Con una lettera indirizzata al Prefetto di Oristano Salvatore Angieri e alla Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, Is Oberaìus Majoris del Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista Salvatore Carta e Michele Pinna e il Majorale en Cabo del Gremio dei Falegnami di San Giuseppe Carlo Pisano, hanno formalizzato la richiesta del riconoscimento della piena conformità della Sartiglia tradizionale ai requisiti del Decreto Abodi sulla base della sua storicità plurisecolare, dell'assoluta assenza di incidenti fatali in circa 500 anni e dell'efficacia dimostrata delle misure già in essere per la sicurezza e il benessere.
I Presidenti dei Gremi chiedono dunque l'autorizzazione allo svolgimento della manifestazione nelle forme consolidate, già autorizzate, senza alterazioni che ne compromettano il valore estetico-rituale e identitario.
Questo il testo completo della comunicazione del Gremi.
“I sottoscritti Salvatore Carta e Michele Pinna, Oberaius Majoris del Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista, e Carlo Pisano, Majorale en Cabo del Gremio dei Falegnami di San Giuseppe, istituzioni depositarie storiche del rituale tradizionale della giostra cavalleresca della Sartiglia di Oristano, a nome dei rispettivi Gremi, avanzano la presente istanza per illustrare le ragioni per le quali la Sartiglia di Oristano, nella sua forma tradizionale e immutata da oltre cinque secoli, già garantisce pienamente i requisiti di sicurezza, salute e benessere dei cavalieri partecipanti (NON atleti), dei cavalli e del pubblico, come richiesti dal DPCM 8 gennaio 2025, in armonia con il principio di proporzionalità e con il rispetto del valore storico-culturale delle tradizioni locali, espressamente contemplato dalla normativa stessa (art. 3 e art. 1 comma 3 Allegato 5).
La Sartiglia di Oristano rappresenta una delle più antiche e autentiche giostre equestri d'Europa, documentata sin dal XVI secolo. Con radici medievali e rituali propiziatori legati al ciclo agrario e alla rinascita primaverile, la giostra è celebrata ininterrottamente da oltre 500 anni come rito collettivo della comunità oristanese. Essa non rappresenta un mero spettacolo, tanto meno, una competizione sportiva agonistica, bensì costituisce un vero e proprio "miracolo" della storia delle tradizioni storiche e popolari, un patrimonio culturale immateriale vivente unico della Sardegna e dell'Italia, espressione identitaria profonda che coinvolge generazioni intere attraverso i Gremì, i Componidoris, i cavalieri, i cavalli, i costumi, le bardature, le maschere, i tamburi e le trombe, tutti protagonisti della giostra cavalleresca che si manifesta attraverso i solenni cortei, le eleganti corse alla stella e le composte corse a pariglie.
Il Ministero della Cultura supporta attivamente la Sartiglia di Oristano, riconoscendone l'alto valore storico e culturale, attraverso finanziamenti per l'organizzazione, il patrocinio e la promozione, in particolare tramite bandi per i carnevali storici d'Italia, contribuendo a preservare e valorizzare questo antico rito equestre. La sua storia, i suoi cerimoniali e le sue specificità, hanno da tempo elevato la Sartiglia di Oristano tra i "Grandi Eventi Identitari" dell'Isola, finanziata espressamente ai fini della sua tutela e valorizzazione dalla Regione Autonoma della Sardegna.
In oltre cinque secoli di storia documentata, la Sartiglia si è svolta senza che si registrino incidenti con esito fatale per i partecipanti umani, i cavalieri ed i Componidoris. Le rare cadute, o imprevisti, come in ogni attività equestre, sono sempre stati gestiti con esiti lievi grazie alle caratteristiche intrinseche della manifestazione:
- percorso interamente controllato, delimitato in tutte le sue parti, con stesura di un fondo sabbioso appositamente preparato per ammortizzare impatti nei tratti del percorso interessato alla corsa vera e propria;
- ritmo e modalità rituali che privilegiano precisione, armonia e controllo: corsa alla stella individuale, per i singoli cavalieri, uno alla volta, e pariglie coordinate, con assoluta esclusione di partenze caotiche o gare di velocità sfrenata;
- selezione rigorosa dei cavalieri partecipanti basata su merito, esperienza e conoscenza del cavallo, con prove preliminari e assemblee che garantiscono elevatissimi standard di preparazione; presenza costante di controlli veterinari, limiti di età e salute per i cavalli, divieto di pratiche lesive del benessere animale, in linea con le norme più stringenti in materia;
- dispositivo di sicurezza collaudato per il pubblico (transenne, steward, presidio medico, piano sanitario, coordinamento con forze dell'ordine), da anni applicato, con esito positivo nelle edizioni recenti e confermato dalle riunioni prefettizie.
