In Consiglio comunale salta l’esame del Bilancio di previsione triennale 2026-2028.
Il Sindaco Massimiliano Sanna, a nome della Giunta comunale, ieri sera ha chiesto di ritirare il punto all’ordine del giorno a causa della mancanza di numerosi consiglieri di maggioranza (Fulvio Deriu, Davide Tatti, Antonio Iatalese, Vincenzo Pecoraro, Pino Carboni e Giulia Solinas).
La minoranza, per voce di Maria Obinu ha quindi chiesto l’apertura di un dibattito sulla crisi politica in corso.
Il dibattito si è aperto con Francesco Federico (Oristano democratica e possibile)
“È una giornata triste per tutta la città di Oristano. Io personalmente sento vergogna, anche se so di non essere direttamente responsabile, per quello che stiamo vivendo negli ultimi anni in città. In questi anni la città di Oristano è stata offesa e umiliata. Si sono denunciati i cittadini che non si sono allineati ai capricci del palazzo, alzata la voce negli uffici, minacciato e censurato i consiglieri di minoranza che hanno osato evidenziare atteggiamenti poco chiari. Sono stati anni di continua fibrillazione che ha dimostrato a tutti quanto siate stati molto più attenti ai vostri appetiti che alle tematiche più vicine alla cittadinanza. Oggi vediamo un sindaco debole, a capo di una maggioranza debole, che ritira il bilancio di previsione. Io in tanti anni un momento del genere non l'ho mai vissuto e credo che sia un segnale di capolinea per tutti quanti, per questa amministrazione, ma anche un atto di liberazione per la città”.
Francesca Marchi (Sinistra futura)
“Oggi assistiamo all'epilogo di un triste baratto politico che va in scena da quattro anni. Anni in cui non avete fatto altro che sbattere i piedi a turno per pretendere qualcosa al Sindaco, quattro anni in cui avete tenuto in scacco la città, governando giorno per giorno tra una crisi e l'altra, senza programmare né dare una prospettiva di futuro alla città di Oristano. È sotto gli occhi di tutti che il Sindaco è stato ormai commissariato dai partiti della sua stessa coalizione. Ciò che emerge dalla seduta del Consiglio Comunale è la scena di un fallimento totale. I banchi semivuoti della maggioranza sono la prova che questa amministrazione non esiste più e si ostina a rinviare qualcosa che non è più rinviabile. Il Sindaco è stato commissariato dalla maggioranza sin dai primi mesi di questa consigliatura, quando ha ceduto per la prima volta al ricatto della mancanza di appoggio da parte di una parte dei consiglieri per poter soddisfare la sete di poltrone. Ci ha detto tante volte che avrebbe fatto di tutto per non far arrivare un Commissario, senza però rendersi conto che, di fatto, questa città è commissariata da tempo, dalla fame, dalla sete e dai giochi politici. Siete una coalizione fantasma che tiene in ostaggio la città, senza avere nemmeno il coraggio o la dignità politica di presentarvi, come oggi, per assumervi la responsabilità di questo disastro. E mentre il bilancio di previsione non viene approvato bloccando di fatto la città, siete impegnati in una guerra di posizionamento che paralizza l'azione amministrativa. È uno spettacolo indecoroso. Assistiamo a un sindaco ostaggio di alleati che invece di governare pensano solo a spartirsi quel che resta ignorando i rilievi tecnici e le necessità reali dei cittadini. Io penso che Oristano davvero meriti rispetto e non un'amministrazione che scappa davanti alle proprie responsabilità”.
Giuseppe Obinu (Alternativa sarda Progetto Sardegna)
“Questa è la città di Eleonora d’Arborea. Noi siamo gli eredi di una autorità, di un'autorevolezza che era riuscita a riunire tutta la Sardegna. Il Sindaco di Oristano in particolare è l’erede della giudicessa più importante della Sardegna. Secondo me il Sindaco questa eredità non l'ha mai sentita sulla sua pelle. Un'eredità del genere richiede forza, coraggio, autorevolezza. Il coraggio di amministrare una città e capire quando è il momento di lasciare. Una persona corretta, onesta nei confronti della sua città, che ha avuto l'onore di amministrare, deve dare le dimissioni. Fingere di amministrare, di governare una città non è dignitoso, né per chi tenta di farlo, né per chi viene amministrato. Le chiedo, signor Sindaco, di trarre le conseguenze da questa crisi”.
