelle con troppa facilità. Dove chi ieri attaccava oggi difende, e chi ieri governava oggi si riscopre opposizione. Questo non è fisiologico. Questo è trasformismo. E mentre la politica si muove così, le decisioni vere si spostano altrove. Fuori da quest’aula. Il caso del mercato civico di via Mazzini è emblematico. Un’opera strategica, identitaria. E noi, consiglieri comunali, ne veniamo a conoscenza dalla stampa. Apprendiamo di una realizzazione per stralci, senza un disegno complessivo condiviso. E allora la domanda non è tecnica, è istituzionale. Questa è amministrazione o è improvvisazione? Questo è rispetto dei ruoli o gestione ristretta del potere? Perché il punto non è il progetto, è il metodo. E il metodo, ormai, è chiaro: decidere senza condividere”.
La conclusione di Marcoli è che “… manca una visione, una programmazione, una guida riconoscibile. E quando mancano queste tre cose, un’amministrazione smette di essere tale e diventa un equilibrio provvisorio. Lo dico senza alcuna soddisfazione polemica, ma con rispetto per la città: in una situazione come questa, la continuità amministrativa non è sempre un valore in sé. Perché tra una gestione incerta e una fase di chiarezza, a volte la seconda restituisce più dignità alle istituzioni. Oristano non ha bisogno di galleggiare. Ha bisogno di una direzione. E questo, oggi, è il vero tema politico di questo bilancio. Non i numeri. La loro assenza di senso”.
Francesco Federico (Oristano democratica e possibile): “Faccio solo un accenno alla crisi politica. Si tratta ormai di una crisi strutturale, perenne, che accompagna questa amministrazione fin dal suo insediamento. Ne abbiamo già parlato in passato e sono convinto che nei prossimi dodici mesi torneremo ancora a commentare nuovi momenti di difficoltà. L’ultimo contrasto interno alla maggioranza ha avuto conseguenze concrete sulla città, causando tre mesi di esercizio provvisorio, con evidenti ricadute negative. Ma l’aspetto che emerge con maggiore chiarezza anche da questo penultimo bilancio di previsione è la continuità politica con l’amministrazione precedente. Una continuità che governa Oristano ormai da nove anni e che si manifesta, in modo evidente, nella propensione ad aumentare imposte e tributi a carico dei cittadini. Come ha correttamente evidenziato anche il Presidente della Commissione, si registrano aumenti in diversi ambiti: trasporto scolastico, concessione dei loculi, servizi cimiteriali, COSAP e servizio mensa. A questo si aggiunge, in piena continuità con il passato, l’aumento dell’imposta di soggiorno approvato appena due mesi fa per il 2026: un incremento del 50%. Questa imposta, introdotta nel 2019 su proposta dell’allora assessore al bilancio Massimiliano Sanna, oggi sindaco, prevedeva inizialmente un gettito di circa 200.000 euro annui. Con la recente delibera, la pressione fiscale aumenta di ulteriori 100.000 euro. È opportuno ricordare che, al momento della sua introduzione, era stato assunto l’impegno di destinare tali risorse al turismo, al sostegno delle strutture ricettive, alla manutenzione e valorizzazione dei beni culturali e ambientali, e ai servizi pubblici locali collegati. Era stato inoltre promesso un rendiconto pubblico annuale sull’utilizzo di queste risorse. Impegno mai mantenuto”.
“È evidente: promettere è stato il vostro punto di forza, rispettare gli impegni una delle principali debolezze – ha proseguito Federico -. E non è solo la tassa di soggiorno a dimostrare questa tendenza. Va ricordato anche il raddoppio dell’addizionale IRPEF, deciso senza criteri di progressività, che ha comportato un aumento del prelievo fiscale di circa 1 milione e 400 mila euro annui. Eppure, a fronte di un avanzo di amministrazione di un milione e mezzo registrato lo scorso anno, non si è intervenuti per rivedere le aliquote. Qualcuno dirà che si trattava dell’amministrazione precedente. Ma questo vale solo in minima parte, perché l’attuale maggioranza rappresenta una chiara continuità politica con quella passata, come dimostrano i nomi e la composizione degli organi amministrativi. Anche la cosiddetta TARI puntuale, introdotta due anni fa, non ha prodotto benefici reali per la maggior parte dei cittadini. Anzi, molte attività economiche hanno subito un aggravio. Si continua quindi ad aumentare imposte e tributi, senza individuare reali forme di autofinanziamento. Un esempio è quello del servizio dei parcheggi a pagamento: nel 2020 era stata proposta una gestione diretta tramite la società in house del Comune, soluzione che avrebbe garantito maggiore flessibilità e nuove entrate. Dopo un confronto inizialmente positivo, la maggioranza ha però chiuso senza fornire spiegazioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un servizio non adeguato e nessun beneficio per le casse comunali. Anzi, recentemente il Comune ha richiesto al gestore 120.000 euro, segno di una gestione problematica su cui sarebbe opportuno fare chiarezza. Auspichiamo che il prossimo bando consenta una gestione più attenta e, possibilmente, diretta. Altro tema critico: la ZTL. Sono stati acquistati varchi elettronici per 140.000 euro prima ancora dell’autorizzazione ministeriale. Una cifra appena sotto la soglia per l’obbligo di gara, consentendo così un affidamento diretto. Oggi, alla luce delle difficoltà emerse, si tratta di una spesa che appare inutile e sulla quale sarà necessario fare chiarezza. Sul mercato civico, nonostante i proclami, è evidente che anche questa amministrazione non è riuscita a dare risposte. Si continua a spendere circa 100.000 euro l’anno per l’affitto di una struttura poco adeguata. Per quanto riguarda il porticciolo di Torre Grande, si registrano oltre due anni di ritardo nei lavori, tensioni tra gestore e utenti e un’assenza costante del Comune, nonostante l’importanza strategica dell’infrastruttura. Forse un cambio di passo potrà arrivare con il nuovo bando previsto per il prossimo anno. Infine, il fondo crediti di dubbia esigibilità: per il 2026 si prevede un accantonamento di circa 2 milioni e 400 mila euro, mentre il totale accantonato ha raggiunto quasi 14 milioni e mezzo. Si tratta di risorse bloccate, pari a circa il 10% del bilancio, che limitano fortemente la capacità operativa dell’ente. Chiudo con un cenno alle alienazioni del patrimonio comunale. Quanto accaduto in passato è stato imbarazzante per tutti. Per questo continueremo a vigilare affinché ogni futura operazione sia caratterizzata da massima trasparenza. Ricordate: si tratta di beni che non appartengono a voi, ma all’intera comunità oristanese”.
