I Gremi chiedono l'autorizzazione allo svolgimento della Sartiglia nelle forme consolidate, senza alcuna alterazione

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Comunicazione formale dei Presidenti alla Prefettura e alla Commissione di vigilanza: venga riconosciuta la piena conformità della Sartiglia ai requisiti del Decreto Abodi senza alterazioni che compromettano il valore estetico-rituale e identitario

Data:

16 gennaio 2026

Con una lettera indirizzata al Prefetto di Oristano Salvatore Angieri e alla Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, Is Oberaìus Majoris del Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista Salvatore Carta e Michele Pinna e il Majorale en Cabo del Gremio dei Falegnami di San Giuseppe Carlo Pisano, hanno formalizzato la richiesta del riconoscimento della piena conformità della Sartiglia tradizionale ai requisiti del Decreto Abodi sulla base della sua storicità plurisecolare, dell'assoluta assenza di incidenti fatali in circa 500 anni e dell'efficacia dimostrata delle misure già in essere per la sicurezza e il benessere.

I Presidenti dei Gremi chiedono dunque l'autorizzazione allo svolgimento della manifestazione nelle forme consolidate, già autorizzate, senza alterazioni che ne compromettano il valore estetico-rituale e identitario.

Questo il testo completo della comunicazione del Gremi.

“I sottoscritti Salvatore Carta e Michele Pinna, Oberaius Majoris del Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista, e Carlo  Pisano, Majorale en  Cabo del Gremio dei Falegnami di San Giuseppe, istituzioni depositarie storiche del rituale tradizionale della giostra cavalleresca  della Sartiglia di Oristano, a nome  dei rispettivi Gremi,  avanzano la presente istanza per illustrare le ragioni per le quali la Sartiglia di Oristano, nella sua forma  tradizionale e immutata da oltre cinque secoli, già garantisce  pienamente i requisiti di sicurezza, salute e benessere dei cavalieri partecipanti  (NON atleti), dei cavalli e del pubblico, come richiesti dal DPCM 8 gennaio 2025, in armonia con il principio di proporzionalità e con il rispetto del valore storico-culturale delle tradizioni locali, espressamente contemplato dalla normativa stessa  (art. 3 e art. 1 comma 3 Allegato 5).

La Sartiglia di Oristano rappresenta una delle più antiche e autentiche giostre equestri d'Europa, documentata sin dal XVI secolo. Con radici medievali e rituali propiziatori legati al ciclo agrario e alla rinascita primaverile, la giostra è celebrata ininterrottamente da oltre 500 anni come rito collettivo della comunità oristanese. Essa non  rappresenta un mero  spettacolo, tanto meno, una competizione sportiva agonistica, bensì costituisce un vero e proprio "miracolo" della storia delle tradizioni storiche e popolari, un patrimonio culturale  immateriale vivente unico della  Sardegna e dell'Italia, espressione identitaria profonda che coinvolge generazioni intere attraverso i Gremì, i Componidoris, i cavalieri, i cavalli, i costumi, le bardature, le maschere, i tamburi e le  trombe, tutti  protagonisti della giostra  cavalleresca che si manifesta attraverso i solenni cortei, le eleganti corse alla stella e le composte corse a pariglie.

Il Ministero della Cultura supporta attivamente la Sartiglia di Oristano, riconoscendone l'alto valore storico e culturale, attraverso finanziamenti per l'organizzazione, il patrocinio e la promozione, in particolare tramite bandi per i carnevali storici d'Italia, contribuendo a preservare e valorizzare questo antico rito equestre. La sua storia, i suoi cerimoniali e le sue specificità, hanno da tempo elevato la Sartiglia di Oristano tra i "Grandi Eventi Identitari" dell'Isola, finanziata espressamente ai fini della sua tutela e valorizzazione dalla Regione Autonoma della Sardegna.

In oltre cinque secoli di storia documentata, la Sartiglia si è svolta senza che si registrino incidenti con esito fatale per i partecipanti umani, i cavalieri ed i Componidoris. Le rare cadute, o imprevisti, come in ogni attività equestre, sono sempre stati gestiti con esiti lievi grazie alle caratteristiche intrinseche della manifestazione:

  • percorso interamente controllato, delimitato in tutte le sue parti, con stesura di un fondo sabbioso appositamente preparato per ammortizzare  impatti nei  tratti  del percorso interessato alla corsa  vera e propria;
  • ritmo e modalità  rituali  che  privilegiano  precisione,  armonia  e  controllo:   corsa alla   stella individuale, per i singoli cavalieri, uno alla volta, e pariglie coordinate, con assoluta esclusione di partenze caotiche o gare di velocità sfrenata;
  • selezione rigorosa dei cavalieri partecipanti basata su merito, esperienza e conoscenza del cavallo, con prove  preliminari e assemblee che garantiscono elevatissimi  standard di preparazione; presenza costante di controlli veterinari, limiti di età e salute per i cavalli, divieto di pratiche lesive del benessere animale, in linea con le norme più stringenti in materia;
  • dispositivo di sicurezza  collaudato per il pubblico (transenne, steward, presidio medico, piano sanitario, coordinamento con forze dell'ordine), da  anni applicato,   con  esito  positivo  nelle edizioni  recenti  e confermato dalle riunioni prefettizie.