Carla Della Volpe (PD)
“Ricordo che siamo in esercizio provvisorio ormai da un mese. Abbiamo la sola gestione corrente con i capitoli di bilancio dei vari assessorati fermi. Questo è un dato che dovrebbe portarci a capire qual è la gravità di questa situazione. Il bilancio è un atto tecnico fondamentale e un atto politico che traccia le linee d'azione dell'amministrazione. Un documento che traccia la strada che si vuole percorrere. Io vorrei capire che strada volete percorrere. Volete percorrere quest'ultimo scorcio di strada trascinandovi stancamente fino al prossimo anno o volete prendere atto del fatto che questa esperienza è arrivata al capolinea? Noi pensiamo che sia finito il tempo del rimandare, del tergiversare, del nascondere la testa sotto la sabbia, aspettando che passi la nottata, cercando di trovare qualche alchimia per poter andare avanti qualche altro mese. Sono quattro anni che viviamo questa telenovela. Oggi la maggioranza avrebbe dovuto certificare questa situazione con un voto alla luce del Sole, evitando di continuare a tirare a campare e trascinarsi per un altro anno, lasciando la città nel limbo. Penso che sarebbe stato molto più onesto e molto più chiaro e anche molto dignitoso politicamente da parte di tutti oggi avere un voto palese rispetto alla situazione che abbiamo davanti. Continuare a nascondersi, guardate, non è né dignitoso né onesto nei confronti dei cittadini. La città aspetta programmazione e visione. Aspetta un patto tra pubblico e privato per lo sviluppo sostenibile della città. Aspetta la messa a sistema di tutti i siti archeologici e museali del territorio. Aspetta una riprogrammazione urbanistica. Aspetta la comunità energetica rinnovabile. Aspetta la rete territoriale di assistenza della provincia con un ruolo di primo piano del comune capoluogo. Aspetta un grande progetto di housing. Aspetta il mercato di via Mazzini. Aspetta di essere verde, fiorita e decorosa. Aspetta un cartellone culturale degli spettacoli 12 mesi all'anno. Aspetta la digitalizzazione in rete delle strutture comunali e delle scuole cittadine. Aspetta un polo di logistica agroalimentare regionale. Aspetta un comune che investa sulla programmazione europea, sulle reti e sull'internazionalizzazione. Crediamo davvero che sia arrivato il momento di voltare pagina”.
Maria Obinu (Alternativa sarda Progetto Sardegna)
“In quest'aula il rispetto reciproco non è mai mancato, ma mi sembra che la mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni non sia venuta da questi banchi, ma molto spesso è venuta meno da chi è stato scelto dagli elettori per amministrare. Questa amministrazione non è mai partita. Non c'è mai stata una guida salda. In occasione delle dichiarazioni programmatiche avevo fatto una metafora ricordando Manzoni, definendo il Sindaco come un vaso di coccio che si faceva stritolare dai vasi di ferro. Come abbiamo iniziato oggi stiamo concludendo. Anche in quell'occasione, nel 2022, l'oggetto del contendere era stato l'assessore Cuccu di cui si chiedeva il ritirate della delega. Oggi non si sa per quali tipo di alchimie ci ritroviamo nella medesima situazione. Qualcosa non torna e in questo cammino irto di ostacoli i nodi stanno venendo al pettine. Io ho la consapevolezza che amministrare è difficilissimo, che fare delle scelte è difficilissimo, ma qui è mancato il coraggio di fare qualsiasi cosa e quando lo si è fatto si è poi cercato di tirare indietro la mano facendo credere che quello che è stato deciso era frutto di chissà quale concertazione, era frutto di chissà quali accordi presi con la città, accordi che non ci sono mai stati. Le grandi difficoltà che questa amministrazione non ha risolto, ma che al contrario ha moltiplicato. Le ha moltiplicate senza voler avere un confronto con la città. E quando questo confronto c'è stato, non è mai stato ad armi pari, al contrario è stato un confronto aspro, dove la mancanza di rispetto è stata da parte degli amministratori, non da parte dei cittadini. I cittadini hanno fatto sentire la propria voce e non sono stati ascoltati e laddove sono stati ricevuti, non sono stati trattati come cittadini degni di essere ascoltati. Oggi si sta chiudendo una pagina ed è giusto che si chiuda questa sera, che si abbia la dignità di andare a casa, di ridare il mandato agli elettori nel mese di giugno e di dare una nuova amministrazione a questa città che lo merita”.