Francesca Marchi (Sinistra Futura): “Oggi, dopo quasi tre mesi di esercizio provvisorio, in questa aula discutiamo, uno degli atti politici e amministrativi più importanti dell’amministrazione di una città. Lo facciamo al termine (forse) dell’ennesimo atto di una sceneggiata che gli oristanesi conoscono ormai a memoria. I partiti della maggioranza fanno mancare i numeri, il Sindaco azzera la Giunta, i partiti si barricano e arrabattano per trattare un centimetro di delega in più, e intanto la città resta a guardare, immobile, mentre sprofonda sempre più in basso. E come ogni volta con questa amministrazione si finisce con una rappresentazione degna di entrare tra i più fulgidi esempi di gattopardismo “si cambia tutto per non cambiare nulla”. Si rimescolano i nomi, si spostano le poltrone, si annunciano "fasi nuove" che hanno il sapore stantio di vecchie promesse mai mantenute. Anche se, la cosa più inaccettabile, quella che oggi offende l’intelligenza della nostra comunità, non è solo l’incapacità amministrativa: è il tentativo da parte di chi fa o faceva parte della maggioranza di rifarsi una verginità politica. Sentiamo in questi giorni parole di chi sembra appena atterrato da un altro pianeta. Si criticano i ritardi, si denunciano le inefficienze, si parla di "cambio di passo" come se negli ultimi quattro anni a Palazzo degli Scolopi ci fosse stato qualcun altro. La domanda sorge spontanea dove eravate in questi anni? Eravate seduti in quelle stesse commissioni, in quella stessa Giunta, a votare quegli stessi provvedimenti che oggi rinnegate. Cercate una "nuova verginità" scaricando le colpe sul collega di banco o sul Sindaco, sperando che i cittadini dimentichino che i disastri di questa amministrazione portano la firma di tutta la vostra coalizione. Nessuno di voi è innocente, nessuno di voi è degno di lanciare anche solo un granello di sabbia. E se pensate che queste siano solo critiche politiche strumentali, guardatevi attorno e guardate i dati: l’Antiquarium Arborense è chiuso da anni e sottratto ai cittadini e ai turisti; la programmazione turistica è inesistente anche nel 2026, si vive di improvvisazione e non si riesce a valorizzare le nostre risorse se non con eventi spot senza una visione d'insieme. Nel frattempo i nostri vicini di casa festeggiano il traguardo storico di aver superato il capoluogo con gli incassi della tassa di soggiorno. Tema bandi: i bandi per l’area grandi eventi e per l’area camper non pervenuti, mentre quelli per la gestione del Teatro e degli impianti sportivi di Torangius sono andati deserti. Tutti segnali evidenti che questa amministrazione non è attrattiva, non riesce a costruire bandi sostenibili e sta lasciando interi quartieri senza presidi sociali e sportivi. E poi, altre notizie, di cui ovviamente non siete voi gli unici colpevoli ma che avete contribuito ad alimentare in questi quasi dieci anni di governo della città: a Oristano in 13 anni ha chiuso quasi un terzo dei negozi, rendendo la nostra città ufficialmente la maglia nera della Sardegna: un deserto commerciale che state alimentando con la vostra inerzia. Ma il dato più doloroso, quello che segna la fine di un'epoca, è il crollo demografico: Oristano è ufficialmente scesa sotto i 30.000 abitanti. La gente scappa, i giovani se ne vanno perché questa città non offre più un futuro, non offre servizi, non offre speranza. State governando un guscio vuoto e la vostra unica preoccupazione è decidere chi deve sedersi in quale assessorato. Il fatto che oggi siate tutti qui non rende meno fallimentare la vostra esperienza al governo della nostra città, e oggi infatti discutiamo un bilancio di previsione che