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Fino al 28 marzo la rassegna "Fotogrammi femminili dal mondo"

 07 03 2017    |     Evento dal 07 03 2017  al 28 03 2017

Tematiche: Cultura e spettacolo    |    Io sono: Cittadino

Prenderà avvio il 7 marzo la rassegna cinematografica "Fotogrammi femminili dal mondo" organizzata dal Centro Servizi Culturali UNLA di Oristano.
La rassegna si svolgerà nei quattro martedì del mese di marzo. La serie di titoli proposti, dedicati alla figura della donna nel cinema, permetterà uno sguardo in diverse aree del mondo capace di mescolare temi sociali, attualità e intensi ritratti.
Tutte le proiezioni si terranno a partire dalle ore 19,00 nella sala del Centro Servizi Culturali UNLA in via Carpaccio,9 Oristano.

Programma

Martedì 7 marzo ore 19,00 Mustang di Deniz Gamze Ergüven, 94' (Francia 2015)

Martedì 14 marzo ore 19,00 Born into Brothels di Zana Briski e Ross Kauffman, 85' (India - USA 2005)

Martedì 21marzo ore 19,00 La ragazza del dipinto di Amma Asante, 105' (USA 2013)

Martedì 28 marzo ore 19,00 En attendant les hommes di Katy Lena Ndiaye, 56' (Marocco 2007)

INGRESSO LIBERO

I FILM:
Mustang di Deniz Gamze Ergüven, 94' (Francia 2015)
In un villaggio costiero turco la giovane Lale e le sue sorelle maggiori Nur, Ece, Selma e Sonay festeggiano la fine dell'anno scolastico anche se la ragazza è dispiaciuta perché l'insegnante che lei maggiormente apprezza l'anno successivo eserciterà la sua professione ad Istanbul. Le sorelle si recano in spiaggia con un gruppo di studenti maschi e lì giocano, completamente vestite, a combattere in acqua a cavalcioni sulle spalle dei maschi. La notizia dello 'scandalo' viene immediatamente comunicata alla loro nonna che le punisce ma la punizione più dura arriverà dallo zio (i genitori sono morti) il quale decide di recluderle in casa affinché non diano più scandalo. Per sistemare ancor meglio le cose si dà il via alla ricerca di possibili pretendenti per matrimoni combinati che restituiscano alla famiglia l'onorabilità.

Born into Brothels di Zana Briski e Ross Kauffman, 85' (India - USA 2005)
Una fotografia per raccogliere in uno scatto tutta l'angoscia dell'esistenza. Nati nella parte sbagliata del mondo, nel posto peggiore (un bordello), dove la tristezza è impressa nei lineamenti del volto e il destino un'illogica certezza. Oscar per il miglior Documentario nel 2005, Born into Brothels si immerge con discrezione e disincanto nella sporcizia e nella povertà del quartiere a luci rosse di Calcutta, raccontando le fatiche di un gruppo di bambini costretti a confrontarsi quotidianamente col loro peccato originale: essere nati in un bordello, figli o fratelli di donne obbligate a prostituirsi per sopravvivere alla miseria.

La ragazza del dipinto di Amma Asante, 105' (USA 2013)
1769. Il capitano Sir John Lindsay della Marina di Sua Maestà Britannica decide, alla morte della madre, di riconoscere e portare con sé in Inghilterra la figlia mulatta affidandola allo zio Presidente della Corte Suprema. Dido Elizabeth Belle entra così a far parte, non senza difficoltà, di una famiglia nobile e in vista. Il suo rapporto con la cugina Elizabeth Murray si fa stretto sin da bambine e continua ad essere tale anche quando Dido erediterà la fortuna del genitore mentre Elizabeth si troverà senza dote. Questa situazione si intreccia con un evento che coinvolgerà l'intera legislazione britannica sulla schiavitù.

En attendant les hommes di Katy Lena Ndiaye, 56' (Marocco 2007)
Sono una donna forte, molto più forte di tanti uomini. Queste parole sono pronunciate da una delle donne della città rossa di Oualata, dove la regista Katy Lena Ndiaye ha girato il suo secondo documentario En attendant les hommes (Aspettando gli uomini, 2007). Alle porte del deserto della Mauritania, nella città rossa di Oualata, vivono tre donne artiste, che decorano con l'argilla rossa le mura delle case della città. Il documentario pedina le tre le donne, che molto spesso rimangono sole nel villaggio, baluardo che resiste alle avversità del deserto. Senza uomini, le donne parlano e si lasciano andare a confidenze, riflettono e discutono anche di argomenti come l'aborto, con una naturalezza sorprendente.

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