Paolo Angioi (Sardegna al centro 20venti)
“Io non so come finirà questa ennesima crisi, non so se continuerà questa agonia. La forza che rappresento Sardegna al centro 2020 aveva già fatto presente in maggioranza tempo fa dei problemi esistenti, aveva già chiesto maggior dialogo, maggior confronto, un cambio di passo. Quando una critica è fatta più volte da parte della stessa maggioranza, e in particolar modo dal sottoscritto e dal gruppo che rappresento, all'interno della maggioranza stessa dovrebbe essere esaminata prima sottovoce e poi anche in dibattito pubblico fino ad arrivare mesi fa alle nostre posizioni che ci hanno portato a staccarci da questa maggioranza. I ragionamenti che facevamo come gruppo non erano campati per aria, ma ragionamenti su basi evidenti che continuano a perpetuarsi. E quindi chiedo ancora una volta di risolvere questa crisi in maniera netta. Chiedo al Sindaco di andare a casa, perché è il momento di prendere consapevolezza che non ci siano più i numeri, che non si possa aspettare ulteriormente. Come gruppo siamo stati lungimiranti, abbiamo già denunciato certe storture di questa amministrazione e chiediamo che si vada ai voti alla prima seduta utile per certificare un qualcosa che non ci sta più”.
Sergio Locci (Aristanis)
“Credo che in politica non ci sia cosa peggiore che morire per fuoco amico. Ed è quello che sta accadendo. Voi della maggioranza avete avuto un risultato elettorale eccellente. Purtroppo, di tutte le vostre diversità non siete riusciti a fare sintesi. Non siete riusciti a mettere insieme il pranzo con la cena e questo credo che sia ormai evidente, perché è quanto già dei primi passi della vostra legislatura. Abbiamo assistito a notevoli cambi di assessori di partito che onestamente credo siano un danno per tutta la classe politica. Credo che questo sia uno di quegli atteggiamenti che ancora di più allontanano gli elettori dall'impegnarsi nel governo della cosa pubblica e ad impegnarsi nella vita politica. Nel passato ho avuto modo di sostenervi, facendo appello al mio senso civico, perché ho sempre pensato e ritenuto che fosse meglio che una giunta, per quanto critica, esistesse e governasse la città, piuttosto che un commissario. Abbiamo assistito a una sorta di azione endogena di questa maggioranza, che sinceramente in molti momenti mi ha anche lasciato perplesso, soprattutto quando i partiti che nella giunta sono rappresentati e gli assessori hanno poi disconosciuto l'operato dei propri assessori. Abbiamo assistito ad accordi di maggioranza che sono stati completamente disattesi e oggi il risultato è quello che è qui davanti a noi, in tutta la sua evidenza. Quali sono le ragioni non lo so, una cosa è certa: è iniziata la campagna elettorale, che va oltre quella la città capoluogo e si espande anche alle prossime elezioni politiche. Abbiamo sentito che il Sindaco è stato commissariato dalla sua maggioranza. È vero, però dobbiamo anche dire che il Sindaco è stato coraggioso, perché è arrivato fin qua con responsabilità. È stata una volata solitaria. Se fossi stato io al suo posto avrei staccato la spina da molto tempo per un senso di dignità, personale e politica, per rispetto verso la città e verso coloro che ci hanno votato. Allora, se questo è il risultato, voglio chiudere con quella che è una frase storica che diceva Totò. È la somma che fa il totale. E la somma è il totale è quello che oggi siete qui con una maggioranza che non esiste più, che si è liquefatta. Signor Sindaco le chiedo di prenderne atto. Lei è sicuramente un galantuomo e avrà la dignità per trarne le conclusioni”.