non è esente dagli evidenti problemi dati dalla vostra instabilità politica. Leggendo la proposta di Bilancio ma leggendo, soprattutto, il parere dei Revisori dei Conti ciò che emerge non è un progetto per la città, ma un documento compilativo, lacunoso e, in alcuni punti, tecnicamente preoccupante. I Revisori hanno espresso un parere favorevole, è vero, ma le loro "raccomandazioni" suonano come veri e propri campanelli d’allarme. I Revisori ci dicono che l'Ente non ha rispettato i termini di legge per l'adozione degli strumenti di programmazione. E questo non è un semplice cavillo burocratico: la programmazione tardiva impedisce al Consiglio e ai cittadini di valutare correttamente come verranno spese le risorse. I Revisori vi stanno dicendo quello che noi ripetiamo da anni e che voi continuate a negare, non avete messo in atto nessuna programmazione concreta, forse perché troppo impegnati a litigare continuamente tra di voi. Altro punto: non è stato redatto il Programma annuale degli incarichi e delle collaborazioni. Un altro punto preoccupante è la gestione del Fondo pluriennale vincolato. I Revisori rilevano che nelle previsioni 2026-2028 non risulta stanziata alcuna somma a titolo di Fondo Pluriennale Vincolato. Le opere che sbandierate nei comunicati stampa sono, dal punto di vista contabile, in un limbo pericoloso. La vostra non è programmazione, è gestione della cosa pubblica giorno per giorno. Parliamo poi della Nota Integrativa, documento che dovrebbe "integrare" e spiegare le cifre, eppure gli stessi Revisori chiedono un "maggiore dettaglio descrittivo e numerico". Così com'è, la Nota non permette di comprendere pienamente le scelte strategiche da parte di terzi e quindi anche di questo Consiglio. I dati ci danno una visione ancora più drammatica della situazione: la Nota evidenzia una dipendenza cronica dai trasferimenti, ma quando guardiamo alle entrate proprie, notiamo una falla nella gestione dei crediti. Per quanto riguarda poi i proventi dei servizi pubblici e il Canone Unico, i Revisori segnalano il mancato accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità. E lo stessi Collegio dei Revisori dice chiaramente che l'Ente deve provvedere a una "maggiore trasparenza". Quando un organo tecnico usa parole come "facilitare la comprensione del Bilancio anche ai terzi", vi sta dicendo che questo è un documento fumoso e approssimativo. Mentre i Revisori chiedono trasparenza e rigore, voi siete impegnati in una guerra di posizionamento che paralizza l'azione amministrativa”.
“Questo bilancio di previsione e tutto il travagliato percorso che ha portato alla sua discussione non è l'espressione di una visione per Oristano – ha concluso Francesca Marchi -. Manca un anno alle prossime elezioni amministrative, questo è il bilancio di previsione del vostro ultimo anno di governo di questa città, state tracciando la strada e lasciando colpevolmente a chi amministrerà dopo di voi un terreno inaridito da anni di liti, mancanza di prospettiva e programmazione. Io penso che in queste settimane sia andato in scena uno spettacolo indegno non solo per Oristano ma per qualsiasi città, uno spettacolo vergognoso e indecoroso per chiunque faccia o ambisca a fare politica e questi tre mesi di esercizio provvisorio, questo bilancio di previsione e la sua mancanza di trasparenza e rigore sono simboli del vostro modo di amministrare. Vi abbiamo spesso detto che Oristano merita di più, a questo punto non è questione di merito, è questione di necessità: Oristano ha bisogno di visione e prospettiva. Oristano ha bisogno di quel rispetto che voi da troppo tempo dimostrate di non avere. Oristano ha bisogno di più”.
