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Termodinamico - Approvata la mozione di Patrizia Cadau per la difesa delle prerogative del Consiglio comunale

  21 11 2018    |    Tematiche: Ambiente e decoro urbano Casa e urbanistica Istituzioni    |    Io sono: Cittadino

Il Consiglio comunale di Oristano ha approvato all’unanimità (15 voti a favore) una mozione del consigliere del Movimento Cinquestelle Patrizia Cadau per la difesa delle prerogative dei Consigli comunali nell’ambito dell’autorizzazione unica regionale in materia di impianti per la produzione di energie rinnovabili.

Presentando l’argomento in aula Patrizia Cadau ha espresso soddisfazione per la revoca, da parte della Giunta comunale, della convenzione con la Solar Power per il progetto della nuova centrale di San Quirico “ma non potendo cantar vittoria sugli esiti della controversia e convinta che la battaglia sia solo agli inizi, con la mozione chiedo che sia posto un argine a difesa delle prerogative dei Consigli Comunali, ormai oggetto di continue sopraffazioni e manomissioni da parte dell’amministrazione regionale”.

“L’autorizzazione unica regionale per gli impianti per la produzione di energie rinnovabili, costituendo “titolo a costruire ed esercire l’impianto, le opere connesse e le infrastrutture indispensabili in conformità al progetto approvato e nei termini ivi previsti”,  esautorando il Consiglio Comunale dalle proprie prerogative in materia di varianti allo strumento urbanistico configura l’ennesima violazione centralista, uno stupro ambientale e una speculazione indegna a beneficio di pochissimi, sulle spalle della nostra terra e di chi la vive, la abita e la valorizza” ha aggiunto l’esponente dei Cinquestelle secondo cui “ci sono temi che accomunano tutti, anche se di schieramenti politici diversi, e quello della difesa dei suoli, della salute e dell’ambiente è un tema che unisce l’intera collettività”.
“Non sia mai – ha proseguito - che a furia di subire supinamente, dopo l’ingiustizia del termodinamico solare ibrido di San Quirico – Tiria si spalanchino le porte ad ancor peggiori misfatti sulla pelle di noi sardi”. “È necessaria – ha concluso - la mobilitazione di questo Consiglio e di quelli di tutta la Sardegna per esprimere la totale contrarietà all’esproprio delle prerogative dei Comuni in materia di urbanistica nel proprio territorio”.

Il Sindaco Andrea Lutzu, accogliendo la proposta, ha evidenziato il costante impegno dell’Amministrazione comunale contro l’impianto di San Quirico e a difesa delle prerogative delle istituzioni locali: “Purtroppo il Governo nazionale e quello regionale sono sordi, siamo soli a difendere i nostri territori e le prerogative del consiglio comunale. Anche la nuova legge regionale urbanistica non stabilisce norme che rendano giustizia alle comunità locali e alla loro capacità di programmazione territoriale”.

Nel corso del dibattito sono intervenuti Angelo Angioi e Antonio Iatalese (Forza Italia), Francesco Federico (indipendente), Veronica Cabras (Riformatori), Annamaria Uras (Coraggio e libertà – Insieme) che hanno ribadito la centralità del problema e l’importanza di manifestare ancora una volta la posizione del Consiglio comunale contro il progetto dell’impianto termodinamico di Tiria e a difesa delle prerogative delle comunità e delle istituzioni locali. Efisio Sanna (PD), ricordando la posizione contraria al progetto da parte del PD ha però annunciato l’intenzione di non partecipare al voto per la valenza troppo politica della mozione.

Nella seduta di ieri, su proposta dell’Assessore al Bilancio Massimiliano Sanna, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità (18 voti) un debito fuori bilancio per 3140 euro per una sentenza relativa ai danni provocati al bar Picca e Uda beach di Torre Grande da un grosso pino presente sul lungomare.

L’assemblea, infine, si è dedicata alla risposta della Giunta a interpellanze e interrogazioni.

Efisio Sanna (PD) ha presentato un’interpellanza dei consiglieri di minoranza sui ritardi nei lavori per il completamento casa studente, chiedendo di conoscere i motivi dello scarso interesse manifestato dall’esecutivo per il completamento dell’opera, le cause dei ritardi, i tempi necessari all’avvio dei lavori e se le somme stanziate (195 mila euro) siano ancora totalmente disponibili.
L’assessore ai Lavori pubblici Francesco Pinna, ricordando che la progettazione della struttura risale a 30 anni fa e che “i ritardi accumulati hanno riguardato tutte le amministrazioni che si sono succedute a Palazzo degli Scolopi, compresa quella uscente che dopo essersene occupata nel 2014 non face più niente. Abbiamo affidato l’incarico per il progetto definitivo, entro gennaio sarà bandita la gara d’appalto e subito dopo partiranno lavori”.

Francesco Federico ha presentato l’interpellanza sul bando per la privatizzazione del porticciolo turistico di Torre Grande e ricordando l’importanza della struttura per il sistema turistico e l’economia del territorio ha lamentato come il bando pubblicato dal Comune fosse insufficiente perché tra i requisiti tecnici richiesti ai partecipanti non erano inclusi, ad esempio, un piano industriale e un piano di marketing turistico, che invece sarebbero stati essenziali. Federico ha infine chiesto “che fine ha fatto il master plan per Torre Grande promesso in campagna elettorale?”
Il Sindaco Andrea Lutzu ha risposto spiegando che la privatizzazione delle Marine oristanesi deriva da norme che impongono la dismissione delle società pubbliche; “Abbiamo tentato di fare un bando il più aperto possibile, anche se poi il bando è andato deserto, per favorire un’ampia partecipazione da parte delle imprese. Tuttavia la prossima scadenza della concessione demaniale, così come una base d’asta di 300 mila euro ritenuta troppo onerosa, hanno scoraggiato la partecipazione da parte degli imprenditori che pure avevano mostrato interesse. Oggi, tra mille difficoltà, stiamo cercando interlocuzioni per capire le intenzioni del Ministero sul rinnovo delle concessioni demaniali. Dalle prime indicazioni sembrerebbe che per la prima volta non si vogliano rinnovare ma mettere a bando”.
Per Giuseppe Puddu (UDC) l’interpellanza voleva essere un pungolo all’amministrazione: “Si sapeva benissimo della imminente scadenza della concessione, che la base d’asta era alta e che la struttura ha evidenti limiti. Per evitare che l’asta andasse deserta sarebbe stato meglio mettere regole più stringenti e una base d’asta più bassa”.

L’Assessore allo Sport Francesco Pinna, infine, ha risposto all’interrogazione di Forza Italia sulla situazione di crisi della Polisportiva Tharros: “Il presidente Vacca si è dimesso e ora il Comune deve individuare un commissario cui affidare la gestione della società per portare la squadra a fine campionato. Ho incontrato imprenditori, ma la situazione economica è molto difficile. La Tharros è la seconda società più antica della regione e tra le dieci d’Italia, è un patrimonio della città e abbiamo il dovere di fare il possibile per salvarla”.

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