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Proiezione del film Eisenstein in Messico

 19 03 2016    |     Evento dal 19 03 2016  al 19 03 2016

Tematiche: Cultura e spettacolo    |    Io sono: Cittadino

LE RELAZIONI PERICOLOSE
immaginario filmico e arti visuali

 

Pinacoteca comunale “Carlo Contini”, Oristano
19 marzo 2016, ore 19.00

 

proiezione del film 

Eisenstein in Messico

(Peter Greenaway, 2015, 105')

 

Sabato 19 marzo alle ore 19.00, presso la Pinacoteca “Carlo Contini” di Oristano sarà proiettato il film del regista  Peter Greenaway  Eisenstein in Messico, primo dei tre previsti assieme a Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza, del regista Roy Andersson e I colori della passione, del regista Lech Majewski.

Le proiezioni completano il programma della mostra LE RELAZIONI PERICOLOSE, immaginario filmico e arti visuali, che vede la partecipazione di artisti, giovani e meno giovani, nella cui ricerca estetica appare, evidente, un imprinting cinematografico. Una pluralità di voci – in piena età postmediale – che propone installazioni, performance, film e fotografie, col coinvolgimento diretto dello spettatore, chiamato a rapportarsi e riconoscersi in quell’immaginario forse insidioso ma sicuramente stimolante.

Curata da Massimo Atzori, Ivo Serafino Fenu e Paolo Licheri, la mostra d’arte contemporanea è prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Oristano in collaborazione col Cineforum Lost in Translation e col contributo della Fondazione Banco di Sardegna.

Il film, selezionato dal Cineforum Lost in Translation in collaborazione con la Biblioteca comunale, sarà preceduto da un intervento critico di Antonello Carboni finalizzato ad evidenziare il rapporto stringente tra cinema e arti visive. L’ingresso alle proiezioni è libero.

 

EISENSTEIN IN MESSICO 

A occupare strategicamente il centro dell'ultimo film di Greenaway, Eisenstein in Guanajuato, atto d'amore cinefilo e spiazzante divertissement dalla rigida architettura interna, c’è un esuberante e divertito amplesso omosessuale a cui tutto sembra tendere e da cui tutto sembra uscire definitivamente trasformato. È un inno alla verità dei sensi, alla liberazione del corpo, alla gioia che ne scaturisce, prospettive che Peter Greenaway alimenta per sintetizzare il provocatorio ritratto di Sergei Eisenstein, mito cinematografico di primissima data, mentore del potere inarrestabile delle immagini, della loro autonomia dalla letteratura e dall'industria: di quegli argomenti, insomma, che tanto hanno caratterizzato, almeno nei frequenti proclami a margine dei film, il lavoro dello stesso regista britannico.

Nel 1931, all'apice della sua carriera, Eisenstein aveva trentatré anni e almeno tre capolavori alle spalle – Sciopero, La Corazzata Potëmkin e Ottobre – destinati ad abitare le future storie del cinema: lontano dall'Unione Sovietica da circa due anni, i suoi viaggi lo avevano condotto dall'Europa Occidentale agli Stati Uniti, gli avevano permesso di incrociare le maggiori personalità culturali dell'epoca – Joyce, Brecht, Stroheim, von Sternberg, Chaplin, Disney, Buñuel e Greta Garbo – fino alla tappa messicana di Guanajuato dove, nell'arco di dieci giorni, tra campanili strade mercati e caffè, il regista e teorico della settima arte si perdeva nelle riprese dell’incompiuto ¡Que viva México! e, soprattutto, salutava la propria verginità grazie all’istantanea passione per Palomino Cañedo, insegnante di religioni comparate e guida locale di Eisenstein.

Sospeso tra verità documentata e rielaborazione finzionale, il resoconto di questi dieci “paradisiaci” giorni si muove tra il gusto per i dettagli di una biografia – gli abiti di Eisenstein, i libri e i disegni erotici che amava portare con sé, gli incontri con Cañedo, Upton Sinclair, Frida Khalo e Diego Rivera, le sue stesse parole tratte da lettere o dichiarazioni – e a un tempo il desiderio che Greenaway ha di farli propri, collocarli nel tessuto del proprio discorso antirealistico, dove la relazione di Eisenstein con un corpo adolescenziale e clownesco diventa il tracciato primario lungo cui dispiegare la sua trasformazione di personaggio.

L’immersione nella cultura messicana, nel suo rapporto con la religione, il folclore e lo stile di vita alla giornata, conduce Eisenstein a sperimentare il contatto diretto con il sesso e con la morte, quel legame tra Eros e Thanatos attraverso cui esce rinnovato: cieco e sordo come il campanaro di Guanajuato, il regista sovietico si apre a quella parte celata di sé attivata la quale la realtà, e forse lo stesso suo cinema, si permeano di una mortalità consapevole e vertiginosa (molte sono le immagini che rimandano alla sensazione di vertigine), ben lontana dalle fumose dottrine del materialismo dialettico dimenticato in patria.

(Marco Longo, filmidee # 15)

 

 

EISENSTEIN IN MESSICO
(Eisenstein in Guanajuato )

di Peter Greenaway

PRODUZIONE: Olanda/ Messico/ Finlandia/ Belgio/ Francia

2015

GENERE: Drammatico

DURATA: 105'

INTERPRETI: Elmer Bäck, Luis Alberti, Maya Zapata, Stelio Savante, Lisa Owen

SCENEGGIATURA: Peter Greenaway

FOTOGRAFIA: Reinier van Brummelen

MONTAGGIO: Elmer Leupen

SCENOGRAFIA: Ana Solares, Hector Iruegas

 

 

Per informazioni:

TEL. 0783 791262

PINACOTECA COMUNALE “CARLO CONTINI” – ORISTANO

MAIL: pinacoteca@comune.or.it 

Sede della mostra

Pinacoteca comunale “Carlo Contini” – Hospitalis Sancti Antoni, Via Sant’Antonio, Oristano (OR)

DATE: 4 marzo – 25 aprile 2016

ORARI: lun-dom 10.30/13.00 – 17.00/19.30

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