Carla Della Volpe (PD): “Siamo al terzo mese di esercizio provvisorio, con una gestione finanziaria limitata per e molti capitoli di spesa risultano bloccati. Il Comune non sta programmando il futuro, sta solo pagando le bollette. Mentre voi continuate a cercate faticosamente una sintesi tra i vostri equilibri di potere, Oristano continua a perdere treni fondamentali, inclusi quelli legati ai bandi che richiedono dinamismo e certezze contabili. Nel merito del documento, sottolineo alcune questioni che l’Organo di controllo mette in evidenza: sono dirimenti e non possono essere confinate a mere valutazioni tecniche, anzi credo siano emblematiche di questa amministrazione. La prima è che la nota integrativa non fornisce un’illustrazione delle entrate e delle spese. La Nota integrativa è il documento che dovrebbe spiegare il perché si sono fatte determinate previsioni, determinate spese, determinati accantonamenti. Dovrebbe illustrare e analizzare nel dettaglio le voci del bilancio di previsione, fornire una spiegazione qualitativa, tecnica, politica, delle scelte finanziarie. Se la andate a vedere è una Nota Integrativa che non spiega nulla. Sembra quasi fatta apposta per non far comprendere al lettore le scelte che stanno dietro ai numeri. Questo è un problema di trasparenza, è anche un problema di controllo, infatti l’Organo lo sottolinea. Ma è anche un problema politico grande come una casa. Un altro problema sottolineato dall’Organo di controllo è che il Fondo rischi per spese potenziali non prevede un accantonamento per rischi potenziali per le cause legali in corso. Peraltro, questa criticità era già stata sollevata in sede di bilancio consuntivo. Rilievo ignorato. Ciò significa che eventuali soccombenze legali future non sono coperte. L’assenza di accantonamento altera gli equilibri di bilancio. Questa è un rischio molto molto serio, che dovrà essere affrontato dall’amministrazione che verrà. Infine evidenzio che un fondo crediti di dubbia esigibilità così elevato significa che una grossa parte delle entrate previste non viene incassata. Cioè il bilancio prevede entrate che l’ente sa di non riuscire a riscuotere integralmente, tanto da dover accantonare somme molto elevate nel Fondo crediti di dubbia esigibilità. Questa non è prudenza contabile, è il segnale di una difficoltà strutturale nella capacità di incasso. E quindi torno al punto iniziale, se la Nota integrativa non spiega queste cose, cioè ad esempio perché il Fondo Crediti di dubbia esigibilità è così alto, manca uno degli elementi più importanti di trasparenza del bilancio. Non c’è né programmazione né pianificazione, si lavora sulla base del consuntivo dello scorso anno e questo è certificato dal bilancio. Non c’è un’idea nuova, non c’è una sfida vinta, non c’è un progetto che veda la luce in questo esercizio”.
“Nella scorsa seduta vi avevamo chiesto un atto di responsabilità di fronte ai cittadini, una presa d’atto con un voto alla luce del sole – ha proseguito -. Avete invece scelto di continuare a trascinarvi pur consapevoli che questa esperienza si è ormai conclusa miseramente. Il sindaco si è limitato oggi ad una scarna comunicazione sulla revoca degli incarichi assessoriali e sulla nuova composizione della Giunta, senza entrare nel merito delle motivazioni politiche. Nella discussione sulla crisi dell’ultimo consiglio comunale il Sindaco ha fatto riferimento al coraggio delle scelte. In particolare ha citato Ztl e Dehors affermando “le cose vanno fatte nel miglior modo possibile, questa amministrazione si è presa la responsabilità di fare, nel bene e nel male. Questo è coraggio”. Poi invece ha mandato a casa l’Assessore primo responsabile di queste scelte e aperto le porte in maggioranza ai primi critici di ztl e regolamento dehors. A prescindere dal merito, è vero, un’amministrazione deve avere il coraggio di portare avanti le proprie idee secondo la propria visione di città. L’abbiamo richiamato tante volte. Ma non erano quelle le scelte coraggiose che l’amministrazione stava portando avanti signor sindaco? Abbiamo avuto ragione in tutti questi anni nei quali abbiamo denunciato una mancanza di visione e di linea coerente di questa amministrazione. Non si aspira a cambiare le cose, ma ad un’ordinaria amministrazione caratterizzata per lunghi tratti da una vera e propria paralisi amministrativa grave e ad una situazione dove una volta eletti si rappresenta solo se stessi. Qui si è andati ben oltre. Non solo oltre la buona politica ma oltre l’etica pubblica. Perché la politica dovrebbe sempre avere anche una valenza educativa. Penso che un anno di commissariamento non sarebbe stato un fallimento, sarebbe un atto di ossigenazione per una comunità e per una democrazia per troppo tempo mortificata. Signor sindaco, avrebbe dovuto avere il coraggio di dire basta invece di ad accanirsi per un altro anno su un’amministrazione morta. Diceva Antonio Gramsci “odio gli indifferenti”. Ecco, oggi ci troviamo ad un bivio dove il silenzio e l'ignavia di chi resta a guardare diventano i migliori alleati del declino. Perché la responsabilità non è solo di chi guida, è anche di chi sostiene questo fallimento. E credo che sia responsabilità oggi più che mai di chi sta seduto sui banchi della minoranza certamente ma di tutti coloro che hanno a cuore questa città di farsi avanti per riportare non solo una buona amministrazione ma dignità alla politica, etica nei comportamenti in un momento che richiede visione, innovazione, competenze e capacità di fare rete con gli altri. Fare sistema sarà l'unico modo per raccogliere le macerie di questa amministrazione e ridare futuro alla nostra comunità”.