Questi elementi strutturali rendono la Sartiglia intrinsecamente proporzionata ai rischi effettivi, ben inferiori rispetto ad altre manifestazioni equestri concomitanti e meno ritualizzate.

Il DPCM 8 gennaio 2025, pur introducendo requisiti generali, richiama esplicitamente la necessità di contemperare la tutela della sicurezza e della salute con il valore storico-culturale delle tradizioni locali e con il principio di proporzionalità dell'intervento pubblico (Art. 3). Imporre modifiche che alterino l'estetica, il costume caratteristico, il rito e l'immagine simbolica della Sartiglia equivarrebbe a comprometterne irrimediabilmente l'autenticità e la validità, privando la comunità oristanese e l'Italia di un bene culturale unico, già candidato a riconoscimenti internazionali e fonte di orgoglio identitario e attrattività turistica.

Alla  luce di queste argomentazioni i sottoscritti,  rappresentanti dei Gremi, depositari degli antichi cerimoniali della giostra, storicamente deputati alla tutela, conservazione e valorizzazione dell'antico rituale cavalleresco della Sartiglia di Oristano, anche in considerazione del ruolo riconosciuto formalmente dallo  Statuto  e dal Regolamento della Fondazione Oristano, Istituzione del Comune di Oristano  deputata all'organizzazione  della giostra  che riconosce ai Gremi la titolarità  e prerogativa, in esclusiva, di provvedere in proprio e ognuno nella massima autonomia, alla conservazione del patrimonio storico-culturale in ordine ai riti cerimoniali della  Sartiglia e quanto altro  a essi strettamente connesso, chiamati espressamente  a rendere  un parere  obbligatorio  per ogni iniziativa  inerente  l'organizzazione della  Sartiglia, chiedono rispettosamente:

  •  il riconoscimento  della piena conformità  della  Sartiglia  tradizionale  ai requisiti  del Decreto 8 gennaio 2025, sulla base della sua storicità plurisecolare, dell'assoluta assenza di incidenti fatali in circa 500 anni e dell'efficacia dimostrata delle misure già in essere per la sicurezza  e il benessere;
  • l'autorizzazione allo svolgimento  della  manifestazione  nelle  forme  consolidate, già  autorizzate, senza  alterazioni  che ne compromettano il valore estetico-rituale e identitaria.

 Si sottolinea infine che la Sartiglia non rappresenta un semplice "Carnevale". Il ricco e complesso cerimoniale della Sartiglia comprende elementi di un antico rituale cavalleresco che nel corso della sua lunghissima storia, in maniera sincretica, presenta ancora elementi riferibili ai riti propiziatori, ad espressioni di ringraziamento legato alla rinascita della primavera, al ciclo agrario proprio dei contadini e a simboli riferibili al lavoro artigiano riconducibile all'arte dei falegnami.

 Risulta opportuno segnalare che, come definisce lo stesso DPCM 8 gennaio 2025, la tutela della tradizione, degli usi e delle consuetudini, ovvero la salvaguardia di questo patrimonio unico e sacro è un preciso dovere non solo dei Gremì, depositari storici della manifestazione, ma dell'intera Comunità e delle Istituzioni deputate alla difesa di tutti i valori sopra rappresentati.

Alterare le forme esterne, dei costumi, delle maschere e dei complessi rituali immutati nei secoli, significherebbe toccare non solo l'identità culturale, ma il suo profondo ed intimo nucleo spirituale.

 La Sartiglia è un lascito sacro che i Gremì sono chiamati a tutelare integralmente, come custodi di una devozione viva. A seguito del vero e proprio dovere storico, etico, morale e di fede, di continuare a tramandare alle generazioni future, la bellezza e la ricchezza della Sartiglia così come è giunta sino ai nostri giorni, qualora venisse meno il profondo rispetto della tradizione, i Gremì si dichiarano disposti a difendere e tutelare il bene immateriale minacciato, in tutte le sedi, in osservanza primariamente dell'Articolo 9 della Costituzione Italiana che fra "Principi Fondamentali" recita:

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela Il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".

In questo senso, con la nostra istanza, facendo ancora riferimento al decreto dell'8 gennaio 2025, affermiamo con forza che pur focalizzato su sicurezza e benessere, deve essere interpretato e applicato nell'ambito della manifestazione Sartiglia di Oristano proprio con la finalità di salvaguardare e tutelare il valore storico-culturale e religioso delle tradizioni locali, perfettamente espresso nell'art. 3 dello stesso Decreto”. 

Carlo Pisano e Salvatore Carta
Carlo Pisano e Salvatore Carta

Ultimo aggiornamento: 16/01/2026, 11:32