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Consiglio comunale - Non cambia lo stemma della città

  12 04 2017    |    Tematiche: Istituzioni Vita di città    |    Io sono: Cittadino

Il Comune di Oristano non cambia il suo stemma. Al Sindaco Guido Tendas non sono bastati i 13 voti a favore della maggioranza di centrosinistra per approvare la delibera di modifica dello statuto comunale e introdurre nel nuovo stemma gli elementi identitari della storia giudicale: l’albero eradicato degli Arborea e i pali dei Bas Serra, da unire allo stagno, in sostituzione della croce Sabauda.

Per le modifiche allo statuto occorreva una maggioranza qualificata di 2/3 (17 su 25), ma al momento del voto, nonostante l’appello finale del Sindaco che ha chiesto al Consiglio comunale l’unanimità, 13 consiglieri si sono espressi a favore e 4 contro.

In apertura di seduta è stato lo stesso Sindaco Tendas a illustrare la proposta all’aula: “Credo che non ci siamo molti oristanesi orgogliosi dello stemma attuale con la croce dei Savoia, mentre lo stemma deve essere un elemento sul quale si deve riconoscere l’intera comunità oristanese. Nel nuovo stemma figurano lo stagno, l’albero degli Arborea e i pali dei Bas Serra la famiglia degli Arborea che ha guidato la storia giudicale oristanese”.  

La nuova proposta dello stemma – ha spiegato il Sindaco - nasce dal confronto con Giampaolo Mele (Direttore dell’Istar), Momo Zucca (Curatore dell’Antiquarium Arborense) e Ivo Serafino Fenu (Direttore della Pinacoteca comunale).

“C’è un grande attaccamento della comunità oristanese alla storia medievale della città ed è giusto valorizzare quella storia nei simboli della città - ha aggiunto Tendas -. Il consiglio comunale è la sede per discutere di questi argomenti, ma lo si è fatto anche un mese fa in un importante convegno dell’Istar. Vogliamo lasciare un segnale a una città che si accinge a una campagna elettorale che avrà momenti di asperità ed è giusto invece che si capisca che la città e la politica sanno unirsi su temi rilevanti, sui suoi simboli, sulla sua storia”.

La proposta del Sindaco è stata accompagnata dal plauso della maggioranza e dalle ferma opposizione della minoranza.

Per Mauro Solinas (Fortza Paris) l’ultima seduta utile del Consiglio comunale si sarebbe dovuta concentrare su altri temi: “Avrei voluto discutere di altre cose: delle strade di campagna, di attività culturale, del foro boario e del teatro ancora chiusi. Invece, si vuole far approvare un nuovo stemma della città esponendo il consiglio a una situazione ridicola. Sono stati coinvolti tre stimati storici, ma non ci siamo rivolti a un esperto di araldica e in questo caso sarebbe stato doveroso”.

Secondo Tonino Falconi (Oristano bene comune) una modifica allo stemma e al gonfalone della città è una cosa importante: “Sono simboli dall’altissimo valore identitario. Proporlo con una delibera così pasticciata fa parte dello stile e del modo di operare di questa amministrazione. È una cosa irriverente per la città e per il Consiglio comunale”.

Di diverso avviso Mariano Musu, Presidente della Commissione Cultura, che ha ricordato il voto a favore dell’organismo consiliare e precisato che “il Consiglio comunale è nel pieno dei suoi poteri e ha il diritto e il dovere di portare avanti una proposta di grande importanza per la città”.

“Proprio perché importante occorreva il coinvolgimento della città evitando di arrivare all’ultimo momento in consiglio comunale – ha replicato Massimiliano Sanna (API/FLI) -. Non approvo il modus operandi scelto, né il fatto di aver voluto sacrificare la discussione di altri argomenti su problemi che incidono sulla vita dei cittadini”.

Roberto Martani (PD) ha invitato a mettere da parte i tatticismi politici: “Non affrontare questo argomento equivale a una sconfitta della politica, significa non considerare adeguatamente il sacrificio e il valore delle persone che hanno fatto la storia della città. Ancora una volta si vuole segnare una linea di demarcazione, mentre sarebbe più opportuno mettere da parte le divisioni, mettendo al centro della politica i nostri cittadini, i loro problemi, la loro storia e il loro futuro”.

“Se è realmente importante per la città, e sono convinto che lo sia, perché non è stata coinvolta la città? – ha chiesto Marco Piras (indipendente) -. Perché non abbiamo la possibilità di sentire una spiegazione degli storici che sono stati interpellati? Considerando che occorre una maggioranza qualificata di 17 voti è possibile che non ci sia stato un doveroso coinvolgimento della minoranza, una discussione, un approfondimento? Mi sento offeso nel mio ruolo di consigliere, così come credo si sentano offesi i cittadini oristanesi”.

Per Giuseppe Obinu (PD) “la proposta del Sindaco va incontro all’esigenza di una comunità che vuole riconoscersi intorno a un simbolo come quello degli Arborea, piuttosto che su quello dei Savoia. Perché non si vuole ridurre la discussione alla sua vera essenza: lo stemma proposto rappresenta la città più di quello con la croce dei Savoia? Discutiamo di questo e votiamo, senza altre argomentazioni pretestuose”.

Duro Simone Spahiu (PD): “Lo stemma della città oggi ha il simbolo di un signore che ha succhiato il sangue dei sardi ed è stato un tiranno. Oggi dobbiamo semplicemente decidere se scegliere il simbolo con la croce dei Savoia o quello con l’albero degli Arborea. È tutto molto semplice. Tante altre città lo hanno già fatto e lo stanno facendo, posso capire che non si condivida il metodo, ma Oristano non merita il simbolo di un tiranno nel suo stemma”.

Per Giampaolo Lilliu “si è voluto vuole alimentare uno scontro, una divisione sapendo che non ci sarebbe stata la possibilità di trovare condivisione. Confronto e condivisione erano necessari e lo testimonia l’esigenza di avere 17 voti perché passasse. Lasciamo questo compito a chi avrà cinque anni per amministrare, spiegare, confrontarsi”.

Secondo Giuliano Uras “che un Sindaco, una giunta e una maggioranza che non si sono distinti per aver lasciato un segno di cambiamento in città, vogliano qualificare il loro mandato per una delibera come questa è singolare. Il Sindaco non ha mai voluto aprirsi a un dibattito serio sui problemi della città, accade anche oggi sulla proposta dello stemma. Il Sindaco vuole una medaglietta in zona Cesarini, ma su un tema di questa rilevanza sarebbe stato doveroso aprire un dibattito storico pubblico. Siamo contrari perché manca una seria analisi storica”.

Dello stesso avviso Daniela Nurra (Idee rinnovabili) secondo la quale “è mancato il confronto sulle motivazioni. Questo, inoltre, è un argomento importante, ma non urgente e ci sono ancora problemi aperti e urgenti che dovrebbero essere affrontati e che invece sono stati sacrificati”.

Un richiamo all’esame di argomenti più vicini ai problemi dei cittadini anche da Stefano Mureddu (indipendente) e Giuseppe Puddu (UDC).

 

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