Giuliano Uras (Oristano al centro) dopo aver condiviso in pieno l’intervento di Carla della Volpe si è detto perplesso sulla posizione espressa da qualche consigliere della minoranza “… che sembra sentirsi minacciato. Non si capisce da cosa. È successo con Marcoli, è successo con Francesca Marchi. Ma da cosa vi sentite minacciati? Qual è il problema nel ruolo che ciascuno di noi esercita, alla luce del sole, parlando con i cittadini, con la stampa e in quest’aula? Ci si sente minacciati perché non si ha avuto la stessa prontezza nel presentare certe interpellanze? Non credo. Allora qual è il problema? Chi vi ha insegnato che per fare politica serva una “nuova verginità”? Chi pensa che la politica si faccia attraverso canali preferenziali, per amicizie o conoscenze personali, sbaglia. La politica è in divenire: non è una divisione statica tra destra e sinistra, ma un insieme di decisioni — a volte coraggiose, a volte sbagliate, a volte arroganti — che però restano decisioni politiche. Non saper distinguere, o non volerlo fare, rende complici. Oggi è stata presentata una nuova giunta. Ma quanto è davvero nuova? Nuova negli uomini? No. C’è stata una sostituzione di alto profilo, certo, ma manca ancora un assessore. E dalle deleghe si capisce che c’è un assessorato — viabilità, traffico, energia, patrimonio, urbanistica — che concentra gran parte della programmazione dell’ente. E allora davvero si pensa che il sindaco, che già fatica a fare il sindaco, possa fare bene anche l’assessore all’urbanistica? Ho sentito attribuire responsabilità economiche a un assessore, senza neanche conoscere i meccanismi con cui vengono adottate le delibere. Quella giunta — quasi tutta — ha votato due volte le delibere sulla ZTL. C’è chi si fa un’idea della città basandosi sui social, ma la realtà è ben diversa. E lo dico chiaramente: i miei interlocutori amministrativi siete voi, ma non siete i miei interlocutori politici. Noi parleremo direttamente alla città. Vogliamo capire dove si è interrotto il rapporto con i cittadini. E no, non è vero che certe cose non si sapevano: noi le abbiamo sempre portate dentro la maggioranza, anche andando controcorrente, anche in aula. Se sono convinto di una cosa, la dico. Sempre. Sono stati rimossi assessori tra i più attivi. Carmen, a volte, veniva persino frenata perché troppo operativa. Ivano Cuccu, magari non simpatico a tutti — ma la simpatia non è un requisito politico — è stato tra i più efficienti. Potrei elencare, e lo farò, tutte le cose realizzate. E allora perché sono stati allontanati? Perché tre consiglieri hanno deciso così? Magari gli stessi che poi, quando avevano bisogno, andavano a chiedere favori. Siamo al ridicolo. La politica non si fa come la state facendo oggi, né in maggioranza né in parte della minoranza. Si fa dialogando, fissando obiettivi e discutendo su quelli, non inseguendo il contingente. Perché chi rincorre il contingente è già in ritardo. E veniamo al bilancio. Un bilancio chiuso in grave ritardo, non perché mancassero i numeri, ma perché c’erano già segnali di possibile dissesto. E allora cosa si è fatto? Si sono aumentate le tariffe dei servizi a domanda individuale. Ma questi servizi sono migliorati? No, sono gli stessi, spesso di qualità discutibile, ma costano di più. Perché? Perché bisogna far quadrare i conti. Non sono state previste adeguatamente le risorse per gli anni successivi, creando il rischio di nuovi squilibri. In realtà lo si è fatto per necessità: altrimenti il bilancio non avrebbe retto. Nel frattempo si continua a spendere per interventi spesso inutili. C’è chi paga più del dovuto e chi paga meno, e questo non è né equo né sostenibile nel tempo. E non è nemmeno corretto continuare a far finta che il problema non esista. Perché la verità è che negli anni si è sempre rinviato. Si è evitato di prendere decisioni impopolari quando era il momento giusto per farlo, e oggi si scarica tutto in una volta sui cittadini. Questo non è governare: questo è inseguire le emergenze. E allora il tema vero non è soltanto il bilancio in sé, ma il metodo con cui si è arrivati a questo bilancio. Un metodo fatto di ritardi, di scelte obbligate e di poca visione. Perché se davvero ci fosse stata una visione, oggi non saremmo qui a discutere di aumenti generalizzati, di servizi che costano di più senza migliorare e di una struttura complessiva che fatica a reggere. La politica dovrebbe avere il coraggio di programmare, di guardare avanti, di distribuire i sacrifici in modo equo e sostenibile. Invece si continua a intervenire solo quando non c’è più alternativa. E questo, alla lunga, logora il rapporto con i cittadini. Perché i cittadini possono anche accettare sacrifici, ma vogliono capire il perché, vogliono vedere risultati, vogliono percepire che c’è una direzione”.
