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Oristano prima in Italia per la qualità dell'aria

  31 10 2017    |    Tematiche: Ambiente e decoro urbano Qualità della vita    |    Io sono: Cittadino

Oristano è ancora nella top ten italiana delle città più rispettose verso l’ambiente.

È quanto emerge dai dati di Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente, l’annuale rapporto sulle performance ambientali delle città capoluogo realizzato con il contributo scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore.  Ecosistema Urbano 2017 è stato presentato a Milano in un incontro che ha visto la partecipazione del presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni e del ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, oltreché di numerosi sindaci e amministratori.

Oristano si piazza al decimo posto tra le città italiane, prima tra le sarde, con un punteggio percentuale di 64,3%. Nuoro è 36/a con il 55,8%, mentre per trovare Cagliari e Sassari bisogna scendere sino alla 52/a e 53/a posizione, con entrambi i capoluoghi poco sopra il 50%. Oristano, decima nella classifica generale, come l’anno scorso (quando era ottava) tra le città del centro-sud è seconda solo a Macerata. Prima in assoluto Mantova davanti a Trento e Bolzano.

Il monitoraggio dei 104 capoluoghi si basa su diversi fattori analizzati, dall'ambiente ai trasporti. Il punteggio viene assegnato sulla base dei risultati qualitativi nei 16 indicatori considerati dal rapporto che coprono sei principali tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia.

Nella presentazione del rapporto gli organizzatori sottolineano che “c’è un’Italia delle città che ha già cambiato passo. Che gestisce il ciclo dei rifiuti come e meglio di tante altre realtà europee, che ha cambiato stili di mobilità, trovato la formula giusta per depurare gli scarichi, contenere i consumi idrici e lo sperpero d’acqua potabile, che investe sulle rinnovabili, che ha significative esperienze di rigenerazione e rifunzionalizzazione degli spazi pubblici. L’esempio arriva in primis da Mantova (1°), Trento (2°), Bolzano (3°), Parma (4°), Pordenone (5°) e Belluno (6°), che guidano quest’anno la classifica di Ecosistema Urbano 2017 dimostrando di essere città dinamiche e di credere fortemente nel cambiamento”.

“Il dato che più balza agli occhi, insieme all’alta posizione in classifica, è la continuità nei risultati – spiegano il Sindaco Andrea Lutzu e l’Assessore all’Ambiente Gianfranco Licheri -. Da anni Legambiente riconosce le nostre qualità ambientali sulla base di una griglia di parametri oggettivi. Ma sul fronte ambientale sono numerosi i riconoscimenti che puntualmente premiano Oristano: Bandiera blu, Bandiera verde, Raccolta differenziata e prevenzione dei rifiuti. Insomma, le statistiche fotografano una città con una grande qualità della vita”.

“La mancanza di qualche dato ha condizionato il risultato finale – aggiunge l’Assessore Licheri -. La classifica infatti non tiene conto dei dati sull’indice di ciclabilità e pedonabilità che probabilmente avrebbero contribuito a farci guadagnare qualche altra posizione, ma in generale il quadro che emerge dallo studio è confortante. Siamo al primo posto assoluto per le basse emissioni di polveri sottili e per il basso consumo di acqua, al quinto posto per l’energia solare prodotta dagli edifici pubblici, all’ottavo per la raccolta differenziata”.

Meno bene va per la depurazione (69esimi), per la dispersione della rete idrica (94esimi) e per il tasso di motorizzazione (auto ogni 100 abitanti 82esimi).

“Si potrebbe esser tentati di estrarre una immodificabile formula matematica dai dati di Ecosistema Urbano – commenta Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente e curatore insieme a Mirko Laurenti del report – Affermare che la qualità ambientale è cosa che appartiene in via esclusiva alle piccole e medie città del Nord sarebbe però parziale e iniquo rispetto ad alcune realtà che si danno da fare, lavorano e si trasformano anche in altre aree del Paese come Oristano, Pesaro, Cosenza o la stessa Milano che di sicuro non è una cittadina di provincia. L’Italia del buon ecosistema urbano, allora, è principalmente l’Italia che fa, che fa bene e spende bene le sue risorse, che si evolve e pianifica le trasformazioni future, che non s’accontenta dello scenario contemporaneo, che in uno o più ambiti produce ottime performance o raggiunge l’eccellenza. Il rammarico è legato al fatto che questa eccellenza non riguarda in nessun capoluogo tutti gli aspetti della qualità ambientale e dei servizi al cittadino”.

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