Umberto Marcoli (Alternativa sarda progetto Sardegna)
“Abbiamo assistito in queste settimane ad un confronto politico che è sembrato un susseguirsi di una sceneggiatura teatrale. È iniziato con le problematiche relative alla Sartiglia. Le problematiche della Giunta con il susseguirsi delle difficoltà di rapporti. Una rappresentazione che non ha fatto bene alla città, ma soprattutto che non fa bene a noi che siamo amministratori, perché l'amministratore ha il dovere, prima di tutto, di capire cosa deve fare per il bene dei cittadini di questa città, che in tutti questi quattro anni è stata amministrata come se fosse un'amministrazione di ordinarietà. Oggi ci troviamo di fronte a una fotografia di un bilancio di previsione ritirato. Ritorniamo a un passato che pensavamo di aver superato: la dietrologia di dover dare sempre la colpa a qualcuno o a qualcosa laddove noi non siamo in grado di affrontarla o di risolverla. Eppure amministrare significa proprio questo, avere il coraggio di fare delle scelte, avere il coraggio di determinare nelle persone che noi rappresentiamo quello che è la volontà di fare il bene per la città. Avere il coraggio di dire questa decisione la prendo per tutti i cittadini, non la prendo né per i partitti, né per equilibri di maggioranze, ma la prendo per i partiti, per i cittadini. Invece continuiamo ad avere un atteggiamento che guarda al dito e non alla luna. Il bilancio non è un atto contabile, è la bussola politica di un'amministrazione. E aver ritirato un bilancio di previsione, un atto così importante, fa capire che questa amministrazione probabilmente ha terminato le idee. Per questo oggi chiediamo un sussulto di responsabilità, un gesto di maturità politica, un ritorno alla serietà istituzionale che i cittadini meritano, perché Oristano non può essere ostaggio di tatticismi, personalismi o timori. Oristano ha bisogno di coraggio, visione e stabilità. Ha bisogno di guardare alla luna, ma non al dito, soprattutto per le future generazioni”.
Roberto Pisanu (Oristano al centro)
“Qui si sta dando un po' la colpa al sindaco. Io credo che la colpa principale sia di molti, io uso il termine plurale, ma tendo anche a me. In questa legislatura la cosa che mi ha colpito di più è che per la prima volta ho visto che solo per interessi personali si è messa in crisi una maggioranza, non per un cambio di passo, ma solo perché alla base di tutto c'è l'interesse personale, delle cose di bottega, per avere degli assessorati, per avere solo dei tornaconti personali, che possono essere di un tipo e di un altro, sia per trovare quattro voti. Non c'è mai stato un interesse per la città, ma, ed è sotto gli occhi di tutti, si trattava solo di cose personali. Adesso si sta accusando il sindaco. Può essere che abbia anche determinate colpe, però è sempre facile parlare dal di fuori, ma non quando si è all'interno si capisce quanto sia difficile amministrare quando vieni continuamente tirato per la giacchetta per ottenere esclusivamente qualche cosa. Questa è la verità. Parlo così perché nessuno mi può accusare di avere interessi personali. Nessuno mi può accusare che viva di politica o che possa aver cercato di ottenere dei benefici. Questa legislatura, o perlomeno questa maggioranza, è in crisi solo per un interesse personale, che può essere di tipo pecuniario o per quattro voti. Questa è la cosa che dà più fastidio, dover finire una legislatura per solo interesse personale, ma non per il bene della città”.
Massimiliano Daga (PD)
“Nessuno ha detto che le colpe sono del Sindaco. Il Sindaco, il primo cittadino, ha cercato, così come aveva già prospettato tempo addietro, di portare avanti l'azione amministrativa con tutte le sue forze mettendo sul campo tutte le possibilità che aveva. Ma è evidente che questa è una consiliatura che era in difficoltà dal primo momento. Le dichiarazioni programmatiche sono state rese possibili e penso che ce lo possa accreditare proprio perché noi, come minoranza, l'abbiamo assicurato la presenza. Ma lì c'era già lo sciopero da parte di qualche consigliere che voleva diventare assessore, che ha tenuto in scacco il primo cittadino e ha creato questa situazione che poi si è portata avanti in tutta la consiliatura. Un Sindaco sotto ricatto non può governare bene. Questa è una consiliatura dove l'assurdità è che l'amministrazione viene rappresentata da un assessore tecnico che è assolutamente inadeguato, e parlo di prerogative e di attribuzioni dell'assessore, niente di personale, che alla fine sta mettendo in crisi appunto tutta la maggioranza”.