“Io sono presidente di una commissione lavori pubblici, è una delle più produttive, ha lavorato tantissimo – ha proseguito Uras -. Abbiamo stimolato, abbiamo dato suggerimenti, abbiamo chiesto anche in fase di conclusione di progetti, di modificare parte dei progetti perché non erano rispondenti alle esigenze della città, per non trovarci strutture che poi tutti critichiamo, nessuno utilizza, nessuno ama. Sono stato ascoltato? No, ma io l'ho fatto in maggioranza. Spesso non l'ha fatto l'opposizione, che pure in quella commissione c'era. Io faccio parte della commissione bilancio, il presidente mi è testimone. Le domande più scabrose le abbiamo sempre fatte noi della maggioranza. E qualche volta, benché noi abbiamo votato a favore del bilancio, i più critici siamo sempre stati noi. La coscienza non è in vendita, ma neanche la dignità è in vendita. Mi è stato chiesto: ma dai, dammi un altro nome, entra tu a fare l'assessore. Mi è stato chiesto fino all'ultimo momento. Quindi il mio problema non è trovare spazio in questa maggioranza. Se io avessi resistito, non sarebbero entrati i panchinari. Entrano i panchinari perché io ho una dignità da salvaguardare e non voglio stare qui dentro, non voglio stare più con questi amici, tra virgolette, perché non sono amici, perché non hanno, hanno infranto anche il più banale tabù. Quello di non entrare a discutere a livello personale in casa d'altri. Ma ve lo immaginate se un domani qualcuno dica: «No, mi va molto bene il PD, però non mettete il segretario a fare l'assessore perché non lo vogliamo». E siccome non lo vogliamo, non entriamo a votare i bilanci. Questo si chiama ricatto. Il Sindaco si lamentava che gli tiravano la giacca da tutte le parti. Vorrei capire se ci dice in qualche occasione in cui gliel'ho tirata io. Ma detto questo, dopo aver tirato la giacca, adesso la situazione è peggio, perché adesso c'è anche il collare col guinzaglio e la catena corta. Il sindaco è un uomo che ha la schiena dritta, una dignità, perché rappresenta dal primo all'ultimo cittadino e non rappresenta solo i suoi interessi personali, rappresenta questo. E non si piega a tutti i venti, perché piegandosi tutti i venti non si sa più da che direzione tirerà il prossimo vento, ed è terribile. Purtroppo questo sta succedendo. Se noi avessimo una qualità nell'amministrazione, se l'avessimo dimostrata in questi anni, Oristano in 4 anni avrebbe cominciato ad avere un volto diverso. Questo è un fallimento anche mio personale e me lo carico, non ho bisogno di rifarmi la verginità. In quel fallimento ci sono anch'io. C'ero fino a ieri, ma mi date il diritto di dire che da oggi non ci voglio più essere? O mi volete negare, per il nome di una chissà quale verginità, il diritto di essere diverso da quello che voi credete che io debba essere? Se tutti imparassimo a usare prima la dignità, il coraggio, la coerenza — termini oggi per alcuni di voi in disuso, anzi sconosciuti —, forse avremmo avuto un'amministrazione migliore. Lo dissi partecipando alla trattativa per la chiusura, per la prima volta nella storia di Oristano, di tutto il centrodestra unito, che una cosa era vincere e una cosa era governare. Noi stiamo già subendo i prodromi della campagna elettorale delle prossime amministrative. Questa è la coalizione che ha deciso di stare compatta, di fare al loro interno le loro valutazioni per avere di nuovo la possibilità di governare la città di Oristano. In quest'ultimo anno vogliamo fare che tutto quello che non siamo riusciti a fare perché c'era quello scocciatore di Giuliano, quell'incapace di Ivano Cuccu e magari Pisanu… adesso senza di noi faranno tutto meglio. Qualcuno sta interpretando a livello personalistico alcune interpellanze, ma sono tutte documentate. Io ringrazierò l'assessore quando arriveremo a quelle interpellanze, perché anche se scocciata, dispiaciuta, anche se attaccata quasi a livello personale per queste ripetute interpellanze su vari argomenti, si sta sforzando di rispondere e di risolvere alcuni di questi problemi. E se questo servisse moltiplicato per tutti gli assessori, allora avremo ottenuto comunque un risultato. Carmen Murru è andata via, non si offenda la nuova arrivata, ma non la vedo così tagliata e competente da conoscere i meccanismi. Vedremo chi sarà l'assessore all'urbanistica. È morto Portoghesi, peccato. Se no sarà uno come Portoghesi, un grande urbanista, forse il migliore del mondo. E allora vedrete che risolverà i problemi. Non parliamo e non fermiamoci alla stupidità della ZTL. Ogni volta che vado alle riunioni sulla ZTL, vanno sempre i soliti 10-12 persone, gente che non risiede nel centro storico. Ma i veri residenti nel centro storico, i veri abitanti nel centro storico, i veri cittadini che sono tutti che subiscono il centro storico, dove sono? Non ci sono, non hanno mai partecipato. Ma alla fine, quando si andrà a votare, voteranno solo quei 12 o voteranno tutti i cittadini di Oristano. Ve lo siete chiesti?”
