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Multiculturalità, condivisione e leggerezza nell'edizione 2019 di Miniere Sonore

  06 09 2019    |    Tematiche: Cultura e spettacolo    |    Io sono: Cittadino

Armonia, necessità di condivisione, desiderio di multiculturalità: tutto all’insegna della leggerezza, tema dell’edizione 2019 di Miniere Sonore, a cura dell’Associazione Heuristic di Oristano.

Il Festival, ormai classico appuntamento al tramonto dell’estate, ha rappresentato un’occasione per ritrovarsi intorno ad una proposta culturale sempre originale e inconsueta, orientata alla sperimentazione in ambito musicale e artistico.

Sul palco si sono alternate esibizioni che hanno spaziato dalla musica, alla performance, dalla videoarte alla danza contemporanea, dando vita ad incontri ad alto contenuto poetico.

Le donne del festival Wehbe, Ivana Busu, Julie Jourdes, Yasminee Lepe, Ivonne Bello hanno animato le notti di Miniere con grande passione e intensità, in grazia dello sguardo sensibile sulle cose del mondo che anima i loro percorsi artistici e di vita. Il lavoro di Caroline Wehbe e Ivana Busu, La femme dans le cadre, ispirato ad un narrazione per immagini della Wehbe che racconta attraverso una metafora le difficoltà relazionali tra uomo e donna, sarà tradotto in un cortometraggio per il cinema d’essai.

Al di là del tradizionale spazio dedicato alla sperimentazione nel campo dell’elettronica col duo Salis e Ferrazza e l’incursione nella musica acusmatica di Stefano Casta, il taglio del festival ha subito una decisa virata in chiave multidisciplinare. Peter Agardi, Magna Mater (duo franco-cileno) e Ivonne Bello infatti hanno presentato dei lavori di danza contemporanea legati al teatro performativo.

Miniere Sonore ha ospitato, inoltre, chitarristi di assoluto livello come Sergio Altamura e Pino Forastiere, protagonisti di perfomance di assoluto impatto percettivo.

Il ricorso alle immagini, nello specifico alla videoarte, ha rappresentato una componente significativa di questa edizione, attraversando quasi tutta la lineup festivaliera: in chiave cinematografica per la Wehbe, più sperimentale in altri lavori come quello del duo Salis e Ferrazza e di Peter Agardi che ha scelto di accompagnare la performance di danza con dei contributi tratti da alcune pellicole pasoliniane.

Il pubblico di Miniere Sonore, proveniente da tutta l’isola, si conferma fedele anno dopo anno e rappresenta tutte le fasce d’età: dai giovanissimi ai più adulti. “Un ringraziamento va agli artisti per il loro contributo di creatività - ha dichiarato Stefano Casta, direttore artistico di Miniere, al team che di Miniere, ma soprattutto al pubblico che ci segue costantemente, animato della curiosità di esperienze sempre nuove. Con leggerezza”.

L’edizione 2019 del Festival - promossa dall’Associazione Culturale Heuristic – è stata sostenuta dalla Regione Autonoma della Sardegna e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Oristano.

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