Gianfranco Porcu (Forza Italia)
“Se siamo qua stasera, e mi riferisco al nostro gruppo, è per un senso di responsabilità che porta a fare anche il gioco di squadra e ad approvare atti importanti come quello del bilancio. Può capitare che in una squadra ci sia qualcuno che dissente, qualcuno che ha dei mal di pancia, qualcuno che vuol far notare delle cose che non vanno, ma appunto in una maggioranza si dovrebbe avere la capacità di superare queste difficoltà cercando di andare avanti mettendo in alto gli interessi della città, non gli interessi personali o di qualcuno. Abbiamo servito alla minoranza sul piatto d'argento, gli interventi di stasera, perché è vero, alcune osservazioni vanno dritte al punto. È vero, questa è una maggioranza che si è mostrata divisa in più occasioni, ma l'esecutivo, per fortuna, insieme al resto del Consiglio e della maggioranza, lavora. Allora il mio richiamo è appunto a quel senso di responsabilità che dovrebbe essere un po' più lungimirante degli interessi immediati. Riuscire a superare le difficoltà deve essere lo stimolo che ci porta verso i prossimi appuntamenti elettorali nell'interesse della città, cercando di mettere a terra gli interventi programmati nel programma elettorale di questo Consiglio, del Sindaco e della Giunta.
Giuliano Uras (Oristano al centro)
Quello che sta succedendo ha gambe lunghe, viene da lontano. Chi è stato amministratore in altre legislature non può fare il finto tonto e credere che questa è un'eccezione, un caso o un disastro, non è così. Oristano è terribile, conosciuta in Sardegna per non reggere le sue amministrazioni. È l'unica città capoluogo di provincia che non ha mai avuto un sindaco per due legislature di seguito. Una per impostare e l'altra per realizzare. Mai! E la colpa è della nostra divisione, della nostra incapacità di fare squadra. Badate che questa crisi è figlia di personalismi. Facciamo un'analisi seria, né di destra né di sinistra. Si può scegliere il miglior sindaco del mondo, anche quello può sbagliare, per carità, certo, come sbagliamo noi consiglieri. Ma se non c'è una volontà coesa di fondo non si riesce. A Oristano il centrodestra ha sempre vinto separato. Per la prima volta stiamo cercando di unirlo. Per unirlo noi siamo sicuri di vincere, ma non siamo sicuri di governare. Perché i personalismi si sentono. Il risultato elettorale non sempre corrisponde ai veri, come si dice, osservatori del fallimento degli altri. Noi non siamo due fazioni che tifano il Cagliari contro il Lecce o il Lecce contro il Cagliari. Noi dovremmo tifare per la città e nel tifare per la città dovrebbe essere molto più facile andare d'accordo che dividerci. Eppure non ci siamo mai riusciti. Neanche quando, nella crisi che già si palesava nei primi anni, abbiamo cercato disperatamente di vedere se uomini di buona volontà, consiglieri di buona volontà, a prescindere dalle posizioni politiche, volessero creare un amalgama diverso che rispondesse meglio alla città. Non ci siamo riusciti, però ci abbiamo provato in tutti i modi. Poi abbiamo questo problema dell'individualismo imperante. Ecco perché non c'è più una fidelizzazione verso un gruppo o un partito. Ti presenti con un gruppo di 25 candidati alle comunali e tutti pensano che quelli che iniziano finiranno. Spesso non è così. Cambi di nome, cambi di casacca, sempre nel tentativo di accrescimenti personali. E anche il tentativo banale di dire ci vuole un cambio di passo, arrivo io e il passo cambia, è un fallimento già nella proposta. Perché non è un singolo che cambia il paese, neanche se fosse solo il sindaco. Quindi, cerchiamo di riportare all'effettività le cose. Se si va a casa, si va a casa soprattutto per questi motivi.