Questi elementi strutturali rendono la Sartiglia intrinsecamente proporzionata ai rischi effettivi, ben inferiori rispetto ad altre manifestazioni equestri concomitanti e meno ritualizzate.
Il DPCM 8 gennaio 2025, pur introducendo requisiti generali, richiama esplicitamente la necessità di contemperare la tutela della sicurezza e della salute con il valore storico-culturale delle tradizioni locali e con il principio di proporzionalità dell'intervento pubblico (Art. 3). Imporre modifiche che alterino l'estetica, il costume caratteristico, il rito e l'immagine simbolica della Sartiglia equivarrebbe a comprometterne irrimediabilmente l'autenticità e la validità, privando la comunità oristanese e l'Italia di un bene culturale unico, già candidato a riconoscimenti internazionali e fonte di orgoglio identitario e attrattività turistica.
Alla luce di queste argomentazioni i sottoscritti, rappresentanti dei Gremi, depositari degli antichi cerimoniali della giostra, storicamente deputati alla tutela, conservazione e valorizzazione dell'antico rituale cavalleresco della Sartiglia di Oristano, anche in considerazione del ruolo riconosciuto formalmente dallo Statuto e dal Regolamento della Fondazione Oristano, Istituzione del Comune di Oristano deputata all'organizzazione della giostra che riconosce ai Gremi la titolarità e prerogativa, in esclusiva, di provvedere in proprio e ognuno nella massima autonomia, alla conservazione del patrimonio storico-culturale in ordine ai riti cerimoniali della Sartiglia e quanto altro a essi strettamente connesso, chiamati espressamente a rendere un parere obbligatorio per ogni iniziativa inerente l'organizzazione della Sartiglia, chiedono rispettosamente:
- il riconoscimento della piena conformità della Sartiglia tradizionale ai requisiti del Decreto 8 gennaio 2025, sulla base della sua storicità plurisecolare, dell'assoluta assenza di incidenti fatali in circa 500 anni e dell'efficacia dimostrata delle misure già in essere per la sicurezza e il benessere;
- l'autorizzazione allo svolgimento della manifestazione nelle forme consolidate, già autorizzate, senza alterazioni che ne compromettano il valore estetico-rituale e identitaria.
Si sottolinea infine che la Sartiglia non rappresenta un semplice "Carnevale". Il ricco e complesso cerimoniale della Sartiglia comprende elementi di un antico rituale cavalleresco che nel corso della sua lunghissima storia, in maniera sincretica, presenta ancora elementi riferibili ai riti propiziatori, ad espressioni di ringraziamento legato alla rinascita della primavera, al ciclo agrario proprio dei contadini e a simboli riferibili al lavoro artigiano riconducibile all'arte dei falegnami.
Risulta opportuno segnalare che, come definisce lo stesso DPCM 8 gennaio 2025, la tutela della tradizione, degli usi e delle consuetudini, ovvero la salvaguardia di questo patrimonio unico e sacro è un preciso dovere non solo dei Gremì, depositari storici della manifestazione, ma dell'intera Comunità e delle Istituzioni deputate alla difesa di tutti i valori sopra rappresentati.
Alterare le forme esterne, dei costumi, delle maschere e dei complessi rituali immutati nei secoli, significherebbe toccare non solo l'identità culturale, ma il suo profondo ed intimo nucleo spirituale.
La Sartiglia è un lascito sacro che i Gremì sono chiamati a tutelare integralmente, come custodi di una devozione viva. A seguito del vero e proprio dovere storico, etico, morale e di fede, di continuare a tramandare alle generazioni future, la bellezza e la ricchezza della Sartiglia così come è giunta sino ai nostri giorni, qualora venisse meno il profondo rispetto della tradizione, i Gremì si dichiarano disposti a difendere e tutelare il bene immateriale minacciato, in tutte le sedi, in osservanza primariamente dell'Articolo 9 della Costituzione Italiana che fra "Principi Fondamentali" recita:
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela Il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".
In questo senso, con la nostra istanza, facendo ancora riferimento al decreto dell'8 gennaio 2025, affermiamo con forza che pur focalizzato su sicurezza e benessere, deve essere interpretato e applicato nell'ambito della manifestazione Sartiglia di Oristano proprio con la finalità di salvaguardare e tutelare il valore storico-culturale e religioso delle tradizioni locali, perfettamente espresso nell'art. 3 dello stesso Decreto”.