Maria Obinu (Alternativa sarda Progetto Sardegna): “A me sembra che con gli interventi che si sono avvicendati in quest'aula, la politica, è un po', sia un po' uscita di scena. Abbiamo sentito di rimpasti in giunta dettati da interessi personali, di togliti tu che mi ci metto io, e di un'amministrazione che tutto sta facendo — e non sono parole mie — fuorché il bene della città. Io devo dire che questa consiliatura è iniziata in maniera anomala e si concluderà in maniera anomala. È iniziata, e di questo devo dargli atto Uras, con il consigliere Uras in minoranza, perché ci dobbiamo ricordare che non votò le dichiarazioni programmatiche del sindaco. Per questioni legate a uno scontento legato al congelamento dell'Assessore Cucu, non votò quelle dichiarazioni programmatiche e si astenne. E diciamo che ebbe una visione lunga, perché aveva capito evidentemente che quelle dichiarazioni programmatiche annunciavano un fallimento. Sindaco, mi dispiace, il fallimento è sotto gli occhi di tutti, è sotto gli occhi di tutti con questo bilancio. Sono stati aumentati tutti i servizi a domanda individuale che vanno a toccare il servizio dei trasporti dei bambini. Le scuole sono state chiuse nelle nostre frazioni, non perché ai cittadini di quelle frazioni piaceva chiudere quei servizi, ma perché in un'ottica di tagli sempre maggiore a livello centrale, a livello regionale, è stato chiesto di eliminare quei servizi nei centri più piccoli. E quindi si sono chiuse le elementari, via via le elementari, le materne nei centri più piccoli. Quindi le nostre frazioni hanno, hanno visto ridotti servizi. Il comune ha attivato un servizio di trasporto e noi oggi facciamo pagare quel trasporto per un servizio essenziale, quello della scuola. Quali altri servizi? Le ludoteche, che riguardano la possibilità di aggregazione sempre per i minori e per gli adolescenti. Quali altri servizi? La mensa scolastica, che deve essere pagata anche da quei cittadini che risiedono nei paesi limitrofi, dove le scuole non ci sono più e vengono a Oristano costretti a pagare di più, perché i fondi delle scuola noi li abbiamo dalla Regione solo per i nostri cittadini. Noi oggi stiamo tagliando servizi alle famiglie con una visione cieca. E poi ci chiediamo perché non si fanno i figli. Ma chi è che li fa i figli in queste condizioni? Un'amministrazione che vuole far crescere la nostra città non va a incrementare le spese per quel tipo di servizi, proprio perché ormai quegli utenti sono sempre meno”.
“Questo è un bilancio sgangherato che riflette la poca voglia che noto nell’Assessore nell'illustrazione del bilancio, nella sua poca convinzione, nel non metterci il minimo di passione quando presenta gli argomenti – ha terminato Maria Obinu -. Ci ha parlato di un finanziamento di 1 milione e mezzo di euro per il mercato. Un argomento trattato così come se fosse acqua fresca. Di questo mercato abbiamo parlato a più riprese, ma non da oggi. Non, non ho trovato un'anima in questo bilancio, che quindi ovviamente come gruppo consiliare di Alternativa Sarda Democratica Voteremo decisamente no”.
Sergio Locci (Aristanis): “Voglio semplicemente rappresentare il mio imbarazzo per le argomentazioni che si sono trattate. Soprattutto per circostanze che esulano anche dal compito che la maggioranza e soprattutto la giunta municipale avrebbero dovuto invece proporre. Ovvero un'attività virtuosa di una politica di governo per la nostra città. In questi anni abbiamo assistito a scenari che diventano veramente marginali per quello che è il significato della politica, perché hanno comportato evidenze personali. E l'azione della politica è stata posta in essere e ridotta a pura comparsa, perché superata forse da esigenze individuali che nell'ambito dei partiti di governo si sono manifestati. Non è la politica a cui io sono abituato. Ma devo prendere atto dello stato delle cose per senso di responsabilità anche se ho avallato, anche numericamente, scelte che ritenevo opportune per questa città”.
“L'assessore ha parlato di 12 milioni di euro, investimenti che mancano a questa città, che rimangono accantonati a futura memoria, immaginando però che queste possano essere certamente portate a risultato positivo e possano diventare un investimento – ha proseguito Locci -. Ma non è vero che la legge impone che ci debbano essere degli accantonamenti per i debiti di dubbia esigibilità. Ma perché si arriva a questo? Perché non si attua quel processo di accertamento che dà sicurezza alla riscossione che questa amministrazione deve fare? Di chi è la colpa di tutto questo? Non è la prima volta che io parlo di quelle che sono le criticità di un sistema con il quale l'amministrazione oggi quotidianamente si deve confrontare nella sede giudiziaria. Però vedo nel bilancio che si fa ancora una volta bandiera della lotta all'evasione”.
“Stiamo vivendo il contingente, ma qual è il futuro che vogliamo dare? Quello del nostro interesse individuale? Beh, facendo il nostro interesse individuale difficilmente riusciremo a fare l'interesse collettivo – ha detto ancora Locci -. Eh, è possibile però che dentro l'interesse collettivo ci possano essere anche i nostri interessi individuali. Io non so come voi avrete modo di governare e non mi permetto di essere giudice di nessuno perché ho difficoltà a essere anche giudice di me stesso. Però credetemi, i cittadini aspettano risposte. I cittadini oggi sono attenti. I cittadini oggi hanno strumenti con i quali la voce di uno diventa la voce di molti. Molto spesso non riusciamo a far comprendere quelle che sono le attività che qui vengono fatte, le difficoltà con le quali a volte si deve governare”.
“Signor sindaco – ha concluso -, io ho molto rispetto di ciascuno di voi, però non ho rispetto della vostra azione di governo, per cui vi annuncio anche già da ora che il mio voto sarà contrario all'approvazione di questo bilancio”.
