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Oristano dice no alla violenza alle donne

  25 11 2018    |    Tematiche: Politiche sociali e PLUS Vita di città    |    Io sono: Cittadino

Un doloroso tango per iniziare e un gioioso valzer in chiusura di giornata. Un simbolo di passione, ma anche di violenza e disperazione, per aprire le manifestazioni che il Comune di Oristano ha dedicato alla Giornata internazionale della violenza sulle donne e alla fine un inno alla vita e alla speranza. In mezzo una tavola rotonda sul significato della giornata e sull’importanza di azioni realmente incisive per contrastare la violenza di genere.

Oristano, città della ceramica, patria di Eleonora d’Arborea che 6 secoli fa, promulgando la Carta de Logu, fu antesignana delle politiche delle moderne pari opportunità, anche quest’anno ha dedicato grande importanza alla giornata simbolo della violenza alle donne. E se nel 2017 con le scarpette rosse in ceramica la città aveva lanciato un’iniziativa di sensibilizzazione che aveva coinvolto decine di città italiane della ceramica, quest’anno con un fiore in ceramica e con le due danze Oristano ha rinnovato il suo impegno insieme all’Associazione italiana città delle ceramica.

Introducendo i lavori della tavola rotonda, l’Assessore Pupa Tarantini ha sottolineato il significato delle iniziative: “Con il tango abbiamo lanciato un primo messaggio capace di scuotere il cuore e la mente. E quello stesso messaggio vuole ribadire il senso delle Scarpette rosse in ceramica e di Oristano contro la violenza. Vulnerabilità, discriminazione, aggressività palese o sottile, impalpabile o subdola, esterna o interna alle pareti domestiche: molte sono le cause e le forme che assume la violenza, con il danno spesso irreparabile inflitto ai minori, parte debole e da tutelare in assoluto. Tuttavia, nella prospettiva di promuovere un’emancipazione concreta della società e nelle comunità, occorre sviluppare coraggiose strategie politiche, educative e sociali, per ottenere il riconoscimento pieno e concreto delle pari opportunità. In ogni ambito della vita si rende necessaria l’eradicazione delle disparità, degli stereotipi, o peggio delle minimizzazioni e dei giustificazionismi. Questo spirito, quest’unione d’intenti ci ha incoraggiato a realizzare il programma di oggi. Come Città della Ceramica - e grazie alla Polizia di Stato - il nostro impegno è ancora più forte e consapevole”.

“Scarpette Rosse 2018 rinnova - con ricchezza, entusiasmo e slancio - l’impegno preso un anno fa, perché Oristano sia una città simbolo del No alla violenza sulle donne – ha sottolineato il Sindaco Andrea Lutzu -. La felice sinergia di Comune, Polizia di Stato e Associazione italiana Città della Ceramica si traduce in un’occasione educativa della quale dobbiamo andare orgogliosi”.

Il saluto del Sindaco e dell’Assessore Tarantini è stato accompagnato da quelli del Vice Sindaco Massimiliano Sanna e degli Assessori ai servizi sociali e alle Pari Opportunità Francesca Loi e Stefania Zedda, del Prefetto Giuseppe Guetta, del Questore Ferdinando Rossi, dell’Ambasciatore dell’AICC Giuseppe Sanna, del Presidente della Commissione Pari opportunità Alessandra Pusceddu, dalla Consigliera di Parità della provincia Stefania Carletti e da numerosi rappresentanti di enti, organismi e associazioni operanti in città.

La tavola rotonda si è aperta con l’intervento di Cristina Cabras (Professore Associato di Psicologia Dipartimento di Pedagogia dell’Università di Cagliari) secondo cui “esiste un problema culturale molto radicato, con un pensiero patriarcale e maschilista molto presente nella società, che coinvolge uomini e donne”.

La giornalista Susi Ronchi ha evidenziato l’importanza del ruolo dell’informazione nella rappresentazione dei fatti di violenza e l’impegno di sensibilizzazione e formazione di cui è protagonista Giulia, la rete regionale di giornaliste che opera per promuovere un corretto uso del linguaggio di genere e combattere gli stereotipi che accompagnano la rappresentazione dei racconti di cronaca sulla violenza di genere.

Graziano Pinna, docente della University of Illinois a Chicago, portando i risultati degli studi scientifici sulla diffusione della violenza, ha evidenziato come la violenza domestica sia riconosciuta come la più diffusa forma di violazione dei diritti umani. Per lo scienziato la spirale che coinvolge i bambini che assistono ad atti di violenza o ad abusi tra i genitori favorisce la trasmissione di quegli stessi comportamenti in età adulta.

Subito dopo la tavola rotonda la giornata è proseguita con l'inaugurazione di numerose installazioni in ceramica nelle vie della città. Con la scopertura di una targa ricordo a cura del Comune e della Polizia di Stato.

Nella memoria delle tante persone che hanno partecipato alle iniziative promosse dal Comune le immagini del tango e del valzer interpretati da Claudia Tronci e Carlo Petromilli, due bei momenti simbolici capaci di sintetizzare efficacemente il vero significato della giornata.

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