La conclusione al Sindaco Massimiliano Sanna
“Non è una situazione facile. Mi sembra di ricordare dopo il primo anno le grandi difficoltà affrontate con l'azzeramento della Giunta. Però io ho grande senso di responsabilità, e lo rimarco, perché i cittadini mi hanno dato un mandato da portare avanti e lo sto facendo in coscienza e con grande responsabilità. Questo che sia molto chiaro a tutti. E siccome sono stato eletto dai cittadini, io andrò avanti finché potrò farlo. Ho avuto grandi insegnanti in tutto questo. Ricordo la mia prima esperienza in Consiglio. Allora il Sindaco Tendas, con dodici consiglieri, senza maggioranza, andò avanti nonostante fossero stati bocciati due volte sugli equilibri di bilancio. Fu un momento difficilissimo. Io da consigliere di minoranza mi chiedevo perché nonostante queste difficoltà un sindaco continuasse a procedere. Oggi però invece apprezzo il lavoro che ha fatto e le difficoltà del sindaco Tendas che con senso di responsabilità è andato avanti sino alla fine. Abbiamo un mandato da portare avanti fino alla fine e lo farò fino alla fine. Il bilancio è fondamentale, conseguenza del documento unico di programmazione che abbiamo già approvato. Ci sono problemi e li affronteremo anche questa volta. Se ci sono le condizioni di superare le difficoltà andremo avanti, se mi renderò conto che non ci sono prenderò le decisioni necessarie ed opportune per tutti. Non è vero che non abbiamo lavorato. Ringrazio l'operato dell'esecutivo e di tutti i consiglieri che costantemente si sono adoperati per far andare avanti questa amministrazione. Lo dimostrano i fatti. Io sento cittadini che invece apprezzano il nostro lavoro. Con coraggio, con coraggio, perché bisogna avere anche coraggio nel fare le cose. Bisogna avere il coraggio di fare le cose. Non ci dobbiamo spaventare. ZTL e dehors… le cose vanno fatte nel modo migliore possibile. L'abbiamo sempre fatto, con confronto, con anni di lavoro. Non ci siamo assolutamente improvvisati. Nulla è spuntato all’improvviso come i funghi. E siamo ancora disposti al confronto e al dialogo. L'abbiamo sempre fatto. Non mi vergogno, andrò sempre a testa alta. Tutto ciò che ho fatto l'ho fatto per il bene della mia città. Questa amministrazione si è presa la responsabilità di fare, nel bene e nel male. Altri non l'hanno mai fatto per anni per paura, di cosa? Di andare a casa? Non funziona così. Questa non è politica. Questo non è il bene della nostra città. Questo è coraggio. Questo è coraggio. Il coraggio invece di non fare nulla, non c'è. Quello non è coraggio. È un atteggiamento remissivo che non mi appartiene. Gli errori ci sono stati. Anche questo è un problema. Una crisi, non possiamo negarlo, chiaramente c'è. Non posso negare l'evidenza. Però è ovvio che cercheremo di affrontarla nel modo migliore possibile e ripeto, finché ho le possibilità di farlo, lo farò perché ho un mandato da portare avanti e lo porterò avanti nel modo migliore possibile. La città sta cambiando volto grazie all'azione anche di questa amministrazione. Sono onorato invece di essere il sindaco della città di Eleonora. Come Eleonora che lottò fino alla fine, finché venne sconfitta, farò la stessa cosa. Lotterò fino alla fine per il bene della mia città. Se poi gli altri non vorranno andare avanti, non vorranno governare, loro diranno, se ne prenderanno la responsabilità. Io sono qua per amministrare un gruppo complesso di vari partiti, ma che credo che con senso di responsabilità andranno avanti. Questo me lo auguro. Se non ci sono queste condizioni, sono io il primo a decidere di dimettermi e di andarmene a casa. Oggi andrò ancora avanti perché secondo me ci sono i presupposti per andare avanti”.