Al Sindaco Massimiliano Sanna la conclusione del dibattito: “Ringrazio tutti gli interventi, costruttivi e non costruttivi. Mi sembrava di essere in tribunale. Qualcuno ha fatto il pubblico ministero, cercando di giudicare. Ma da che pulpito arriva la predica? Oggi qualcuno ha tolto la maschera, ma avrebbe dovuto farlo prima. Mi dispiace che avvenga dopo 4 anni, cambiando completamente atteggiamento nei confronti di una maggioranza composta da persone elette dai cittadini. Mi dispiace proprio perché fino a ieri questo sindaco era ritenuto molto capace da queste stesse persone, molto bravo, e poi improvvisamente, per le dinamiche politiche, tutto è improvvisamente cambiato. Prendo atto di questo atteggiamento, ma sono i cittadini che giudicheranno il comportamento di queste persone, anche con i loro atteggiamenti di critica pesante. Io ho il mio lavoro, lo faccio molto volentieri e non ho bisogno di fare il sindaco per sopravvivere. Questa è stata proprio una bassezza, che dimostra il livello di alcuni interventi”.
Il Sindaco Sanna ha ricordato il patto firmato con i cittadini, il programma elettorale che i cittadini hanno sposato: “Ci hanno votato per portare a termine quel programma elettorale. Io lo faccio in tutti i modi e le maniere, a differenza di altri che invece probabilmente, forse, volevano portare avanti altro e avevano altre esigenze. Quando parlano di interessi personali è gravissimo, perché qui stiamo amministrando il bene comune di tutti, non quello personale. Oggi si nega il patto con i cittadini ed è grave. A mio avviso chi prende una decisione di questo tipo e nega quel patto, deve prendere decisioni importanti davanti a tutti. Io quel patto lo sto rispettando, sto andando avanti e continuo ad amministrare per il bene della mia città. Lo faccio in maniera molto convinta, anche apportando quei correttivi che abbiamo apportato in 4 anni. Sono stati tanti, e mi dispiace, ma ho sempre detto che i correttivi politici li abbiamo apportati sempre e comunque, per rispetto e per portare avanti il programma e le linee programmatiche di mandato accettate da tutti. Tutto ciò che abbiamo fatto, a prescindere dalle difficoltà politiche, l'abbiamo fatto senza mai fermarci. Dal punto di vista amministrativo abbiamo fatto tantissimo. Non sto qui a elencare tutto ciò che abbiamo fatto in questi 4 anni per i beni di questa città, a partire dal Programma nazionale di ripresa e resilienza e dai tanti programmi e progetti che andavano portati a termine con delle scadenze precise e l'abbiamo fatto. Ma sono tantissime le iniziative realizzate e che nessuno ha mai fatto prima. Abbiamo ereditato tanti problemi e cito la discarica Paoli Matauri, la cui bonifica pesa per più di 4 milioni di euro da reperire. Ma non ci stiamo fermando qua e lo dimostrano i fondi che arriveranno a breve per la cultura e per l’ambiente”.
“Si è parlato tanto dell'aumento dei tributi – ha detto ancora il Sindaco -. Non li abbiamo aumentato in 4 anni, però alla fine ci siamo resi conto che i costi dei servizi sono elevatissimi e per far fronte ai costi dobbiamo apportare dei correttivi alle tariffe. Potrebbe essere anche impopolare un anno dalla fine della, del mandato elettorale farlo, ma l'abbiamo fatto perché purtroppo era una necessità. Era preferibile interrompere il servizio o adeguare quelle tariffe per poter correggere il tiro e per poter continuare a garantire un servizio essenziale? Si è parlato tanto di ludoteche, si è parlato tanto di, di mensa scolastica, di trasporto scolastico, e anche in questi casi i costi sono nel tempo sono aumentati notevolmente. Si è parlato di imposta di soggiorno, ma che paragone si può fare col Comune di Cabras, che ha tariffe più alte delle nostre? Si è puntato sull'attività dell'ufficio Tributi. Io ringrazio l'ufficio Tributi per il lavoro che fa anche sul contenzioso, e non mi permetto di dire che gli uffici non fanno quello che devono fare”.
La conclusione del Sindaco: “Continueremo su questa strada e se, come mi auguro, questa maggioranza sarà unita, lo spero perché sono convinto di questo, porteremo avanti ciò che abbiamo promesso ai nostri cittadini, con serietà, con dignità, a testa alta. L'ho fatto per il bene della mia città, continuerò a farlo. Ho un mandato e lo porterò avanti fino alla fine”.
Per dichiarazioni di voto sono intervenuti: Maria Obinu, Carla Della Volpe, Sergio Locci, Roberto Pisanu, Francesca Marchi, Francesco Federico, Umberto Marcoli, Giuliano Uras, Gianfranco Porcu, Giulia Solinas, Antonio Iatalese, Fulvio Deriu, Paolo Angioi e il Sindaco Sanna.
La seduta di ieri, che si era aperta con le comunicazioni del Sindaco in merito alla revoca degli incarichi assessoriali e relative deleghe al Vicesindaco e agli Assessori comunali e alla nomina della Giunta comunale e con la risposta ad alcune interrogazione e interpellanze, si è conclusa con l’approvazione con 13 voti a favore dell’aggiornamento delle “Linee Guida per la monetizzazione degli standard urbanistici” l’adeguamento del costo di monetizzazione delle aree a parcheggio.